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Ma la Mastella non è un’attrice come la Impacciatore

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febbraio 2, 2010 by admin

di Giancristiano Desiderio

Sandra Lonardo Mastella è ormai da mesi nella sua casa di Roma perché i magistrati le hanno inflitto una sorta di “esilio regionale” o ostracismo: l’inchiesta in corso non è compatibile con la permanenza del presidente del consiglio della Regione Campania né a Napoli né a Ceppaloni. Dunque, ostracismo. Giornalisti – ad esempio Pierluigi Battista – hanno criticato il provvedimento e lo hanno giudicato alla stregua di un accanimento quasi personale. Politici hanno manifestato la propria vicinanza ideale alla moglie dell’ex ministro della Giustizia dell’ultimo governo Prodi. Il provvedimento nei confronti della Lonardo è senza dubbio “originale”: non se ne capisce bene il senso e non se ne intravede a breve una fine. Con la campagna elettorale per le regionali, praticamente già iniziata, c’è anche una sorta di handicap per la Mastella: come farà a chiedere da Roma? Sembra che si crei uno svantaggio: mentre gli altri candidati potranno avvalersi del loro diritto a circolare liberamente per la Campania e il loro collegio per chiedere legittimamente voti, altrettanto non potrà fare la candidata Lonardo che non può godere della libera circolazione in Campania. Non bisogna essere mastelliani per riconoscere che il provvedimento di esilio regionale o di ostracismo poteva e può essere risparmiato alla Mastella la quale, evidentemente, pagherebbe – così sembra di capire – il prezzo delle sue non-dimissioni dalla carica di presidente del consiglio della Campania.
Dato alla Lonardo ciò che è della Lonardo, mettiamo ora in luce l’altra faccia della medaglia. Prendendo spunto, in particolare, da quanto ha detto la stessa Lonardo a proposito della battuta di Sabrina Impacciatore nel film “Baciami ancora”. Le parole dell’attrice rivolte al suo ex fidanzato nel film di Gabriele Muccino sono praticamente uguali a quelle pronunciate dalla stessa Mastella al telefono con il consuocero parlando del direttore generale dell’ospedale di Caserta: “Quello per me è un uomo morto”. Assistendo alla scena del film la Lonardo ha avuto, come è comprensibile, un colpo al cuore e in sala ha esclamato: “Attenta che ti arrestano”. Si può capire l’amarezza della Lonardo: si può finire sotto processo per aver detto una frase fuori posto? Un moto di rabbia, un gesto di stizza capita a tutti. Chi di noi non ha mai detto “Quello non lo voglio più vedere?”. Sono parole abbastanza comuni. Tuttavia, almeno una differenza c’è.
La Impacciatore è un’attrice e le sue parole sono finte. La Lonardo è la presidente del consiglio della Campania e le sue parole sono vere. Le parole della Impacciatore sono riferite al suo ex fidanzato. Le parole della Lonardo sono riferite a un dirigente amministrativo della sanità. La storia d’amore della Impacciatore riguarda l’idea di educazione sentimentale di Muccino. La storia amministrativa della sanità regionale riguarda la vita e la salute, oltre le tasse, dei cittadini della Campania. Nessuno deve essere arrestato, in assenza di prove, per aver detto “quello per me è un uomo morto”, ma sarebbe meglio che il presidente del consiglio regionale non dicesse di un amministratore che non esaudisce i suoi desideri “quello per me è un uomo morto”.


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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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