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Chiesto il rinvio a giudizio per Mastella e Lonardo

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maggio 15, 2009 by admin

(Ansa) Napoli 15 maggio 2009 – Richieste di rinvio a giudizio per il leader dell’Udeur Clemente Mastella, per la moglie Sandra Lonardo, e per un’altra ventina di imputati. E’ questo l’epilogo dell’inchiesta condotta dalla procura di Napoli su presunti illeciti nella assegnazione di appalti e incarichi pubblici che nel gennaio dello scorso anno provocò un autentico terremoto politico. La richiesta, firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio, è stata trasmessa al giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta che nei prossimi giorni fisserà la data dell’udienza preliminare.

“Non ci voleva la zingara per indovinare che sarebbe andata così”. Comunque, per quanto mi riguarda, sono e resto sereno”, commenta l’ex ministro: “Mi auguro solo che uguale serenità nei miei confronti ci sia anche da parte degli altri”. E’ probabile che il procedimento, al termine del quale il giudice dovrà stabilire se gli imputati vanno processati oppure prosciolti, comincerà nel luglio prossimo. Al momento non tutti gli imputati risultano avvisati dell’iniziativa della procura e per tale motivo la notizia è trapelata solo da indiscrezioni raccolte in ambienti di palazzo di Giustizia. Si presume che i magistrati si siano riportati pressochè integralmente al contenuto dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato nel febbraio scorso. Per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta, compreso quindi l’ex ministro Mastella, i pm avrebbero escluso il reato più grave di associazione per delinquere tenendo fermi invece gli altri capi d’accusa che vanno dalla concussione all’abuso di ufficio alla rivelazione di segreto di ufficio.

La vicenda giudiziaria esplose a gennaio dello scorso anno quando, su richiesta dei magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere, furono eseguite una serie di ordinanze cautelari, tra cui una agli arresti domiciliari per la Lonardo, mentre si apprendeva che Mastella risultava indagato come presunto promotore di una associazione per delinquere. Lo stesso giorno, una volta eseguiti gli arresti, gli atti dell’inchiesta furono trasferiti a Napoli in seguito alla dichiarazione di incompetenza territoriale pronunciata dal gip del tribunale casertano.

A Mastella sono contestati tre episodi di concussione. Il primo dei quali ai danni del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino a cui l’ex ministro, secondo l’accusa, avrebbe imposto la nomina a commissario dell’Area di sviluppo industriale Asi di una persona di sua fiducia. L’altro episodio riguarda i tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere posti di lavoro, incarichi dirigenziali e appalti ad appartenenti all’Udeur. Mastella avrebbe inoltre imposto la nomina di un esponente del suo partito ad assessore ai lavori pubblici del Comune di Cerreto Sannita, nel beneventano. Altre irregolarità individuate dagli inquirenti si riferiscono a presunti abusi a vantaggio di una comunità montana. Secondo alcune indiscrezioni, la posizione di uno o più indagati sarebbe stata stralciata oppure sarebbe stata avanzata qualche richiesta di archiviazione.

La richiesta, firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio, è stata trasmessa al giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta che nei prossimi giorni fisserà la data dell’udienza preliminare. La notizia del deposito della richiesta di giudizio è trapelata oggi in ambienti giudiziari.

Nel febbraio scorso la procura di Napoli – alla quale gli atti erano stati trasmessi per competenza territoriale dai pm di Santa Maria Capua Vetere che avevano avviato l’inchiesta – aveva emesso gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

I pm di Napoli in quella circostanza avevano escluso il reato di associazione per delinquere, ipotizzato nella prima fase delle indagini, confermando invece a vario titolo una serie di accuse che vanno dalla concussione, abuso di ufficio e rivelazione del segreto di ufficio.

E’ presumibile pertanto che nella richiesta di rinvio a giudizio appena depositata l’impianto sia rimasto identico, con l’esclusione del reato associativo e la riformulazione delle accuse contestate nell’avviso di conclusione delle indagini.


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