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Consegnata una targa a Giovanni Impastato

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novembre 22, 2011 by admin

(Sanniopress) – Questa mattina il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, l’assessore alla Legalità, Mirna Campone, e una delegazione dell’amministrazione comunale hanno ricevuto a Palazzo Mosti Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso dalla mafia a Cinisi il 9 maggio 1978.

L’incontro rientrava nell’ambito dell’iniziativa “Antimafia nella crisi delle coscienze. Cento passi… di memoria e impegno con Giovanni Impastato” promossa dall’associazione Libera in collaborazione con Rete Arcobaleno, Alilacco ed Agesci e il patrocinio dell’assessorato alla Legalità del Comune di Benevento e della facoltà di Scienze Economiche ed Aziendali dell’Università del Sannio.

“Iniziative come quella odierna sono molto importanti soprattutto in una fase in cui assistiamo ad una normalizzazione verso il basso dei valori – ha dichiarato il sindaco, Fausto Pepe -. Figure come quella di Peppino Impastato rappresentano un imprescindibile punto di riferimento e per questo non riesco a comprendere la scelta scellerata compiuta dal sindaco leghista di Ponteranica, che ha fatto rimuovere la targa che intitolava la biblioteca comunale a Peppino Impastato. Tra l’altro, senza che il suo partito di appartenenza esprimesse una condanna. Queste cose non dovrebbe mai accadere, soprattutto quando si tratta di un martire della mafia”.

L’assessore alla Legalità del Comune di Benevento, Mirna Campone, ha ringraziato l’associazione Libera per aver portato a Benevento Giovanni Impastato ed ha annunciato che sono allo studio ulteriori iniziative sul tema della difesa della legalità.

Giovanni Impastato, a cui il sindaco Pepe ha consegnato un targa ricordo, ha infine sottolineato il valore della memoria: “Queste iniziative sono molto importanti perché riportano in primo piano valori positivi e, nello stesso tempo, contribuiscono a sviluppare e rafforzare la cultura della legalità”. Il fratello di Peppino Impastato ha poi espresso preoccupazione “perché in giro si vede troppa rassegnazione mentre occorre reagire ed indignarsi”. Un’ultima riflessione ha voluto, infine, dedicarla ai giornalisti morti per mano delle mafie: “In Sicilia ne sono stati ammazzati otto, qui in Campania la camorra ha ammazzato Giancarlo Siani. L’informazione ha un ruolo strategico nella lotta alla criminalità organizzata e per questo i giornalisti subiscono pressioni e minacce, soprattutto nelle regioni dove si registra un maggiore tasso di infiltrazione malavitosa”.


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