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Mastella, quattro botti e più di luna piena

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febbraio 10, 2011 by admin

(La Voce delle Voci) – Quattro inchieste pendono sulla sua famiglia, ma il leader non si da’ per vinto. Lancia la sua candidatura a sindaco di Napoli, benche’ il suo sogno segreto sia quello di tornare a Roma. «Come mi piacerebbe essere in Parlamento in questi tempi frenetici – gongola – mi sarei tanto divertito».
Al redivivo Clemente Mastella non basta lo scranno di europarlamentare. Rivuole un posto da protagonista sulla scena politica italiana e ci prova, questa volta, con “I popolari per il Sud”, l’ennesima sua formazione, per fare un po’ il contro-canto al partito leghista.
Il suo futuro dipendera’ dalle alleanze che tessera’ e dall’andamento dei procedimenti giudiziari, che lo vedono coinvolto con accuse che vanno dalla concussione al peculato, fino alla associazione per delinquere.
La prima “bomba” esplose nel gennaio del 2008, quando scattarono gli arresti per una folta pattuglia di dirigenti dell’ex Udeur e Mastella, indagato per gli stessi reati, si dimise da ministro della giustizia, provocando la caduta del governo Prodi. L’indagine, partita dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e relativa alla spartizione di incarichi e posti negli ospedali, nelle aree industriali, nelle comunita’ montane e nelle Asl, ha portato a decine di rinvii a giudizio, ma il processo non si e’ ancora concluso.
Passiamo all’inchiesta sull’Arpac (Agenzia regionale per l’ambiente della Campania): Mastella si e’ salvato, ma solo provvisoriamente, per il rotto della cuffia: il senato, all’unanimita’, ha sollevato il conflitto di attribuzione, ritenendo che Mastella debba essere giudicato dal Tribunale dei Ministri e non da una normale procura della repubblica, perche’ al tempo dei reati contestati svolgeva la funzione di guardasigilli. Di tutt’altro avviso e’ il pm Francesco Curcio, che lo ha inquisito, invece, come segretario nazionale dell’Udeur.

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La sua posizione e’ stata stralciata in attesa dell’autorizzazione del senato e dell’Europarlamento per l’utilizzo delle intercettazioni che lo riguardano. Per tutti gli altri imputati, tra cui la moglie Sandra Lonardo, il consuocero Carlo Camilleri, il cognato Pasquale Giuditta, gli ex consiglieri regionali Antonio Fantini, Nicola Ferraro e Fernando Errico, l’inchiesta va avanti, nonostante i tanti tentativi di congelamento, respinti dal Gup, Eduardo De Gregorio. Secondo i magistrati, il leader ceppalonese avrebbe gestito con altri l’assunzione di 158 raccomandati, distribuendo appalti, nomine e consulenze ad amici e supporter.
C’e’ da chiarire inoltre la rocambolesca vicenda dell’appartamento di via Arenula a Roma che, secondo le testimonianze di Tancredi Cimmino, ex amministratore del partito, sarebbe stato acquistato da una societa’ intestata ai figli di Mastella, «utilizzando anche fondi pubblici per l’editoria», dopo aver rilevato Il Campanile, giornale dell’Udeur.
Un’altra tegola e’ arrivata nei mesi scorsi col processo a Maurizio Zamparini, patron del Palermo calcio e proprietario del centro commerciale “I Sanniti” di Benevento. Dalle carte dell’inchiesta risulta che l’imprenditore friulano ha versato 50 mila euro all’associazione onlus Iside Nova, fondata da lady Sandra, organizzatrice della kermesse “Quattro notti e piu’ di luna piena”, fino al 2007. Secondo il pm Antonio Clemente, si tratterebbe di una tangente mascherata pagata ai Mastella, entrambi indagati, per ottenere dall’assessore all’urbanistica, Aldo Damiano, un rapido via libera all’apertura della megastruttura, scavalcando vincoli ed intoppi urbanistici.
L’ultimo botto scoppia qualche mese fa con l’inchiesta sulla gestione della rassegna “Quattro Notti”, diretta dal fedelissimo Renato Giordano e finanziata sia dalla Regione Campania che dalla Provincia di Benevento. Stavolta sotto accusa finiscono il figlio Elio Mastella, in qualita’ di presidente di Iside Nova, e sua madre Sandra, come titolare di fatto dell’associazione. Per la procura di Benevento avrebbero commesso il reato di estorsione perche’, insieme al direttore della onlus, al tesoriere e a due collaboratrici, «mediante minacce e atteggiamenti prepotenti e violenti» costringevano numerosi espositori a versare somme di denaro, da 100 a 1500 euro, con la scusa che si trattasse della tassa per l’occupazione del suolo pubblico, concesso invece gratuitamente dal comune, ed obbligandoli infine a dichiarare che quelle erano donazioni. Con questo sistema avrebbero ricavato un ingiusto profitto di 343 mila euro. Il direttore artistico Giordano e’ accusato, invece, di truffa aggravata per fatture false o gonfiate. Tra gli inquisiti anche il suo convivente Pasquale Tedesco, steward dell’Alitalia, responsabile dell’associazione Instrada.

LE STAR “GONFIATE”
Fra i casi piu’ clamorosi spiccano quelli dei concerti di Lucio Dalla e Cesare Cremonini. Per il cantante bolognese, l’Ente provinciale turismo versa l’importo di 72 mila euro, mentre gli agenti dichiarano di averne percepiti complessivamente 27 mila. Per l’ex Lunapop viene emessa una fattura di 55 mila euro, molto gonfiata, rispetto ad un analogo concerto tenuto a Conza della Campania per 37 mila euro. Per Monica Guerritore si registra un introito di 15 mila euro, a fronte dei circa 3500 realmente percepiti. Per l’attore Maurizio Micheli e la giornalista Rai, Tiziana Ferrario, risultano fatture rispettivamente di 14 mila e di 800 euro, ma entrambi hanno dichiarato di aver partecipato gratuitamente alla manifestazione. Cosi’ pure per due scrittori locali come Ulisse Loni e Domenico Coduto, chiamati per presentare un libro, che si sono visti attribuire falsamente una somma di 1500 euro a testa, senza aver preso alcun compenso.
Il direttore artistico Giordano, titolare della societa’ cooperativa Libero Spettacolo, avrebbe usufruito inoltre di un contributo della Provincia di 60 mila euro per sponsorizzare il suo film “Senza Amore” ed avrebbe truffato anche per le rassegne “Ridere al femminile” e “Il Gladiatore d’oro”, accaparrandosi illecitamente ben 400 mila euro.
Per tutti questi motivi il pm Clemente, titolare dell’inchiesta, ha chiesto il sequestro di un appartamento a Roma, per Elio Mastella, e di una casa a Benevento, per Giordano. «Ma ve lo immaginate – osserva con candore l’eurodeputato – mio figlio estorsore? Dovrei dimettermi da padre… Bastava leggere lo statuto dell’associazione: il presidente ha funzioni di cerimoniere. Mia madre e mio padre mi hanno insegnato che rubare e’ peccato». Come ha fatto il presidente di Iside Nova – si domandano invece in procura – a non accorgersi di una truffa di quasi 800 mila euro? Perche’ non ha presentato una memoria difensiva?
Il leader sannita, insomma, si sente perseguitato dai giudici. Dalle cronache recenti e’ trapelato intanto che il magistrato Tina Cardone, beneventana, vecchia amica della famiglia Mastella, avrebbe fatto pressioni sul gip napoletano Sergio Marotta per chiedere il proscioglimento di Mastella. Il giudice avvicinato ha denunciato tutto. La vicenda e’ stata raccontata da Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. «La collega cerca di convincere Marotta – scrive il giornalista – con l’espressione “Clemente sta tornando in sella”. Quindi meglio farselo amico, per evitare rappresaglie. Insomma, chi lo processa cerca rogne».

LA RIVINCITA
Dopo l’elezione al Parlamento europeo nella lista del Pdl, Mastella sta pensando di presentarsi col nuovo partito in tutte le regioni meridionali gia’ alle prossime amministrative. E con l’auto-candidatura a sindaco di Napoli punterebbe ad ottenere la nomination al comune di Benevento per il centrodestra. Segnali in questa direzione non mancano. I rapporti con la deputata berlusconiana Nunzia De Girolamo sono buoni. Al recente matrimonio del figlio Elio con la ligure Roberta Gasco, consigliere regionale del Pdl, c’era anche la coordinatrice sannita degli azzurri.
Di sicuro, comunque, sta preparando la vendetta contro i traditori. «Hanno provato a distruggerci senza riuscirci – proclama Vittorio Fucci, segretario provinciale del partito mastelliano, nonche’ fratello del magistrato Carlo Fucci – ma arrivera’ la resa dei conti e torneremo piu’ forti di prima». La scuderia mastelliana, pero’, si e’ molto indebolita. Sono andati via, tra gli altri, gli ex consiglieri regionali Bruno Casamassa e Fernando Errico, approdati l’uno in Noi Sud e l’altro nel Pdl. Anche il cognato Pasquale Giuditta ha preso un’altra strada entrando nel Pid (Popolari Italia Domani).
Per tornare alla ribalta, intanto, Clemente sfrutta ogni occasione televisiva. «Cerca di accreditare il nuovo partito come voce del sud contro il nord e la Lega – commentano in zona – ma poi sta con Berlusconi, che e’ amico di Bossi». Bei tempi, quando era lui l’ago della bilancia della politica italiana. «Lo sgretolamento di Mastella – affermo’ Giuditta qualche tempo fa – e’ cominciato quando la moglie e’ entrata in politica: da allora c’e’ stato un corto circuito che lo ha rovinato».
Che fa, nel frattempo, la consigliera regionale Sandra Lonardo? Il tanto decantato punto d’ascolto al Rione Liberta’ di Benevento, che serviva a «dissipare anche le liti familiari», e’ stato chiuso. Fra le sue ultime iniziative, una conferenza stampa per chiedere al governatore del Veneto, Luca Zaia, di venirsi a prendere i rifiuti tossici trasportati a Bacoli, nel napoletano, da aziende della sua regione. A quando, allora, un intervento per far chiarezza sulle scorie industriali sepolte nel territorio di Ceppaloni dalla Frama, l’impresa di Giustino Tranfa, amico di famiglia dei Mastella, rinviato a giudizio per inquinamento ambientale nell’inchiesta denominata “Operazione Chernobyl”?
Per dimenticare le amarezze giudiziarie, Lady Mastella si consola con un concerto di canzoni napoletane al Museo del Sannio, organizzato da Iside Nova all’inizio di quest’anno. Alla fine, il cantante Mimi’ Palmiero la omaggia con un mazzo di fiori, annunciando alla signora che «la sua voce di giustizia volera’ alta». La beatificazione e’ vicina.

Antonio Esposito


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