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La diaspora dei mastelliani: il precedente del 1998

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febbraio 18, 2009 by admin

Nel consiglio comunale di stasera dovrebbe nascere ufficialmente il gruppo “Lealtà per Benevento” composto da sei consiglieri comunali eletti, nel 2006, nelle liste dell’Udeur e della Costituente di Centro. Ne faranno parte, in ordine alfabetico, Isidoro Fucci, Giuseppe Molinaro, Umberto Panunzio, Oberdan Picucci, Giovanni Quarantiello e Giuseppe Zollo che avranno l’appoggio dei tre assessori espressi, all’epoca, dall’Udeur: Giuseppe De Lorenzo, Aldo Damiano e Luigi Scarinzi.

Nel gruppo Udeur restano in quattro: Francesco De Pierro, Luigi Ambrosone, Angelo Fusaro e Luigi Trusio. Una scissione bella e buona, tra chi – i primi – ha deciso di non seguire Clemente Mastella nell’accordo con il PdL e chi, invece, ha ritenuto prevalenti le motivazioni politiche alla base dell’intesa con il centrodestra.

L’esodo bi-direzionale dei mastelliani, a Palazzo Mosti, non è una novità in assoluto. Basta tornare indietro alla fine del 1998, allorquando Mastella, a livello nazionale, si staccò dal Polo e, quindi, dal Ccd che aveva fondato con Pier Ferdinando Casini, per dare vita, insieme, con Rocco Buttiglione (Cdu), e con la benedizione di Francesco Cossiga, all’Udr (ma il nuovo partito si chiamò per qualche settimana anche Cdr). L’intesa, come è noto, salvò il centrosinistra a livello nazionale consentendo a Massimo D’Alema, il 21 ottobre 1998, di insediarsi a Palazzo Chigi, prendendo il posto di Romano Prodi, impallinato da Rifondazione Comunista. Ovviamente, l’accordo romano ebbe un effetto domino anche in periferia. A cominciare dalla Campania dove venne sfiduciato il presidente della Regione, Antonio Rastrelli, di An, ed eletto, nei primi giorni di gennaio del 1999, al suo posto il mastelliano Andrea Losco.

A Benevento non ci furono grandi ripercussioni, sia perchè all’amministrazione provinciale – dove al secondo turno si era verificato l’apparentamento tra Forza Italia, Alleanza Nazionale e Ccd – le vicende politiche erano precipitate da tempo e per altre motivazioni, sia perchè il Ccd a Palazzo Mosti era stato tenuto fuori, al primo e al secondo turno, dall’alleanza di centrodestra. I cambiamenti, dunque, furono quasi esclusivamente “consiliari”. Nel Cdr-Udr confluirono, provenienti dal Ccd, Bruno Camilleri, Nazzareno Lanni, Fausto Pepe e Lucio Lonardo (quest’ultimo, tuttavia, si sarebbe dimesso qualche mese dopo da consigliere, essendo destinato al cda dell’Asia, sostituito da Giovanni De Pierro). Dal Cdu arrivarono il consigliere Luigi Bocchino e l’assessore Claudio Paoletti (poi dimissionario). Per quanto riguarda il Ccd, rimase nel centrodestra e in giunta l’allora assessore Gianfranco Ucci. Più controversa fu la partecipazione del Cdu al nuovo soggetto politico: l’allora assessore Guido Principe rimase in giunta e nel centrodestra, così come non cambiarono schieramento Costanzo Di Pietro e Mario Pasquariello. Rimasero nella stessa coalizione ma cambiando gruppo Giovanni Itro ed Eugenio Medici, che transitarono a Forza Italia. Fu poi Pasquariello a ricostituire a Palazzo Mosti il gruppo consiliare del Ccd. Mentre il Cdu riprese forma, sul finire della consiliatura, prima con Umberto Zanone (subentrato a Di Pietro, nominato assessore), poi con il ritorno di Luigi Bocchino e le adesioni di Raffaele Barricella e Massimo Basile.

Al nuovo gruppo Udr aderirono in seguito altri due consiglieri eletti con liste di centrodestra: Ugo Del Sorbo e Mario Rauso.


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