RSS Feed

CAMORRA | La giornalista Marilena Natale aveva visto giusto

0

dicembre 14, 2011 by admin

di Arnaldo Capezzuto

(Sanniopress) – Aveva  proprio  ragione, ad agosto, la giornalista Marilena Natale a gridare ai quattro venti  che era  rischioso  nominare assessore comunale  ai beni confiscati quell’insegnante e dirigente della scuola calcio Real Casale,  indagato per voto di scambio politico mafioso, nonché fratello del consigliere provinciale Sebastiano Ferraro e cugino di Nicola Ferraro, ex consigliere regionale arrestato in passato per associazione mafiosa.

Angelo Ferraro, di 38 anni,  assessore esterno all’Istruzione, Programmazione opere pubbliche, Urbanistica e Beni confiscati del Comune di Casal di Principe, è stato infatti arrestato. Le manette sono scattate all’alba del 6 dicembre, nel corso della maxi operazione anti  camorra,  per lui, per  suo fratello, il consigliere provinciale Sebastiano Ferraro  e per altre cinquanta persone (camorristi, politici, imprenditori), mentre per il deputato Nicola Cosentino (Pdl),  per la seconda volta in due anni, e stata chiesta la custodia cautelare.

L’operazione ha avuto enorme risonanza  anche perché il giorno dopo, in un’anonima stradina di Casapesenna, in un bunker sotterraneo, dopo 16 anni  di latitanza, è stato stanato l’inafferrabile padrino dei Casalesi, Michele Zagaria.

Marilena è una cronista indignata della Gazzetta di Caserta. E’ stata più volte minacciata per aver pubblicato notizie sgradite ai clan, che temevano le sue rivelazioni.  La sua battaglia  contro la nomina dell’assessore Ferraro l’ha fatta  da sola,  a costo di passare per matta,  scagliandosi contro la malapolitica,che in terra di Gomorra va a braccetto con il clan dei Casalesi. L’ha cominciata con  un clamoroso  appello al presidente della Repubblica e la richiesta di intervenire contro l’amministrazione comunale di Casal di Principe per la nomina di  quell’assessore.  “È normale che un indagato entri nell’ esecutivo di un  Comune con un tasso d’infiltrazione mafiosa così alto?”, chiedeva pubblicamente la giornalista.

Angelo Ferraro era stato nominato  l’8 agosto dal sindaco Pasquale Martinelli, che nel frattempo,  il 3 novembre  si è dimesso. Aveva fatto particolare sensazione che Ferraro avesse fra l’altro la delega ai Beni confiscati e avesse  annunciato di volersi ispirare all’esempio e alle idee di don Giuseppe Diana, il parroco ucciso dalla camorra.

In una intervista ad Ossigeno, il 12 novembre 2011, Marilena ha raccontato  che si era infuriata perché Angelo Ferraro aveva inviato in giro centinaia di email con il suo curriculum e una foto che lo ritrae insieme al  procuratore aggiunto Cafiero de Raho.  “Un modo subdolo, un giochetto per accreditarsi pubblicamente dalla parte della legalità. Anche se ti fai fotografare insieme al Papa non vuol dire che sei una brava persona. Sono passati dei mesi ed io resto della mia idea”, diceva.

Perchè la lettera-denuncia?

Marilena Natale era in ferie quando ha saputo  che Ferraro era stato nominato assessore. “Non sarà lui, ho pensato. Invece era proprio lui, l’Angelo Ferraro indagato insieme con altre persone ai sensi dell’ articolo 416 bis e 416 ter, cioè per associazione mafiosa e voto di scambio politico-mafioso. So bene che ogni cittadino deve essere considerato innocente fino al terzo grado di giudizio. Ma com’è  possibile che a Casal di Principe, in Italia, una persona accusata di reati così gravi sia chiamato a fare l’ assessore e abbia le deleghe per la gestione dei beni confiscati ai camorristi?”.

L’alba delle manette

Ora a quella domanda  i magistrati del pool anticamorra della Procura di Napoli hanno dato una prima importante risposta con  gli arresti del 6 dicembre, che oltre ai 52 arrestati, ha coinvolto altre 19 persone indagate, fra le quali la personalità più illustre è il deputato e presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro. Se ne occuperà martedì 13 dicembre la giunta delle autorizzazioni a procedere di Montecitorio, che discuterà anche  la  richiesta di custodia cautelare in carcere per il deputato ed ex sottosegretario all’Economia e attuale coordinatore regionale in Campania del Pdl Nicola Cosentino.

Il Principe e la scheda ballerina

La voluminosa ordinanza di  1500 pagine dell’inchiesta  coordinata dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho contro esponenti del clan dei Casalesi è intitolata  “il Principe e la scheda ballerina”: Principe perché si voleva costruire un grande centro commerciale a Casal di Principe per riciclare i soldi sporchi e assegnare posti di lavoro; scheda ballerina perché a Casal di Principe con false schede elettorali i camorristi si impadronivano del  voto  di  inconsapevoli elettori anziani, ammalati  o che non si recavano al seggio. L’ordinanza  fotografa l’inquietante commistione tra politica, camorra e imprenditoria.  Dal quadro investigativo emerge che l’intera attività politico-elettorale nel casertano fosse ad appannaggio dei Casalesi. Intimidazioni, corruzioni, pressioni, brogli, sono stati gli ingredienti fondamentali del miscuglio criminale che governava il voto in Terra di Lavoro.

Una cronista pericolosa

L’inchiesta  si  basa, fra l’altro, su  intercettazioni telefoniche e ambientali. Da esse emerge il timore che alcuni  esponenti dei Casalesi nutrivano per il lavoro della cronista Marilena Natale. Era considerata un vero e proprio pericolo per gli affari  dei  politici collusi e degli esponenti della cosca.  Chi osava criticare l’operato degli amministratori comunali o dei candidati rischiava di essere ucciso.  Ne parlano gli intercettati, Demetrio Corvino, fratello di Antonio, ex consigliere comunale e già assessore nel 2007 nella giunta di Casal di Principe che fu sciolta per camorra,  e  l’ex sindaco Cipriano Cristiano,  e  gli stessi fratelli Corvino finiti in manette nel corso della maxiretata Demetrio Corvino armato di pistola e con tono minaccioso all’interno di un bar ha  intimidito un uomo obbligandolo a salire in auto e lo ha minacciato: qualora suo fratello non avesse smesso di parlare con la giornalista Marilena Natale, gli avrebbe fatto del male.  Per essere preso sul serio ha detto: “Guarda tengo la pistola…ce la faccio vedere io alla giornalista…la deve pagare…”

Ma le minacce continuano

Il blitz e l’arresto di Michele Zagaria tuttavia non hanno messo fine al clima di intimidazione nei confronti dei  giornalisti.  Due giorni dopo l’arresto del padrino latitante, a Casapesenna Marilena Natale e altri giornalisti sono stati minacciati  da un affiliato dei Casalesi, mentre seguivano alcune perquisizioni della Guardia di Finanza. Con Marilena  c’erano  Giampiero De Luca (giornalista televisivo di Canale Italia) e il fotoreporter  Nicola Baldieri. Un personaggio  a loro  noto  si è avvicinato  e  li ha  insultati minacciosamente. Ha detto: “Tanto dovete  morire”.  Marilena  Natale ha chiesto: “E’ una minaccia?”.  Quello prima ha detto  si, poi rendendosi conto che c’erano i finanzieri,  si  è corretto dicendo: “No,  la Madonna vi deve far morire”. La moglie di questo signore, guardando con disprezzo Marilena, ha commentato: “Tanto è sempre lei”.  Prima di andarsene ha  fotografato la Natale e l’auto di Giampiero de Luca, mentre Baldieri  si rallegrava che non avessero fracassato la sua macchina fotografica.

(tratto da  Ossigeno per l’informazione – la foto è del fotoreporter Nicola Baldieri e ritrae Marilena Natale distesa sulla poltrona  di  Zagaria) 


0 comments »

Rispondi

BLOGGER:

Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

Gennaro Malgieri

Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

Billy Nuzzolillo

Giornalista. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno e La Voce di Indro Montanelli. Ha fondato il blog Sanniopress.

     

Antonio Medici

Fondatore del blog Gourman.it, racconta “esperienze” enogastronomiche senza tecnicismi anche sui quotidiani Roma e Sannio.

     

Amerigo Ciervo

Docente. Da quarant'anni cercatore di musiche e storie

   

Guido Bianchini

Laureato in filosofia, studioso di pensiero ebraico moderno e di onto-teologia contemporanea.

   


Cerca nel sito

Categorie

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi post.

I libri di Sanniopress