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Termovalorizzatore, in Valle Telesina riesplode la rabbia

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giugno 18, 2009 by admin

(Il Mattino) – Produrrà 10,5 megawatt di energia elettrica destinata alla Provincia di Bergamo. Ridurrà in cenere tra le 110 e le 120 tonnellate di rifiuti speciali e non. La gente teme che ridurrà uno dei territori più belli e a vocazione turistica ed agricola di qualità del Sannio in una squallida periferia sub-urbana degna di altri tempi ed altre scelte.
È questo lo scenario che si prospetta a San Salvatore Telesino, ma anche, ad Amorosi, a Puglianello, a Telese Terme, a Faicchio e all’intera Valle telesina all’indomani della probabilissima costruzione del Termovalorizzatore in località San Mennitto di San Salvatore Telesino. «Alla fine lo faranno e sarà un Termovalorizzatore non a Biomasse vergini – dicono dai Comitati civici di San Salvatore e Guardia Sanframondi -. Addio vigneti Doc, addio agli ortaggi puliti della nostra terra, addio al turismo enogastronomico sul quale tanti sacrifici sono stati fatti negli ultimi anni sia dai privati che dal pubblico, addio ad un’aria salubre e rifocillante per tutti coloro i quali scelgono e hanno scelto da anni la nostra terra per sfuggire alla cappa metropolitana campana, addio a quel mix di collina e montagna passando per le acque sulfuree di Telese, la nostra terra scomparirà all’ombra di un mostro ecologico, con centinaia di camion al giorno sulla Fondo Valle Isclero e sulla Caianello-Benevento a trasportare rifiuti non nostri per produrre energia non nostrana».
Sa un po’ di sconfitta, ma forse più di rassegnazione la voce dei Comitati che insistentemente negli ultimi mesi stanno lottando per salvare il territorio della Valle telesina. Hanno capito che quel mostro che stanno combattendo prima o poi si farà nonostante i ricorsi al Tar proposti dalla Provincia di Benevento e dai Comuni di San Salvatore Telesino ed Amorosi; nonostante il netto diniego all’opera da parte delle amministrazioni. Comunque tutti pensano che l’impianto programmato sia un Termovalorizzatore e non un inceneritore a Biomasse contro cui la lotta dura da anni.
«La decisione arriverà dall’alto, anzi lo hanno già deciso, e noi, non basteremo per evitare lo scempio – spiegano i portvoce dei comitati di San Salvatore e Guardia -. Entro qualche giorno l’ABM Vocem, titolare del progetto, ripresenterà gli elaborati a Benevento presso il Settore Tutela dell’Ambiente della Regione Campania e poi, quali saranno gli sviluppi lo possiamo solo immaginare. La nostra ultima speranza risiede in alcune questioni di carattere tecnico-finanziario. Il finanziamento di circa 12 milioni di euro previsto per l’opera non è più fruibile in quanto scaduto nel dicembre 2008 anche se sappiamo che la Provincia di Bergamo è pronta ad investire 50 milioni di euro per ridurci in cenere».


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