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A Benevento imperversa il racket ma Curia, esercenti, artigiani, industriali tacciono. Per la DIA sono quattro i clan presenti

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maggio 28, 2010 by avsim

di Gabriele Corona*

Altrabenevento ha aderito e partecipa al “Festival dell’impegno civile” in corso in Campania nei luoghi confiscati alla camorra. Si tratta di una esperienza entusiasmante soprattutto per il livello di partecipazione  di tanti giornalisti, uomini di cultura, associazioni cattoliche, comitati di cittadini, che coraggiosamente, ricordando don Peppe Diana, il prete ucciso dal clan dei casalesi, continuano a denunciare i camorristi e i politici corrotti.
A Benevento, invece, si moltiplicano gli episodi estorsivi a danno di operatori economici, ma neppure le associazioni di categoria esprimono sdegno o condanna o quantomeno solidarietà alle vittime. E’ successo così anche quando, recentemente, sono state incendiate la saracinesca di un negozio o la pala meccanica di una ditta che sta costruendo la villa del presidente di Confindustria della provincia di Benevento. Si tratta di episodi delinquenziali gravissimi, soprattutto perché compiuti poche ore dopo la “Giornata antiracket” organizzata dal sindacato delle imprese edili con il patrocinio di molte istituzioni pubbliche, ma anche in questa occasione, come è accaduto dopo le minacce al giudice Antonio Clemente, sono rimaste in assoluto silenzio le associazioni dei commercianti, quelle degli industriali o degli artigiani, l’associazione Libera, recentemente costituita, e la curia arcivescovile, che è invece molto attiva contro il racket in Sicilia e nel resto della Campania.
Fortunatamente un segnale di maggiore attenzione per la situazione locale, giunge dalla Direzione Investigativa Antimafia che nella relazione invitata al Parlamento, relativa alla presenza della malavita organizzata in tutta Italia nel primo semestre del 2009, afferma che ora sono addirittura quattro i gruppi malavitosi attivi nella nostra città.
La DIA, infatti, testualmente scrive: “A Benevento città viene riscontrato l’omicidio perpetrato il 27 aprile 2009 ai danni di NIZZA Cosimo, considerato al vertice di un piccolo sodalizio criminale direttamente collegato alla più grande organizzazione degli SPARANDEO che, anche se in parte è stata disarticolata da vari provvedimenti giudiziari, risulta ancora tra le più pericolose della città, insieme con quella dei PISCOPO.
Sempre nell’orbita del circuito criminale degli SPARANDEO, operano:

  • Il gruppo SPINA, dedito soprattutto all’usura e la traffico di stupefacenti;
  • Il gruppo TADDEO che esercita prevalentemente attività di usura;
  • Il sodalizio PISCOPO, già affiliato alla organizzazione degli SPARANDEO, dedito al traffico e allo spaccio di stupefacenti.” (DIA- Relazione al parlamento,  1° semestre 2009 – pag. 178)

* presidente di Altrabenevento


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