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Mastelliani: ripensamenti, resistenze e revoche

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marzo 4, 2009 by admin

Non sappiamo quanto siano vere le voci sul ripensamento di alcuni esponenti dell’Udeur, in un primo momento dichiaratisi pronti a seguire il nuovo percorso politico di Clemente Mastella e successivamente propensi a rivedere la loro posizione. Al momento è, però, difficile ipotizzare una “sistemazione” per i pentiti della prima e dell’ultima ora, sempre che ce ne siano e che, di contro, non sia in corso una campagna “terroristica” tesa, più che altro a conservare le poltrone del centrosinistra, innervando (si fa per dire) il dibattito politico di rumors e boatos destabilizzanti per l’altra parte.
Alla Provincia, ad esempio, si sussurra di un “rientro” di Forgione, “pilotato” da un consigliere regionale a cui il centrosinistra sembra aver promesso mare e monti, compresa una presidenza che non gli spetterebbe per assenza di requisiti. Il vero problema qual è? E’ che l’accelerazione studiata dagli strateghi del centrosinistra (revoca immediata degli assessori Udeur, nomina di Barbieri e coinvolgimento di due consiglieri PdL) se è servita, da un lato, ad evitare lo scioglimento anticipato che sarebbe potuto derivare dalle dimissioni di massa, dall’altro si è rivelata avventata, precludendo la strada al riaccoglimento di chi, legittimamente, poteva anche rivedere la propria posizione. Tradotto in soldoni: se davvero Forgione volesse rientrare in giunta (portandosi dietro un consigliere provinciale, come pure si dice), dovrebbe “accontentarsi” invece che di una poltrona di una sorta di strapuntino. Perchè il suo assessorato “pesante” (vicepresidenza e infrastrutture) è stato occupato in men che non si dica. Certo, esiste l’istituto della revoca. Potrebbe essere mandato a casa il suo sostituto, con tanto di “restituzione” a Forgione delle precedenti funzioni e deleghe. A quel punto, però, come potrebbero essere accontentati, politicamente, i nuovi “adepti” di Cimitile? Certo, ci sono le deleghe lasciate o sottratte, fate voi, alla Cirocco (servizi sociali), quelle che il centrosinistra voleva offrire all’Udc. Ci sarebbe bisogno, però, di una compensazione. Di mettere, cioè, “qualcosa” vicino all’assessorato minor. Già, che cosa? La presidenza di una “partecipata”. Ma qui il discorso si fa complicato, non solo perchè si tratta di organismi sempre in bilico, ma anche perchè due (Asea e Marsec) sono occupate da esponenti di un Pd sempre più famelico; Art Sannio è avvolta nella nube del commissariamento burocratico e registra una paralizzante inerzia delle sue attività e Giovanni De Pierro (Udeur e mastelliano) non ha alcuna intenzione di lasciare Sannio Europa. E, comunque, il suo avvicendamento non sarebbe di facile e indolore realizzazione.
Non tutti i mastelliani, tuttavia, ci ripensano o resistono.
C’è anche chi è stato revocato senza alcun indugio e senza neanche il contentino di un comunicato stampa. Si tratta dell’ex consigliere comunale Giancarlo Bocchini, rappresentante del Comune di Benevento presso l’Ato. Bocchini, rimasto fedele a Mastella, si dimise nei primi mesi del 2007 e il suo seggio, a Palazzo Mosti, fu preso, ad aprile, da Giovanni Quarantiello, primo dei non eletti della lista Costituente di Centro.
Il suo “posto” all’Ato resta nella disponibilità della maggioranza di centrosinistra del Comune, che è più traballante di quanto si pensi.
Si mirava a spostare lì un attuale assessore e liberare un posto in giunta all’Udc per acquistare un altro spicchio di forza numerica in aula. Per il momento, per varie ragioni, la strada non sembra percorribile ma quella “postazione” risulta essere ancora strategica. Una decisione dovrà pur essere presa. Perchè prima o poi, a Palazzo Mosti, potrebbe nascere un nuovo gruppo che, contando sulla mai abbastanza vituperata utilità marginale, potrebbe chiedere rappresentanza in giunta. Meglio togliere l’occasione, come si dice.


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