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Mastella, la magistratura sannita e Zamparini

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dicembre 21, 2011 by admin

di Gabriele Corona

(Sanniopress) – Domani il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, comunicherà la sua decisione in merito alla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, per Maurizio Zamparini ed altri 13 tra politici, amministratori, funzionari e tecnici pubblici e privati, accusati di vari reati connessi alla apertura del Centro Commerciale “ I Sanniti”.

Ad aprile scorso, quando la contestazione dei reati fu notificata agli interessati, il primo a reagire con veemenza fu Clemente Mastella, accusato dal PM di corruzione per essere intervenuto sugli amministratori comunali che nel 2006 mostravano di essere contrari alla apertura dell’Ipermercato considerate le numerose difformità edilizie e il mancato rispetto degli accordi assunti da Zamparini nel 2005. L’ex Ministro della Giustizia fece subito sapere a mezzo stampa di non aver mai incontrato di persona l’imprenditore friulano e denunciò il presunto teorema accusatorio del  Pubblico Ministero, Antonio Clemente.

In verità Mastella ha denunciato tali teoremi anche per contestare le indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, quelle di De Magistris e poi anche  quelle dei magistrati napoletani, sostenendo di essersi fatto qualche nemico per il suo ruolo di ministro.  Il segretario nazionale dell’Udeur- popolari per il sud, non si era però mai scagliato contro i giudici beneventani, dove evidentemente conta più amici, fino a quando la sua famiglia con è stata rinviata a giudizio per vari reati connessi alla organizzazione della manifestazione “Quattro notti e più di ….” proprio su richiesta del Sostituto Procuratore, Antonio Clemente.

Dopo la sfuriata di aprile, Mastella la scorsa settimana ha chiesto di rendere spontanee dichiarazioni al GUP, in una seduta non aperta al pubblico, ma rese note alla cittadinanza da alcuni organi di informazioni. L’ex ministro ha di nuovo precisato di non avere personalmente incontrato Zamparini a settembre 2006, senza però commentare in alcun modo la visita fatta a casa sua il 13 settembre di quell’anno dall’imprenditore.

La ragione di quell’incontro con la signora Sandra Lonardo, moglie di Mastella l’ha spiegata recentemente alla stampa siciliana lo stesso Zamparini, il quale ha riferito di essersi rivolto ai vertici politi dell’Udeur per lamentare il comportamento del sindaco Fausto Pepe che in quel momento non voleva fargli aprire il centro commerciale. Per capire meglio il contesto della visita occorre ricordare che il giorno prima, il 12 settembre 2006, Zamparini si era incontrato di mattina con l’assessore all’Urbanistica Aldo Damiano ed insieme avevano effettuato, senza l’ausilio di alcun tecnico comunale, un sopralluogo per attestare che dopo due giorni sarebbero cominciati i lavori per la costruzione della nuova strada, finora non realizzata, e che i lavori di realizzazione del parco fluviale erano stati già completati per l’80%. Anche per queste valutazioni errate, la giunta poi autorizzò Zamparini ad aprile l’ipermercato.

Dopo qualche ora dal sopralluogo pervenne però al Comune l’ennesimo esposto delle associazioni ambientaliste che denunciavano ulteriori abusi edilizi e soprattutto la mancata realizzazione del parcheggio previsto sul tetto dell’edificio a dimostrazione della intenzione di Zamparini di asservire al centro Commerciale l’area di sosta realizzata nell’area destinata a parco fluviale. L’imprenditore friulano andò su tutte le furie, incontrò subito il sindaco, tentò di evitare il sopralluogo all’ipermercato di tecnici comunali che egli non gradiva e poi, la mattina dopo, il 13 settembre, di buon ora corse al colle di Ceppaloni per incontrare la signora Sandra. “Sono andato dalla signora Mastella- spiega Zamparini in una conferenza stampa del 13 maggio 2011- e le ho detto: il vostro sindaco è impazzito, vedete un po’ qual è il motivo per cui dice che non possiamo aprire l’ipermercato. Lei mi disse, come tutti i politici, noi abbiamo una onlus per aiutare i poveri di Benevento, mi fa una offerta? E io feci una offerta ufficiale con un bonifico di 50.000 euro alla onlus. E questo vi sembra un reato?”

Lo stesso giorno i lavori al centro commerciale furono bloccati perché i tecnici della Vigilanza Edilizia riscontrarono che sul tetto il parcheggio non si poteva fare perché c’erano 76 lucernari e aperture per impianti di aereazione, con tubi e canaline che impedivano il passaggio di eventuali autoveicoli che comunque non avrebbero potuto accedervi per mancanza della rampa. La stessa verifica quei tecnici l’avevano già fatta a febbraio 2006 e per questo il cantiere del centro commerciale fu sequestrato dalla Procura della Repubblica e poi restituito a Zamparini dal tribunale del riesame che aveva accolto la tesi dell’imprenditore e cioè che quel parcheggio si poteva comunque costruire in seguito. Fu un errore giudiziario di cui, ovviamente, Zamparini non si è mai lamentato.

Il 18 settembre 2006 i legali di Zamparini per contestare il nuovo blocco dei lavori, sostennero ancora che quel parcheggio si poteva fare, mentre l’imprenditore con una lettera del 14 aveva già ammesso di aver rinunciato a farlo perché voleva utilizzare quello destinato al parco Fluviale. Il resto è storia nota: gli amministratori comunali di Benevento, dopo alcuni incontri con Zamparini approvarono la delibera 150 e lo autorizzarono ad aprile il Centro Commerciale in cambio di impegni finora non mantenuti, anche per responsabilità del Comune, con un danno alla città di sei milioni di euro per la mancata realizzazione e cessione di strade e parco fluviale.


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