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L’EDITORIALE | La Provincia e la strada del tempo perduto

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dicembre 27, 2011 by giancristiano

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – La strada provinciale di Limatola è provinciale perché interessa Limatola, Sant’Agata dei Goti, Dugenta, Telese, Amorosi oltre ad una serie non piccola di frazioni e ad alcuni comuni casertani, Valle di Maddaloni e Castelmorrone tra i primi. Limatola è stato in passato un distretto industriale e manifatturiero di tutto rispetto arrivando a contare più di 60 aziende piccole e medie, un vero fenomeno per un comune di poco più di 3000 anime. Ma un fenomeno passeggero, il tempo di far passare i soldi dei finanziamenti pubblici. Ora a Limatola le aziende sono molte di meno, forse una decina, ma sommate con le altre attività commerciali e con il recupero e l’investimento del’antico castello  – “Abbiamo riaperto un’epoca” è lo slogan –  che funziona per la ristorazione e l’accoglienza costituiscono pur sempre una vita attiva da difendere e incentivare in una provincia in cui si tende a stare in poltrona. La strada che porta a Limatola e l’attraversa per intero è il primo strumento di lavoro delle aziende e la Provincia, che storicamente ha nella cura delle strade la sua principale funzione amministrativa, dovrebbe assicurarne il transito più sicuro e agevole. Invece, se vi incamminate su quella strada sapete quando vi entrate e non sapete quando e come ne uscirete.

In verità, non è neanche tanto facile accedervi. Soprattutto per chi arriva da San’Agata dei Goti o da Valle di Maddaloni c’è il passaggio a livello che è più chiuso che aperto: le transenne ferroviarie si abbassano per la bellezza di sei ore quotidiane. In pratica, la giornata da quelle parti non è di 24 ore ma di 18. Un banale sottopassaggio risolverebbe il problema del tempo passato a vedere passare i trenini (anche se  – e lo aggiungo tra parentesi –  i sottopassaggi spesso sono costruiti con i piedi e con la pioggia si trasformano in mortali laghi artificiali: dunque, sarebbe meglio una strada sopraelevata, insomma, un banale ponte). Ma una volta passata la “frontiera” ecco che vi inoltrate in una sinuosa via tutta buche, interruzioni, deviazioni che un po’ vi scassano la macchina e un po’ vi scassano altro. Le buche, le interruzioni, le deviazioni non sono temporanei ma eterni. Provvisoria  – eternamente provvisoria per dirla con Prezzolini –  è la strada che letteralmente scompare sotto le ruote della vostra automobilina e sotto i vostri occhi. Le deviazioni vi portano, se siete fortunati, a fare un giro nella Valle telesina, mentre voi volevate andare a Limatola per allungarvi a San Leucio, se invece siete perseguitati dalla sfiga  – il che è più probabile –  vi trovate in aperta campagna e passati davanti all’ennesimo casolare isolato vi fermate e chiedete dove cavolo siete finiti alla signora sull’aia che, armata di scopa e gallina, vi guarda ironica e dice tra sé: “Ci risiamo, si è perso un altro fesso”. Eppure, voi fessi non siete. E’ solo che siete usciti di casa pensando di percorrere una normalissima strada provinciale in tutta tranquillità e non eravate preparati ad un rally da cui non vi tira fuori neanche il navigatore che non riesce a collegarsi al satellite del Marsec che ora capite perché la provincia di Benevento ha costruito: per provare a non farvi perdere nelle campagne di Limatola.

Fino a quando il cielo è azzurro, ritenetevi superfortunati. Ma quando le nuvole si addensano e il cielo vien giù, allora, è il caso di preoccuparsi. La strada può trasformarsi in un lago o in un fiume o in una palude di fanghiglia. Dipende dal luogo in cui vi sorprende l’acqua. La strada diventa un affluente stradale dell’Isclero: il rischio serio è che anche voi con la vostra automobilina che fa brun brun potete affluire nelle amare e avvelenate acque dolci del fiume che scorre tra faggi, abeti e canneti. Inoltrandosi su questa strada-affluente è consigliabile avere a bordo non solo il giubbotto catarifrangente ma anche un buon salvagente. Particolare attenzione dovete fare ai transatlantici, pardon, agli autotreni che passano di lì cercando di raggiungere ognuno la sua azienda per carico e scarico merci o cercando di raggiungere o uscire dal Casertano.

Se riuscite a venir fuori dalla strada che sembra portarvi verso il nulla vi chiedete, sorprendendovi saggi, chi mai sia tenuto a curarne manutenzione, manto stradale e assicurarne la viabilità. E, sempre saggi e ormai sapienti, vi risponderete: “Ma certo, la Provincia”. Solo che la Provincia ignora l’esistenza di questa strada perché s’intende di arte contemporanea, di sistemi satellitari e della scuola della magistratura. E allora, ormai sapientissimi come Ermete, capite che quando vi dicono che le Province non vanno abolite perché in fondo non sprecano molto, dovete rispondere che vanno abolite perché inutili e ignare come sono delle loro stesse strade sprecano la cosa più preziosa che vi illudete di avere: il vostro tempo.


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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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Giornalista. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno e La Voce di Indro Montanelli. Ha fondato il blog Sanniopress.

     

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