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Ecco cosa ha prodotto l’effetto Unesco a Modena e Mantova

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luglio 6, 2011 by admin

di Laura De Figlio

(Sanniopress) – Schiere di turisti giapponesi alle porte della città. È l’effetto Unesco. Parola di Giorgio Pighi, sindaco di Modena, città che ha in comune con Benevento, oltre alla familiarità con fiumi e colline, il riconoscimento dell’Unesco. Come Benevento è a pieno titolo città d’arte e il suo Duomo, insieme a Piazza Grande e alla Ghirlandina, sono Patrimonio dell’Umanità.

Così come Mantova e Sabbioneta, piccole realtà che in contesti differenti hanno trovato la strada giusta per mettere in mostra i beni più significativi, simbolo di una storia antica da protagoniste. E quale cornice più prestigiosa della planetaria Lista Unesco?
Abbiamo chiesto ai due sindaci di parlarci delle loro esperienze, del modo di sostenere responsabilmente il ruolo assegnato alle loro città.

“Essere riconosciuti come sito patrimonio dell’umanità – fa notare Nicola Sodano, sindaco della città di Virgilio e dei Gonzaga – ha comportato una valorizzazione della nostra immagine nel mondo. Tutto ciò ha molte implicazioni, non ultima quella turistica. Sappiamo che il turismo è una risorsa importante per l’economia locale. Un altro vantaggio è l’impegno a proteggere il patrimonio culturale e naturale che esiste sul nostro territorio e che va consegnato, adeguatamente tutelato, alle generazioni future. Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento”.

Per il collega emiliano Giorgio Pighi, presidente del Forum italiano sulla sicurezza urbana, il Duomo, Torre Ghirlandina e Piazza Grande sono da sempre “il fulcro dell’identità modenese e il riconoscimento dell’Unesco ci induce a potenziare ulteriormente la consapevolezza dell’onore e della responsabilità di avere in città un sito considerato degno di essere preservato e valorizzato per l’umanità intera. Come ha scritto l’antropologo francese Marc Augè, la piazza Grande di Modena è un luogo in senso pieno perché vi si può ritrovare un legame visibile con il passato e perché quel legame è presente alla coscienza di chi lo abita e lo frequenta”.

Ma la consapevolezza si coltiva con il tempo, anche se dalle 22.14 del 25 giugno scorso, data del fatidico pronunciamento di Parigi, sembra che qualcosa sia cambiato, anche a Benevento. O forse cambierà, probabilmente a costo di scelte impopolari, anche se dalla città dei motori giurano che anzi: “talvolta ci viene rimproverato un utilizzo troppo intenso di Piazza Grande e per questo stiamo dislocando alcune manifestazioni in altre piazze del centro. Stiamo inoltre lavorando al regolamento del sito che per quanto riguarda l’utilizzo di Piazza Grande: stabilirà una serie di criteri e linee guida per lo svolgimento delle manifestazioni. Tutto ciò nell’ottica di valorizzare il sito, favorendone una ‘frequentazione di qualità’, degna del riconoscimento dell’Unesco”.

Nessuna imposizione dall’alto nemmeno a Mantova. “Le misure adottate finora – sostiene il primo cittadino Nicola Sodano – non sono impopolari perché il piano di gestione si ripropone di assicurare un’efficace protezione del patrimonio per un giusto equilibrio tra conservazione, sostenibilità e sviluppo, tenendo conto delle differenze tipologiche, delle caratteristiche e delle necessità del territorio, del contesto culturale e naturale in cui si colloca. Sono tutti elementi che vogliamo far rientrare nel piano di governo del territorio che il Comune di Mantova sta elaborando. Uno degli aspetti fondamentali sarà legato al centro storico per la delicatezza dell’assetto urbanistico sottolineato dal recente riconoscimento Unesco. In questo contesto, va collocato il rilancio del tessuto commerciale, dei trasporti e dei parcheggi, in una città che deve essere più facile da raggiungere per chi ci vive, per chi ci lavora e per i turisti. Anche sui rifiuti dovremo fare lo sforzo di potenziare la raccolta differenziata – avviata nel 1970 – e di studiare soluzioni di minore impatto visivo per i contenitori delle immondizie. Il tutto è da collegare alla riqualificazione urbanistica e dell’arredo delle nostre belle piazze storiche”.

A Modena, invece, con il suo centro storico che si attraversa agevolmente a piedi e in bicicletta, il Comune ha favorito l’insediamento di attività imprenditoriali giovanili.
Infine, un suggerimento da parte del sindaco di Mantova, Sodano al suo collega beneventano, Fausto Pepe: “Dobbiamo essere consapevoli che le nostre città sono state riconosciute tra le più belle al mondo. Nel nostro Paese la cultura e il turismo generano il 12% del prodotto interno lordo, segno che sono fattori molto importanti per lo sviluppo e le economie dei nostri territori e delle nostre comunità. Anche in tempi di ristrettezza economica non dobbiamo smettere di investire, predisporre i progetti, ricercare i finanziamenti per valorizzare l’immenso patrimonio culturale che ci circonda e di considerarlo una vera e propria risorsa”.

Infine, una curiosità: Nicola Sodano è nato a Crotone, dove ha vissuto fino all’età di nove anni per poi trasferirsi con la sua famiglia in Lombardia. Sul sito del Comune di Mantova c’è un’intera sezione dedicata ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e il programma è veramente ricco e di qualità. Merito delle gesta risorgimentali e anche un po’ di un sindaco venuto dal Sud.


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