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L’ignoto scriba e il mestiere di giornalista. La denuncia di Danila De Lucia

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novembre 5, 2010 by admin

di Danila De Lucia

Lunedì sera, sono sola in redazione. Tutti i collaboratori sanno cosa scrivere e domani mi manderanno i “pezzi”: a me tocca organizzare e decidere la “prima pagina”. Ho qualche perplessità, gli argomenti sarebbero tanti. Poi, ad un tratto, squilla il telefono: è l’ennesima chiamata da RISERVATO. Allora decido, d’impulso, di mettermi a scrivere e dedicare un “fondo” ad una vicenda che ormai da un anno mi coinvolge in prima persona.
Comincio da lontano: fine ottobre 2009. Una mattina arrivo in redazione e trovo nella cassetta della posta una copia di Messaggio strappata in quattro pezzi. Capisco subito, anche se i miei collaboratori cercano di sminuire: è un “lettore scontento”. Comunque, do poco peso alla cosa, in quei giorni ero impegnata a seguire la polemica che coinvolse Messaggio e l’assessore alla Cultura del Comune relativamente alla precisa scelta di non inviare i comunicati di “Universo Teatro” alla nostra redazione, sancita da Del Vecchio. Qualche lettore più attento se ne ricorderà; il sindaco Pepe sicuramente, perché venne anche a trovarmi in redazione e ne parlammo a lungo.
Settimana successiva: trovo nella cassetta della posta una lettera, ovviamente anonima. Su un foglio è incollato il mio articolo di fondo della settimana precedente, titolato “Comunicazione mancata”, nel quale lamentavo proprio l’incresciosa vicenda alla quale accennavo; il ritaglio era contornato da improperi rivolti a me personalmente. Vi assicuro: quando certi epiteti si riferiscono ad una donna, e qui è la prima volta che mi sono sentita davvero discriminata, assumono un significato particolarmente volgare.
Dopo qualche giorno mi decido a denunciare il fatto e mi reco in Questura. Ogni buon cittadino, mi dico, dovrebbe fare altrettanto per qualsiasi tipo di sopruso.
Passa qualche tempo e non accade più nulla, ma in piena campagna elettorale per le Regionali, l’ignoto scriba si “ripresenta”. Stavolta il ritaglio del giornale è quello di una pubblicità elettorale apparsa su Messaggio ed ancora improperi contro di me e, per la precisione, anche contro chi è raffigurato nel ritaglio. L’anonimo in questa occasione precisa trionfante che è contento “perché il Pd vincerà le elezioni”.
La calligrafia è la stessa, lo “stile” identico e, quindi… nuova denuncia.
Aprile 2010. Il pomeriggio del giorno 18, una bella domenica. Sono al chiostro di San Francesco per il Festival del Libro; pochi minuti prima di presentare la mia iniziativa ai numerosi avventori, mi squilla il cellulare: una voce difficilmente confondibile scarica una valanga di insulti, contro di me e contro Messaggio. E, da allora, non ha mai smesso…
Ovviamente ho ancora denunciato in Questura, dove l’indagine è in corso.
Il misterioso telefonista continua a comporre il mio numero di cellulare, e quello della redazione, con una costanza degna di un buon orologio di marca. Tutti i giorni, compresa la domenica, alla festa della mamma, a ferragosto, al mattino, al pomeriggio, una, dieci, trenta volte al dì. Ad intervalli irregolari si ripete: in un pomeriggio chiama 10 volte sul cellulare e poi per 10 giorni di seguito in redazione dove il povero Guerino ne fa le spese ascoltando le cattiverie destinate a me.
Soprattutto offese, ingiurie, villanie, invettive, parolacce insomma, solo qualche velata minaccia sulla quale, però preferisco glissare. Mai, però, che mi abbia detto perché non gli va bene quello che scrivo o che abbia espresso qualche frase compiuta, che avesse un senso logico relativamente ai contenuti del giornale.
Nel frattempo altri due messaggi anonimi, inviati sempre via posta in redazione, ed intestati a me…
Gradire sapere il perché; è soprattutto questo il pensiero che mi arrovella in questi mesi: che cosa facciamo per scatenare questo “signore”? Che cosa c’è dietro? Ed ancora: è mai possibile che non la smetta, che non si stanchi?
Chissà se questi interrogativi avranno mai una risposta.
Intanto, comincia ad essere difficile mantenere l’equilibrio, rimanere lucidi; lo squillo del cellulare ormai lo odio, ma io col telefono ci lavoro e non posso farne a meno. “Certo -mi ripetono quelli che sanno- si tratta di un vecchio pazzo!”. Ma a voi questa affermazione farebbe stare tranquilli?

Da Messaggio d’oggi del 4 novembre 2010

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LEGGI LA NOTIZIA DELL’AGENZIA ANSA DELLO SCORSO 10 MAGGIO:

“A Benevento sono minacciati anche i giornalisti”


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