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Aniello Cimitile è il nuovo presidente della Provincia

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aprile 15, 2008 by admin

cimitile.jpgAniello Cimitile, candidato del centrosinistra, è il nuovo presidente della Provincia (55,131 %) . Nettamente battuto il candidato del centrodestra, Mino Izzo (37,543 %).

Ecco i dati definitivi del ministero dell’Interno: http://amministrative.interno.it/amministrative/amm080413/P011.htm

«Il dato è soddisfacente – ha dichiarato Aniello Cimitile all’Agi – e tutto va disponendosi per il meglio; per il Sannio questo di oggi è un risultato importante ma lo è anche per la Campania e faccio fin da ora le mie congratulazioni al mio principale avversario, Izzo (PdL), per la sua elezione al Senato, insieme agli altri sanniti eletti in Parlamento.
Al di là delle diversità politiche penso che si possono fare insieme grandi cose, perchè tutti siamo interessati al bene del Sannio e lì dove c’è convergenza sono convinto che lavoreremo insieme. Il primo lavoro sarà il coordinamento istituzionale con il presidente uscente Carmine Nardone e il sindaco di Benevento Fausto Pepe per portare avanti tutta una serie di lavori avviati; la prima cosa che farò è recarmi dal prefetto di Benevento per il ‘Patto di legalità, per cominciare nel segno della legalità per dare un segnale nella trasparenza, nella correttezza, tenendo il nostro Sannio il più lontano possibile da quelli che possono essere elementi inquinanti.
Quando si inizia un mandato del genere si sa che bisogna porsi degli obiettivi, io ad esempio, amo lavorare sull’eccellenza e sull’alta qualità ed il Sannio ha bisogno di eccellenza, di raggiungere dei record e tutto ciò richiede fatica, lavoro, complessità e tanto entusiasmo; un entusiasmo da trasmettere anche alla squadra che lavora con te, un lavoro complesso in una provincia con 78 comuni come il Sannio. Spero davvero di mettere insieme forze politiche, sistema produttivo, giovani, mondo della formazione, della ricerca scientifica e creare tanto entusiasmo per far crescere il Sannio. Le forze politiche che hanno contribuito a mettere in piedi la colizione saranno ovviamente rappresentate nell’esecutivo, le voglio tutte con le loro responsabilità, con il loro punto di vista, così come hanno contribuito al programma; per il resto ragioneremo in termini proporzionali, tenendo presente i risultati, professionalità, esigenze tecniche e di rappresentanza (donne e giovani)».


1 comment »

  1. Gianandrea ha detto:

    E gli uomini preferirono le tenebre (Gv, 3, 19)

    Il miracolo non si è avverato. O, meglio, l’attesa guarigione non è avvenuta. Il Sannio è ancora affetto dal cancro del clientelismo (anche detto clementismo) e, anziché risorgere, Benevento rimane in provincia di Ceppaloni.
    La “filiera istituzionale” diventa una rete metallica che imbriglierà lo sviluppo del Sannio per i prossimi anni (e, a meno di improbabili miracoli, le conseguenze riguarderanno l’intera prossima generazione). Del resto, dopo il sostanziale fallimento della giunta Nardone, dopo l’empasse della giunta Pepe, riproporre la stessa “squadra” (l’accozzaglia di centristi, centrosinistri ed estremosinistri) sembrava l’estremo tentativo di sopravvivere che – dati delle politiche alla mano, con il PdL che superava il 50% – sarebbe stato punito da un elettorato ormai stufo di vuote promesse e di incapacità governativa.
    Invece, nonostante la coalizione perdente al governo nazionale sia stata punita alle nuove elezioni politiche, la sua fotocopia in chiave locale è riuscita a rimanere in possesso della Rocca dei Rettori. Non scrivo “è riuscita a vincere” perché in realtà, non di vittoria si può parlare. E non tanto perché scendere dal 73% al 55% indichi una grave flessione, ma perché la serie di contrasti tra anime tanto diverse, come è risultata perdente con il governo Prodi, risulterà perdente con Cimitile. Ci aspettano, nella migliore delle ipotesi, cinque anni di stasi, ovvero di miliardi gettati in mostre di arte contemporanea, in notti di luna piena, in piste di pattinaggio, in viaggi in America etc. Con il costante pericolo che la famigerata “filiera” individui qualche sito di stoccaggio dei rifiuti napoletani (e con un presidente della provincia importato, l’ipotesi è più che concreta).
    A cosa è dovuto il travaso dei voti che ha confermato la litigiosa coalizione alla Rocca? Evidentemente, ad un intreccio di interessi territoriali, di politica con la “p” minuscola che ha lanciato un chiaro segnale, rivolto ad ambedue le coalizioni: senza le truppe mastellate non si vince.
    Ma, se a palazzo Mosti qualcuno starà ripensando alla bontà del proprio passaggio al PD, a livello nazionale dubitiamo che il Cavaliere o Tremonti tremino all’idea di dover affrontare il Ras di Ceppaloni: la politica nazionale andrà avanti senza scossoni e Benevento si confermerà, grazie alla sue modesta classe dirigente ed alla sua limitata capacità di scelta, come l’ultima provincia italiana.
    Contenti noi, contenti tutti?
    Gianandrea de Antonellis

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