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L’EDITORIALE | La rissa del sabato sera

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dicembre 18, 2011 by avsim

di Simone Aversano

(Sanniopress) – Un tempo, quando le popolazioni da cui i beneventani discendono non conoscevano la legge e il diritto, per riparare i torti si utilizzava la forza, si ricorreva alle ordalie, ci si ammazzava. Possiamo ritenere i longobardi un popolo nobile, disceso dal nord Europa fino alle nostre terre condizionando moltissimo la nostra storia dopo la dominazione romana; ma la realtà dei fatti è anche questa: i nostri avi, legittimati dalla mancanza di regole condivise che prediligessero la concordia sociale, usavano la forza per fare giustizia.

Ma per fare giustizia, dunque. Non la forza per la forza, la forza per l’ingiustizia, la forza per la stupidità. Dai longobardi a Piazza Piano di Corte nel 2011 il punto di contatto è solo l’uso della forza. Tutto il resto non combacia, e descrive un mondo, un microclima, una frazione di società caratterizzata molto più dalla stupidità che dalla giustizia. A Benevento in Piazza Piano di Corte il sabato sera ce le si dà di santa ragione. Ogni sera una o più risse riempiono di qualcosa di cui parlare la lunga e vuota nottata di centinaia di giovani che evidentemente praticano l’ozio e i vizi. Esistono infatti milioni di modi per divertirsi in modo sano, invece i nostri giovani beneventani preferiscono essere insani, compiere gesti insani, comportarsi in maniera offensiva per loro stessi e per il prossimo.

Ad ogni rissa il copione è sempre lo stesso: chi comincia a picchiarsi, sempre e soltanto per motivi più che futili, acquisisce subito il centro della scena e l’attenzione di chiunque si trovi nella piazza. Addirittura altri accorrono dai vicoli circostanti per non perdersi lo spettacolo. Insomma, ci si dà appuntamento per vedere la rissa. Poi a volte lo scontro si amplia durante la sua esecuzione, e non di rado qualcuno finisce col sangue sul volto o contuso in modo non irrisorio. Da due sabati a questa parte la rappresentazione della rissa di piazza si conclude anche con l’arrivo di un’ambulanza. Nel mentre, nessuno allerta le forze dell’ordine. E’ un gesto fuori discussione, c’è da pensare che a molti non passi neppure per la testa l’idea di far irrompere il diritto nel capoluogo beneventano della violenza e della prepotenza (intesa anche come pretesa che i residenti stiano svegli fino alle 3 ad ascoltare musica e schiamazzi).

Bisogna prendere atto di alcune cose. Innanzitutto a distanza di una settimana e con diversi articoli di giornale sul punto, l’amministrazione comunale non ha fatto nulla per evitare che la seconda ambulanza giunta in Piazza Piano di Corte rimanesse imbottigliata nella sosta selvaggia, mai disciplinata dal Comune. Come se una settimana fosse troppo poco per pensare, visto che si trattava solo di pensare ad una soluzione. E come se l’allarme suscitato dalla cosa fosse da sottovalutare, in fondo è molto più importante decidere quanti soldi far spendere alla città per gli addobbi natalizi.

In secondo luogo, si deve prendere atto, cittadini e amministratori, che ormai si è costituito un regno indipendente in Piazza Piano di Corte, in cui vigono regole non scritte ma condivise da tutta la popolazione notturna e che sarà difficile scardinare data l’inerzia di chi di dovere, Comune e forze dell’ordine, che si protrae ormai da anni. Quando la prima amministrazione Pepe installò alcune telecamere in centro storico dimenticò proprio di metterne una in Piazza Piano di Corte, assecondando in questo modo la tendenza dei giovani ad usare quello spazio per regolare le loro faccende con la violenza più stupida che si possa usare (per quanto ci possa essere una violenza non stupida, tutta da dimostrare…). Nel frattempo, i vari questori, prefetti e comandanti dei Carabinieri succedutisi non hanno mai ritenuto di dover inviare una pattuglia o un paio di uomini a piedi a tenere sotto controllo la movida e i suoi eccessi. Come se non esistesse il dovere di sorveglianza e di applicazione della legge in capo alle forze di polizia, a confermare ancora di più il fatto che nel centro storico esistono zone franche dove poter fare ciò che si vuole.

Erano molto meglio i longobardi, che almeno erano concordi nell’usare la forza per ottenere la pace. Almeno loro, nella loro indiscutibile ignoranza rispetto all’uomo occidentale moderno, facevano quel che facevano con un obiettivo superiore e condivisibile. I beneventani, quei non-cives superficiali e snob che hanno determinato la “lentezza” della nostra città, usano la forza per la stupidità e giustificano la stupidità con la forza. Io sono intimamente convinto che si andrà avanti con questo pessimo andazzo ancora per molto. Tanto risolvere il problema interessa solo a noi quattro gatti che il sabato sera abbiamo di meglio da fare.


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