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L’INTERVENTO | Presidente, ci ripensi e dica no alla centrale

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novembre 1, 2011 by admin

di Vincenzo Portoghese

(Sanniopress) – Egregio on. Stefano Caldoro, sono un cittadino di Benevento, componente del Comitato civico No Luminosa. Sono fortemente preoccupato, come altri miei concittadini, per la scellerata decisione di impiantare a Benevento una centrale a turbogas. Lei certamente ha a cuore la salute dei suoi stessi concittadini e quindi suppongo che tuteli prioritariamente questo diritto!

 Se è davvero così, allora francamente non mi spiego come Lei e la Giunta che presiede si siano adoperati per far costruire questo mostro. Le motivazioni che portano me e altri concittadini beneventani ad avere fortissimi dubbi e preoccupazioni sono suffragate da dati oggettivi e  pubblicazioni scientifiche che forse qualcuno ignora o fa finta di ignorare.

L’italia dal 2007 produce più energia di quanta ne occorra, la domanda è fortemente calata, specie al sud, e non si vede a tutt’oggi un trend al rialzo; questi dati sono stati divulgati da Terna. La provincia di Benevento produce circa il 50% di energia da fonti rinnovabili. L’energia che produrrà la centrale sembra essere destinata ad altre aree fuori provincia o addirittura fuori nazione; quindi non sarà nemmeno a vantaggio o a servizio della comunità locale. La centrale che si
vuol costruire sorge su un territorio caratterizzato da rischi naturali, quali frane, alluvioni e terremoti ; l’area in particolare è di prevalente interesse naturalistico,definita come corridoio ecologico.

L’inquinamento a Benevento segna forti e preoccupanti livelli di emissioni inquinanti, come può benissimo rilevare dai dati forniti dall’Arpac; le polveri sottili, specie quelle definite Pm10 e ancor più PM 2,5- PM 1, sono tra i fattori che
concorrono all’incidenza e insorgenza di varie tipologie di malattie: respiratorie , cardiovascolari, neoplasie, tanto che l’OMS ha lanciato già più volte gridi di allarme per farsì che si riducano drasticamente queste emissioni. Studi scientifici multidisciplinari aggiornati convalidano quanto espresso (prof. Montanari- dott.ssa Cioschi- ) e in particolare
ricercatori del CNR ( dott. Marco Cervino, prof. Armaroli e dott. Po) hanno condotto ricerche specifiche sull’emissioni da centrali turbogas, evidenziando quel che pochi sanno o tendono a nascondere, e cioè che il metano non è un gas benefico e non inquinante, ma tutt’altro. In fase di combustione rilascia notevoli quantitativi di ossidi di azoto e zolfo, notevoli quantitativi di anidride carbonica (noto gas serra ), ozono che è un gas velenoso. In più, giusto per gradire, vi sono emissioni contenenti benzene e formaldeide notoriamente cancerogene.

Non credo che il gioco valga la candela! Gli effetti nefasti si valutano nel medio lungo periodo,come Lei certamente saprà, il caso amianto è l’eccellenza: l’insorgenza di malattie gravi e mortali avviene dopo diversi anni dall’esposizione continua alle polveri d’amianto. Non è questo che noi cittadini vogliamo. Un’ Amministrazione attenta e responsabile deve tutelare prioritariamente la salute pubblica e non può ignorare, quindi, gli impatti e le ricadute che certi impianti potranno avere sul territorio, sull’ economia locale a vocazione principalmente agricola e agrituristica.

 Il danno che arrecherà sarà notevole anche in termini socio-economici. Se una popolazione vede aumentare i casi di malattie gravi, oltre al dolore e alla sofferenza cagionata da insensate scelte e per le quali non vi è prezzo, si dovranno conteggiare anche i costi cui si andrà in conto per cure e assistenze. Anche le produzioni locali non godranno certo di benefici, visto che saranno additate col marchio di inquinate laddove vi saranno ancora colture non già distrutte.

Noi questo altissimo prezzo non lo vogliamo pagare, siamo già come provincia abbastanza penalizzati sotto tutti i punti di vista. Confidiamo, quindi, in un Suo ripensamento e in un’attenta valutazione e riflessione che porti, invece, la Regione Campania a valutare l’insediamento di fonti energetiche realmente sostenibili e rinnovabili, come il fotovoltaico, il solare termodinamico (progetto Archimede) e l’eolico.


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