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La restrizione della libertà personale per chi commette reati d’opinione è una pena abnorme

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luglio 13, 2010 by admin

di Billy Nuzzolillo *

In queste ore il giornalista Gianluigi Guarino è detenuto nel carcere di Benevento per il cumulo di diverse condanne per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Alla base dell’ultimo provvedimento del tribunale di Salerno, che ha fatto scattare la revoca delle pene alternative alla detenzione, vi è, tra l’altro, anche l’omesso controllo di un articolo senza firma pubblicato dal Corriere di Caserta, giornale di cui all’epoca dei fatti era direttore responsabile.

In buona sostanza, Guarino (a cui esprimiamo la nostra vicinanza umana) è oggi in carcere per aver commesso reati di opinione nell’esercizio della professione giornalistica. Una sorte toccata finora nel nostro Paese solo a Giovanni Guareschi, il creatore della saga di don Camillo e Peppone, e a Stefano Surace che, ormai settantenne, fu arrestato al suo ritorno in Italia perchè doveva scontare due condanne per diffamazione a mezzo stampa. Lino Jannuzzi, invece, riuscì a scampare il carcere solo perchè graziato dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

L’arresto di Gianluigi Guarino ripropone, quindi, una questione importante in un momento in cui la libertà di stampa rischia di essere fortemente minata dalla cosiddetta “legge bavaglio”, e cioè la necessità di abrogare o rivedere il reato di diffamazione a mezzo stampa, a partire dalla responsabilità del direttore per omesso controllo.

Non si tratta, è bene chiarirlo, di concedere ai giornalisti la licenza di “uccidere” impunemente l’immagine altrui, senza alcuna forma di difesa da parte di chi subisce la diffamazione. Ci sono, infatti, numerosi strumenti che si possono utilizzare per difendersi: la normale denuncia per diffamazione, la richiesta di risarcimento del danno in sede civile (con l’eventuale possibilità di sequestro della testata o di oscuramento del sito), la segnalazione all’ordine dei giornalisti, e, qualora si utilizzi l’attività giornalistica per fini estorsivi, l’applicazione delle relative norme in materia penale. Ma altri se ne potrebbero studiare.

La restrizione della libertà personale per chi commette reati d’opinione è una pena abnorme e sicuramente non in linea con i principi che dovrebbero contraddistinguere un moderno ordinamento giuridico. Di conseguenza, è necessaria una mobilitazione generale dei giornalisti affinchè non si ripetano aberrazioni giuridiche come quella che sta riguardando Guarino proprio nelle stesse ore in cui è in corso la battaglia per rivendicare il diritto dei giornalisti ad informare l’opinione pubblica senza bavagli. Il reato di diffamazione a mezzo stampa va abrogato al pari dell’omesso controllo del direttore o, quanto meno, va largamente rivista la legge che li contempla.

* fondatore del sito Sanniopress.it


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Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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