RSS Feed

L’EDITORIALE | Il leghismo sannita (peggio del mastellismo)

2

dicembre 9, 2011 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Il leghismo sannita è l’ultima involuzione della politica locale. Che cos’è è presto detto: le cariche di amministrazioni, enti e sotto-enti sanniti devono andare ai sanniti. L’autorevolezza e la competenza centrano relativamente. Ciò che conta è l’appartenenza o la geografia. La politica del Sannio, insomma, è diventata un po’ come i prodotti agricoli e i vini: è Dop  – denominazione di origine protetta –  oppure è Igp – denominazione geografica protetta. In alcuni casi geografia e competenza possono coesistere e allora tutto acquista un profilo di legittimità e coerenza. Mi sento di dire ad esempio, che le scelte di Boccalone e Rossi, rispettivamente al Rummo e all’Asl, sono legittime e coerenti. Non è detto, però, che geografia e competenza vadano sempre d’amore e d’accordo. In questi casi che si fa? Quali dei due criteri deve prevalere: l’appartenenza geografica o la competenza? I partiti, ma non solo loro, il più delle volte optano per l’appartenenza: la l’attribuzione di cariche pubbliche in base al criterio della fedeltà e dell’amicizia garantisce solo la pessima amministrazione. I cittadini, invece, credono, ma non sempre, che le scelte vadano fatte in base alle competenze perché l’autorevolezza dei dirigenti migliora le amministrazioni.

La giunta regionale, dunque, Caldoro, ha nominato alla guida del Parco del Taburno un certo Vito Busillo di Eboli. I leghisti sanniti, tanto a destra quanto a sinistra, sono insorti perché ritengono che la scelta di Caldoro sia una chiara lesa maestà sannita. Nessuno si sofferma sulla competenze del neopresidente e sulle sue conoscenze, come sarebbe giusto chiedersi almeno in via preliminare. Tutti invece  – ripeto, da destra a sinistra –  dicono che si tratta di una scelta sbagliata perché Vito Busillo non è sannita e del Taburno non sa nulla. Ora, lasciando perdere la questione se qualcuno sa qualcosa del Taburno, dal momento che quelli che ne parlano non ne sanno un’emerita acca, chi dovrebbe essere il sannita giusto cui affidare la presidenza del Parco del Taburno? La colpa di Caldoro non è quella di aver messo un (possibile) incompetente alla guida del Parco del Taburno, bensì quella di non avervi messo un incompetente del Sannio e, di conseguenza, di aver sottratto ai rappresentanti regionali sanniti e ai partiti una poltrona che loro ritengono di avere nel pieno della loro disponibilità. La scelta della giunta regionale e di Caldoro può essere discutibile ma è pienamente legittima e, inoltre, se è da discutere non lo si può fare in base a criteri geografici o di appartenenza partitica. Proprio come nel caso delle scelte della sanità che sono giuste non perché sannite e “geograficamente protette” ma perché i sanniti scelti sono competenti o almeno hanno i “titoli” della competenza amministrativa richiesta.

Il leghismo sannita è un pericolo da cui difendersi. E’ un’involuzione dello spirito pubblico e finanche del buonsenso e persino del mastellismo: una terra come la nostra, senz’altro non ricchissima, tutto può permettersi, tranne l’illusione dell’autosufficienza politica e culturale. Abbiamo bisogno di aprirci, non di chiuderci. In base ai criteri populisti del leghismo sannita il Taburno non sarebbe affidato neanche al poeta latino che lo nomina nelle sue opere perché “li parenti miei furon lombardi, mantoani per patria ambedue”.

Ps: l’unica cosa che una politica seria deve sostenere sui Parchi è che sono degli sprechi da tagliare. Il Parco del Taburno è palesemente un doppione dal momento che esiste la Comunità montana del Taburno. Ma il leghismo sannita non vuole tagliare la spesa e diminuire gli enti inutili  – questo lo dice fingendo –  e desidera la moltiplicazione delle poltrone da avere nella propria disponibilità.

 

 


2 comments »

  1. alessio ha detto:

    Il signor CALDORO avrà sicuramente nominato tal Vito Busillo di Eboli per clientelismo politico. Gente come Caldoro non fa altro che contribuire all’evidente declino della città di Benevento come hanno fatto tutti i politici fin’ora.

  2. Maurizio Annaloro ha detto:

    napoli sa, che benevento potrebbe emergere con una gran politica attraverso le sue radici storiche differenti da essa , e quindi cerca di affossarla con artisti napoletani soffocando la nostra cultura e con l’ambiente poi, sanniti alziamo la testa che questi ci affossano !!

Rispondi

BLOGGER:

Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

Gennaro Malgieri

Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

Billy Nuzzolillo

Giornalista. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno e La Voce di Indro Montanelli. Ha fondato il blog Sanniopress.

     

Antonio Medici

Fondatore del blog Gourman.it, racconta “esperienze” enogastronomiche senza tecnicismi anche sui quotidiani Roma e Sannio.

     

Amerigo Ciervo

Docente. Da quarant'anni cercatore di musiche e storie

   

Guido Bianchini

Laureato in filosofia, studioso di pensiero ebraico moderno e di onto-teologia contemporanea.

   


Cerca nel sito

Categorie

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi post.

I libri di Sanniopress