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Arzano, lettera con proiettile al giornalista Giuseppe Bianco

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luglio 25, 2011 by admin

(Ossigeno per l’informazione) – Da qualche tempo i clan si sentono braccati, messi all’angolo. Ogni illegalità, piccola o grande, finisce sui bloc notes dei cronisti, diventa notizia. Il malaffare sempre più spesso viene scoperto e denunciato.

Prima non era così. Gli uomini dei clan non sanno bene come reagire, e allora reagiscono in modo scomposto, alzano il tiro, mettono nel mirino i giornalisti: cronisti, reporter, fotografi, cineoperatori. Ne colpiscono uno per educarne altri cento. Si respira questo clima anche ad Arzano, comune alle porte di Napoli, sciolto nel 2008 per infiltrazioni camorriste. Qui ormai la camorra non si nasconde. Spadroneggia nelle strade, in municipio, s’insinua nei sub-appalti, nelle attività produttive, nella vita della comunità. E non esita a colpire chi si mette di traverso, chi osa sbarrarle il passo, chi dà l’allarme.

Ne sa qualcosa Giuseppe Bianco, 41 anni, corrispondente da Arzano del quotidiano “Cronache di Napoli” che giovedì 14 luglio si è visto recapitare a casa, dal postino, una busta gialla contenente un proiettile calibro 6 e 35 legato con nastro adesivo a un cartoncino di colore azzurro. Bianco, uno di quelli che si sentono in dovere di denunciare con i propri articoli le cose storte che accadono, ha subito presentato una denuncia ai carabinieri della tenenza di Arzano. Insieme al proiettile ha consegnato le copie del giornale con i suoi recenti articoli. Quel proiettile sembra proprio un’intimidazione, un tentativo di bloccare le sue scomode inchieste.

Sono andato a trovarlo per invitarlo a raccontare ad Ossigeno la sua versione dei fatti.

Gli chiedo: Cosa hai scritto? C’è qualcosa in particolare che può aver  suscitato questa reazione?

“Non ho la certezza, ma il sospetto che uno dei miei articoli abbia urtato la suscettibilità dei ‘signori’ camorristi. Io mi occupo indistintamente di tutte le notizie di interesse nel territorio di Arzano: cronaca nera, cronaca giudiziaria, vita politica… A volte i settori non sono del tutto separati. Ebbene, recentemente ho scritto un articolo sui rapporti fra un presunto referente del clan Moccia di Afragola e che gestisce le pompe funebri. Ho scritto che probabilmente le indagini si sarebbero  allargate a tre ditte di pompe funebri gestite da persone imparentate tra loro. Ho descritto i meccanismi delle concessioni comunali e l‟attività di controllo che, fino a prova contraria, spetta alla polizia municipale di Arzano”.

Bianco spiega che però forse è stato un altro articolo a far scattare le minacce.

“Mi sono occupato anche dell’attività della polizia municipale. A venti dei cinquanta vigili urbani in organico sono stati notificati provvedimenti disciplinari. I vigili “puniti” considerano illegittimi questi provvedimenti e hanno reagito presentando denunce contro i loro superiori. Si sono rivolti al Ministro dell’Interno Roberto Maroni, al Prefetto di Napoli e alla Procura della Repubblica di Napoli. Fra l’altro hanno denunciato che a un concorso interno per diventare ufficiale dei Vigili Urbani sono stati ammessi candidati con precedenti penali, che avrebbero presentato autocertificazioni false. Queste sono le due vicende che mi vengono in mente, e sono due vicende in qualche modo collegate”.

E con quel proiettile, cosa hanno voluto dire?

“Non lo so, ho il sospetto che qualcuno abbia voluto dirmi di lasciar perdere, perché ha visto che cominciavo a raccontare in modo particolareggiato vicende che ad alcuni conviene che siano tenute nascoste”.

Non può essere che invece qualcuno ce l’abbia con te per fatti personali?

“Non credo. Qui ad Arzano purtroppo non c’è da meravigliarsi di episodi come questo. Qui – spiega Giuseppe Bianco  – le minacce sono frequenti: altri giornalisti hanno subito intimidazioni. A me risulta che qui sono stati  minacciati anche dei carabinieri. L’atmosfera è pesante. Tre anni fa il Comune è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. Il presidente del Consiglio comunale ha subito un attentato. Un consigliere comunale è stato gambizzato proprio sotto al municipio…”.

C’è un aspetto che Giuseppe Bianco tiene a sottolineare: “Ad Arzano c’è una sovrapposizione quasi sistemica tra criminalità organizzata e colletti bianchi. Nel corso di un recente blitz è stato arrestato il fratello di un assessore comunale attualmente in carica. Tempo addietro è stato acciuffato anche un maresciallo dei vigili che, tra l’altro, è ancora detenuto. Gli atti ispettivi che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale dicono che il corpo della polizia municipale di Arzano era  condizionato dal clan Moccia di Afragola. In questo territorio c’è una spartizione molto chiara delle attività fra vari clan: il racket, le estorsioni e l’usura sono ad appannaggio dei Moccia di Afragola, mentre le piazze di spaccio sono gestite dagli “scissionisti” di Scampìa. Siamo praticamente accerchiati”.

L’Ordine dei giornalisti della Campania ha espresso solidarietà al cronista. “E’ un’inaccettabile intimidazione verso la libertà di stampa che  – si legge in una nota  – l’Ordine stigmatizza e contro la quale agirà con atti concreti nelle prossime ore. Chiediamo alle forze dell’ordine e agli inquirenti di agire con la solita tempestività ed efficacia per garantire ai cronisti di ogni testata la serena ed efficace attività di informazione”.

Il 23 giugno, a San Prisco, provincia di Caserta, a soli 30 chilometri da Arzano, è stata bruciata l’auto di Tina Palomba, una cronista del “Corriere di Caserta” che da oltre due anni subisce minacce e vive protetta dai carabinieri.

Arnaldo Capezzuto


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