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Prova di forza del popolo Udeur, tantissima gente alla convention dell’hotel President

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marzo 16, 2009 by admin

Tanta, tantissima gente all’adunata dell’Udeur, come ai bei tempi, anche se, ora come ora, il partito di Mastella non ha più il bastone del comando (e il fascino del potere) di una volta. Una dimostrazione di affetto e di vicinanza al leader del Campanile. Una prova di forza. Un modo per dire: noi ci siamo e sopravviveremo. Anche senza quelli che “hanno preferito restare attaccati alla poltrona”. Tante donne, poi, chiamate a raccolta dalla Lonardo, anche attraverso Facebook, ma pronte a dare sostanza a una manifestazione che era attesa in più ambienti politici e non solo dalle parti di piazza Bissolati. “E’ un piccolo miracolo” ha ammesso Mastella aprendo il suo intervento, “un miracolo che vede protagoniste le donne (in netta maggioranza, ndr) e che richiama la risurrezione di Cristo. Anche allora le donne arrivarono prima degli altri. Anche noi speriamo, pertanto, in una rinascita, in una ripartenza. In un’affermazione del nostro credo e del nostro modo di fare politica. Abbiamo subito violenze e brutalità inaudite ma il nostro atteggiamento è stato mite, ghandiano. Adesso speriamo in un rinnovato impegno di tutti per tornare a rappresentare qualcosa, essere di nuovo il partito che monta la guardia al Sud ma non con l’antagonismo di frontiera ma con la giusta attenzione al territorio, maggiormente necessaria qualora dovesse entrare in vigore il federalismo fiscale”.
Nel corso del suo intervento, Mastella non ha risparmiato critiche al Pd e ha lanciato qualche stilettata anche all’Udc. “Il partito di Casini sceglie di non scegliere, preferendo allearsi una volta con uno, una volta con l’altro. Non si capisce bene perchè chi si comporta così viene lasciato in pace, mentre per noi si sprecano le accuse di essere voltagabbana”. Quanto al Pd, Mastella ha lanciato accuse a raffica. “La crisi del governo Prodi è stata voluta da Veltroni che ha voluto imporre un bipolarismo difficile da digerire. I nostri due voti in Senato (compreso quello di Barbato, visto che Cusumano si era schierato dall’altra parte, ndr) non erano rilevanti. D’altronde, cosa hanno combinato a maggio? Hanno perso, certificando la crisi profonda del centrosinistra. Poi, hanno spinto per l’introduzione dello sbarramento alle europee, dimenticandosi di tutti gli alleati. Io che avrei dovuto fare? Entrare in lista con i comunisti? Io nel Ppe sto da diversi anni, ancor prima che arrivassero Forza Italia e Alleanza Nazionale”.
Sul futuro prossimo, sulle amministrative in Campania, in particolare, Mastella ha confermato che l’Udeur presenterà proprio liste nelle province chiamate al voto. “Al momento esiste un bipartitismo imperfetto, un po’ come capitava in passato con la Dc e il Pci che avevano intorno a loro partiti satelliti. E’ chiaro che se dovessimo trovarci di fronte a una bipartitismo perfetto, con due soli schieramenti, dovremo fare le nostre scelte. Intanto, però, – ha proseguito Mastella – dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per le europee, anche senza l’apporto di quelli che hanno usato l’Udeur come un taxi e hanno disertato quando non era più conveniente, e dobbiamo essere leali con il PdL. Prima Berlusconi e poi Mastella, altrimenti finiamo nel 1994 allorquando in un solo capoluogo di provincia del Sud Casini ebbe più voti del Cavaliere e quel capoluogo fu Benevento. Berlusconi si risentì e dovetti calmarlo, spiegandogli che Casini era più affascinante e che aveva più capelli. Oggi sarebbe difficile trovare la stessa scusa”. E a proposito di Berlusconi, Mastella lo ha ringraziato pubblicamente ma non per l’attuale candidatura (“Sento parlare, impropriamente, di risarcimento danno ma ho già detto e ridetto che non sono stato determinante per far cadere il governo Prodi, affossato, invece, da Veltroni”) ma per quanto fece nel 1994. “Davvero, allora, il Cavaliere lanciò una zattera a me e a Casini. In seguito, se ci sono stati allontanamenti o riavvicinamenti sono stati dettati da ragionamenti politici”.
Non poteva mancare qualche riferimento alle inchieste che hanno riguardato l’Udeur. “Nel mio libro, che uscirà a giugno, esporrò tutto quanto è accaduto e il giudizio che mi sono fatto io sulla base dei fatti. Intanto, nessuno tenti di spacciare quest’indagine con l’etichetta di “mani pulite”. Non è girato un soldo e nessuno ci accusa di averne intascati. Anche se per chi è innocente è difficile difendersi”.
“Nei due anni del governo Prodi – ha poi aggiunto Mastella – non abbiamo avuto un posto di sottogoverno, un comando gestionale. L’ex presidente del Consiglio può testimoniarlo. Altro che poltronisti. Altri hanno attinto a piene mani alla tecnica dello spoil system, compresi i comunisti di Bertinotti”.


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