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Si fa di tutto per zittire la stampa libera

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aprile 15, 2010 by admin

di Orlando Vella *

Il 30 marzo scorso, il Ministro dello Sviluppo Economico ha emesso un decreto (10A04046) ad oggetto “Tariffe postali agevolate per l’editoria”, pubblicato sulla GU n. 75 del giorno seguente. Il decreto ha una valenza di un giorno (dal 30 marzo al 31 marzo) e poi contiene tutto il contrario di quanto espresso nell’oggetto. L’oggetto reca: ” Tariffe postali agevolate per l’editoria” in pratica però, il Decreto ha eliminato le tariffe agevolate per l’editoria, a far data dal 1° aprile 2010. È stato proprio un bel pesce d’aprile e pochi sono stati i media che ne hanno parlato, forse perché leggendo l’oggetto del decreto hanno pensato che nulla fosse cambiato.
Si tratta di un vero e proprio “colpo di mano”, con il quale, il Governo ha fatto decadere l’unico sostegno di cui godevano migliaia di testate giornalistiche e periodici locali e no-profit, cioè tutta l’editoria “più debole”. Viene da pensare che si tratti dell’ennesimo trucco per limitare la libertà di stampa. Con la tariffa normale, ci sono molte testate no-profit (Amnesty International, Lega del Filo D’oro, Medici senza frontiere, WWF Italia, Unicef Italia ecc.) ed altre testate che non usufruiscono di finanziamenti specifici, che hanno subito aumenti per le spedizioni fino al 500 per cento rispetto alla precedente tariffa agevolata. In tal modo l’ipotesi di una chiusura di massa della stampa locale, dei periodici informativi delle ONLUS, ecc.., appare molto concreta.
Per fortuna che l’art. 21 della nostra Costituzione cita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Ma come si fa, se tagliano i pochi mezzi che permettono di potersi esprimere e far conoscere agli altri il proprio pensiero?
Tutto questo ricorda il Decreto del 10 luglio 1924 con il quale, con la scusa dell’ordine pubblico, furono sospese le pubblicazioni delle piccole testate che più davano fastidio: La Giustizia, Il Lavoratore, L’Avanguardia, L’Internazionale, Scintilla ed a queste successivamente ne seguirono altre. Vedremo cosa accadrà nel prossimo futuro.

* direttore editoriale di Orizzonti Nuovi, giornale dell’Italia dei Valori


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