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L’EDITORIALE | Art Sannio? Diventi un’azienda privata

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novembre 12, 2011 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Art Sannio? La soluzione più giusta è la privatizzazione. La polemica politica, provinciale e sindacale che da tempo c’è intorno all’azienda per metà della Provincia (51 per cento) e per metà della Regione (49 per cento) non merita di essere presa in considerazione. L’ipocrisia è davvero troppa. Le cose non dette superano di gran lunga le cose che si dicono. L’essenziale è messo tra parentesi, come se non contasse niente. E invece tutto è in quello che non si dice: Art Sannio è uno degli ultimi prodotti della politica fallimentare delle partecipate della stagione bassoliniana. Una società interamente pubblica che dovrebbe essere gestita con i moderni  – e giusti –  criteri del libero mercato ma i cui investimenti e stipendi sono pagati dalla Provincia, dalla Regione e in sostanza dallo Stato. Carlo Falato ha detto ciò che tutti possono condividere: “Non ci vuole uno scienziato in economia per capire che le sole commesse della Provincia non bastano a pagare gli stipendi del personale assunto a tempo indeterminato di Art Sannio Campania”. Apriti cielo! Eppure, è solo una semplice constatazione.

Tuttavia, una soluzione per salvare Art Sannio c’è: i dipendenti possono rilevare l’agenzia e misurarsi direttamente con il mercato. La Provincia e la Regione dovrebbero impegnarsi a pagare gli stipendi arretrati nel più breve tempo possibile: cosa che si può fare anche in tempi brevi. Ma il loro impegno dovrebbe misurarsi sulla possibilità di trasformare l’agenzia pubblica in un’azienda privata. Non è un’ipotesi impossibile. Tutt’altro. Del resto, chi lavora nell’agenzia senz’altro crede nel suo lavoro, lo fa con passione, avrà progetti, aspirazioni, ambizioni. Avrà fatto confronti con altre imprese e conoscerà che cosa è opportuno fare e quali possono essere i migliori investimenti sia in termini culturali sia economici. Le soluzioni tecniche e amministrative per mettere Art Sannio sul mercato ci sono senz’altro: si può ricorrere alla defiscalizzazione, si può pensare a un passaggio di consegne graduale, a un cambio nell’assetto societario. Insomma, si possono fare più cose che, puntando sulla dignità dell’impresa del lavoro autonomo e delle persone, sono senza dubbio più dignitose della sindacalizzazione di un’azienda pubblica in perdita.

Il problema di Art Sannio è stato creato da una politica sbagliata e non troverà soluzione definitiva nella gestione delle risorse pubbliche. L’intervento di Falato, anche se ruvido, lo mette in chiaro: non saranno le commesse a salvare l’agenzia sannita. E’ bene che tutti  – provincia, partiti, sindacati ma soprattutto i dipendenti dell’agenzia –  ne siano consapevoli. La scelta più giusta è quella di assumere su di sé il proprio destino e misurarsi con il mercato. E’ questa la vera sfida di Art Sannio. E’ un’occasione per dare senso al lavoro e fare sì che abbia  – questa volta sì –  un riconoscimento dal pubblico.

 

 

http://giancristianodesiderio.wordpress.com

 

 

 


BLOGGER:

Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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