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Mastella: «Romano Prodi? Con lui neanche un caffè»

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marzo 17, 2009 by admin

“Prodi? non l’ho mai più sentito. Bere un caffè con lui? Assolutamente no. Se Prodi fosse stato presente quando mi sono dimesso dal Parlamento anzichè lasciarmi solo…”. E’ quanto ha affermato l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella a Radio 24, intervenendo nel programma “24 Mattino”.

Mastella ha attaccato duramente anche Veltroni: “La crisi politica scoppia quando Veltroni decide di andare da solo. La sua autoreferenzialità ha ammazzato il centrosinistra. Io dissi a Prodi che fregavano lui e dunque tutti noi. Tutti i partiti, anche i piccoli, erano sconcertati per questa logica veltroniana”.

Quindi la candidatura alle europee con il PdL: “E con chi mi candidavo, scusi? – ha chiesto provocatoriamente Mastella -. Con lo sbarramento al 4% mi candidavo con quelli che erano comunisti e si mettono insieme? Con la sinistra sinistra? Io faccio parte del Partito popolare europeo dove ci sono anche altri ed è più familiare per me. Avendo il Pd invocato a tutti i costi questa legge con grande voluttà, è evidentemente che ognuno fa le proprie scelte”.

Il leader dell’Udeur è tornato anche a difendere l’indulto, nonostante le carceri stiano ancora scoppiando: “L’indulto – ha detto nel suo intervento a Radio 24 – era una misura temporanea rispetto a una situazione drammatica. Richiedeva però una serie di proposte alternative. Però se oggi facciamo leggi in continuazione e ogni volta si arresta qualcuno, non ci saranno mai carceri che tengano. Servono provvedimenti alternativi”.

“La certezza della pena è un fatto inconfutabile, non voglio passare per indultista a tutti i costi, però per una serie di reati l’alternatività della pena “ fondamentale – ha aggiunto -. Altrimenti è il pie’ veloce Achille che insegue la tartaruga ma non la raggiunge mai”. Ma Mastella vorrebbe un nuovo indulto? “No, no, no – ha replicato -. Ma vie alternative per quei reati che prevedono una punibilità che consenta di non creare problemi alla società. Comunque l’indulto non è stato un errore, semmai un’opera incompiuta. Gli 800 parlamentari che hanno votato l’indulto non hanno poi votato l’amnistia, si sono assunti la responsabilità di non farlo. Io volevo l’indulto, certo: rischiavamo rivolte nelle carceri e avremmo fatto la figura di un Paese altro che da G8, da G98”.


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