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Rifiuti-choc, arrestato il presidente della provincia di Benevento, Cimitile

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giugno 3, 2009 by admin

(Corriere del Mezzogiorno) – Rifiuti-choc. Per le ecoballe fuorilegge emesse 15 ordinanze di custodia cautelare, tutte ai domiciliari. L’accusa è di falso ideologico. Tra gli arrestati un solo politico, il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile (centrosinistra, vinse nel l’aprile 2008 al primo turno su Cosimo Izzo di Fi). L’inchiesta riguarda le presunte irregolarità nei collaudi di cinque dei sette impianti cdr in Campania che appunto producono le famigerate ecoballe. I destinatari dei provvedimenti della magistratura sono i collaudatori di questi cinque impianti. Per il gip Aldo Esposito le nomine di questi esperti rispondevano a «logiche clientelari».

FALSO – L’inchiesta ha accertato che le persone arrestate avevano attestato l’idoneità degli impianti quando questi erano già sotto sequestro e avevano sostenuto la conformità del prodotto del cdr alle specifiche del contratto, che in realtà mancava. L’arresto di Cimitile – 61 anni, ex rettore dell’università del Sannio – è scattato non nella sua veste di presidente della Provincia, bensì in quella di collaudatore. Svolgendo questa funzione avrebbe, accusano i pm Noviello, Sirleo e Milita, dichiarato il falso.

GLI ALTRI ARRESTATI – Tra gli arrestati ci sono anche Claudio De Biasio, ex-subcommissario del sottosegretario Guido Bertolaso, e Giuseppe Vacca, direttore dei lavori del termovalizzatore di Acerra (ma l’mpianto di Acerra non c’entra con quest’inchiesta), in funzione dal 26 marzo, all’epoca dei fatti direttore dei lavori nei cdr. Altri arrestati sono: Oreste Greco, professore universitario; Giuseppe Sica, architetto; Vincenzo Naso, docente di ingegneria alla Federico II ed ex preside; Vittorio Colavita; Alfredo Nappo; Vitale Cardamone, ingegnere; Rita Mastrullo, docente di fisica alla Federico II; Filippo De Rossi, ordinario di fisica; Luigi Travaglione, ufficio tecnico Benevento; Mario Cini e Francesco Scalingia. L’attività dei cdr, dal 2005 fino a circa un anno fa, ha prodotto diversi milioni di ecoballe che restano stoccate in Campania e per le quali ancora non si è trovata una soluzione di smaltimento, poiché non essendo a norma non possono essere bruciate nei termovalorizzatori di ultime generazioni. Attualmente i cdr continuano a trattare i rifiuti, ma in modo diverso da quanto previsto dalla normativa.

L’INTERCETTAZIONE – «Come ho avuto l’incarico? Io faccio parte di un partito. E chiaramente non faccio il nome del partito perchè non è il caso». Così Alfredo Nappo, collaudatore dell’impianto cdr di Caivano e destinatario di una delle ordinanze di custodia, risponde a un amico che gli chiede i motivi per i quali fosse stato convocato dagli investigatori della Dia. L’intercettazione telefonica che risale al 5 ottobre 2005 è inserita nelle motivazioni del provvedimento. Per i magistrati questo episodio «appare illuminante per comprendere le reali motivazioni sottese alla nomina dei collaudatori, unitamente all’assenza di qualsivoglia interesse a controllare e pretendere il rispetto dell’appalto». Nell’ordinanza il gip Esposito scrive che «tale conversazione disegna uno scenario sconcertante, notevolmente difforme dai presunti “buoni propositi” indicati nei provvedimenti di nomina», nei quali si fissavano i criteri informatori per la designazione dei commissari di collaudo. Per il giudice «tutto appare più grave ad una lettura ex post della cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campanià in quanto la verifica dell’effettivo buon funzionamento degli impianti avrebbe scongiurato l’entrata a regime di un sistema di smaltimento di rifiuti frutto di una colossale truffa che contribuiva ad aggravare la pesante situazione emergenziale».

LA REPLICA DI CIMITILE – Il presidente della Provincia, attraverso il suo portavoce Nello Manfrellotti, si dice «fermamente convinto che dal punto di vista tecnico il collaudo, peraltro solo tecnico-amministrativo, fu compiuto con rigore e professionalità». «Pur profondamente colpito da un provvedimento che ritiene prima ingiusto ed errato e poi, in ogni caso, sproporzionato – dice il portavoce in una nota – il professor Cimitile attenderà con fiducia che la giustizia faccia il suo corso; resta il rammarico che il provvedimento possa essere oggi correlato alla sua funzione di presidente della Provincia di Benevento del tutto estranea alla vicenda».

FRANCESCHINI – «Non commento fatti che non conosco, ma ho rispetto per il lavoro della magistratura». Questo ha detto Dario Franceschini durante la trasmissione «Radio Anch’io» sugli arresti avvenuti in Campania nell’ambito di un’indagine sui rifiuti. «Spero che la magistratura – ha aggiunto il segretario del Pd – faccia e bene e in fretta il suo lavoro». Alla domanda se questi provvedimenti a tre giorni dalle elezioni destassero dubbi, Franceschini ha risposto negativamente: «Io non penso mai a complotti; altri lo pensano».

GABRIELE: STO CON CIMITILE – L’ assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele rivolge parole di solidarietà a Cimitile, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti. «Sono fiducioso – dice Gabriele – nel lavoro della magistratura, ma altrettanto certo della professionalità e della correttezza del presidente Cimitile al quale rivolgo il mio personale sostegno».


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