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RASSEGNA STAMPA – Nel Carroccio sono molti a non digerire la bella “guagliona” sannita

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giugno 16, 2011 by admin

di Giovanni Florio

(Lettera 43) – Bella, campana e amante delle feste. Isabella Votino, nata a Montesarchio (paese del Sannio) è la portavoce di Roberto Maroni da quando lui era capogruppo della Lega alla Camera.
Votino si è fatta strada nella Roma che conta a suon di party vip. Memorabile un suo compleanno, a palazzo Ferraioli, a cui partecipò anche Silvio Berlusconi che, proprio in quell’occasione, svelò i suoi contatti con alcuni senatori ‘scontenti’ del centrosinistra.

LA DIFFIDENZA DEL CARROCCIO. Paparazzata insieme con il titolare del Viminale, tanto da indurre i maligni e i maliziosi a pensare che il rapporto con Maroni fosse più che professionale, Votino giunse nella capitale nel 2004, quando Pasquale Viespoli, ex pidiellino poi finiano la propose per un posto nell’ufficio stampa della fondazione Nuova Italia, fondata da Gianni Alemanno.
Con il sindaco di Roma, Isabella ha intrattenuto sempre buoni rapporti, fin dai tempi della rautiana Destra sociale. Sarà (anche) per questa sua estrazione di destra che l’entourage del Carroccio non la digerisce del tutto, guardandola come un’arrivista molto abile, un possibile tallone d’Achille per l’immagine di padano duro e puro di Bobo, papabile erede del Senatùr.

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(Dagospia) – Al Votino, anche anticipato, purché con tacco 12 e molto ombretto. Mentre Maroni pagaia in direzione di Palazzo Chigi, la sua portavoce chic sceglie il guardaroba per l’occorrenza, sia mai che si trovi senza il tailleur adatto per la foto ricordo alla cerimonia. Si maligna ci sia qualcosa di più tra loro, per colpa anche di una foto uscita nel mezzo di Vallettopoli, quando i magistrati ipotizzarono un ricatto a Maroni basato su alcuni scatti che li ritraevano a cena insieme. Una raffica di flash notturni che spinse Bobo a gridare al complotto: «Hanno tirato fuori il mio nome per attenuare il polverone su Sircana».

LE FOTO ‘COMPROMETTENTI’. Sul Corriere della Sera Maroni dovette replicare alle voci che lo dipingevano «condizionato dalla sua portavoce, Isabella Votino»: «Stupidaggini, fesserie, porcherie. Pettegolezzi messi in giro per ripicca da chi sperava di controllare la Lega. Non si capisce perché i portavoce debbano essere uomini e se invece sono donne, e per di più graziose, diventano subito ‘curatrici d’immagine”». In effetti Isabella Votino in fatto d’immagine si è rivelata una maestra, mentre sul rapporto con i giornalisti lascia molto a desiderare.

Già al fianco di Maroni quando lui era capogruppo del Carroccio alla Camera, Votino l’ha seguito come portavoce al Viminale (ma in Transatlantico la chiamano ‘porta silenzi”, perché è difficilissimo parlarle ed è inutile farlo se si cerca un contatto con Maroni, tanto lei ti sbarra la strada). Bella guagliona del Sannio, bruna solare con dentatura bianca, la Votino sta sgomitando nella Roma godona e cafona, facendosi strada a suon di feste alla romana (vedere i reportage di Pizzi per Dagospia).

IL CAV, INVITATO SPECIALE. Quando diede la sua festa di compleanno, a palazzo Ferraioli, ebbe come ospite Silvio Berlusconi: serata storica perché fu in quell’occasione che il Cavaliere svelò i suoi contatti con alcuni senatori ‘scontenti’ del centrosinistra.
Ma fa feste anche in Padania. Nel 2009 celebrò i suoi 30 anni nel glamour del Cavalli Just Cafè di Milano, con dj Francesco alla consolle, Simona Ventura a condurre le danze e un parterre di industriali, onorevoli, star e grand commis.

L’ultimo compleanno, l’anno scorso, in un locale molto trendy di Milano, è stato un’altra sfilata di vip. Tra gli altri, erano ospiti il capo della Polizia Antonio Manganelli, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, l’ambasciatore libico in Italia Gadur Hafed, il questore Vincenzo Indolfi, l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, il presidente della Lega calcio Maurizio Beretta, l’attrice Maria Grazia Cucinotta, ancora Simona Ventura e un po’ di giornalisti amici suoi.

TRA GIORNALISTI E POLITICI. Compleanno festeggiato anche a Roma, all’Hotel Majestic, a casa dello chef stellato Filippo La Mantia. Da Alfano a Bonaiuti, da Minzolini a Vinci, da Maria Latella a farfallina Petruni, dalla costruttrice Paolona Santarelli a Luisa Todini, da Giorgino a Irene Ghergo, la “badante di Emilio Fede” Raffaella Zardo, la Cucinotta, il leader dei Giovani Industriali Federica Guidi con papà Guidaberto. Più romana di così si muore. La si intravede spesso anche a Ballarò, alle spalle di Maroni, come palo o suggeritrice. Diciamo che non è molto amata nell’entourage leghista, che la guarda come un’arrivista molto abile, un possibile tallone d’Achille per l’immagine di padano duro e puro di Bobo.

L’AMICIZIA CON ALEMANNO. Anche perché lei ha tutt’altra provenienza. Isabella Votino da Montesarchio approdò a Roma nel 2004, quando Pasquale Viespoli, ex pidiellino poi finiano – ha raccontato la Voce delle voci – la propose per un posto nell’ufficio stampa della fondazione Nuova Italia, fondata da Gianni Alemanno. Col sindaco di Roma ha intrattenuto sempre buoni rapporti, fin dai tempi della rautiana Destra sociale.

CAPO COMMUNICAZIONE DEL VIMINALE ISABELLA VOTINO. Insomma una campana, di estrazione simile a Nunzia De Girolamo (cui assomiglia anche un po’), di destra ma non certo leghista. Eppure braccio destro del più influente leghista del momento, designato erede di Umberto Bossi. Una situazione berlusconiana, non leghista.


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