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L’EDITORIALE | Coraggio, non siete fessi: togliete subito il presepe

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gennaio 7, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – L’Epifania tutte le feste si porta via. E’ ora di sgomberare. E’ ora di andare a casa. E’ ora di ritornare alla normalità. L’architetto Dalisi ha espresso il desiderio di lasciare il suo presepe volante lì dov’è per molto tempo. No, architetto, ci perdoni ma non è proprio il caso di insistere. Non voglio esprimere nessun giudizio estetico, eppure ne avrei tutto il diritto e forse anche qualche non minima competenza di gusto. Si tratta solo di voltare pagina. Benevento ne ha bisogno: anno nuovo, aria nuova. La città ha trascorso un pessimo Natale, il peggiore che io ricordi, e ha il diritto di recuperare ottimismo e riprendere a camminare. Il presepe volante rispetti fino in fondo il suo nome e voli via. Non è il caso di trasformare il presepe volante nel presepe immobile. Da lunedì si dia inizio ai lavori di smontaggio.

E’ stata un’impresa titanica montarlo e issarlo. E’ stato un errore marchiano da parte dell’amministrazione nascondere a se stessa una verità che tutti sapevamo da subito: il tempo lavorava inarrestabilmente contro. Ora ascoltate un banale consiglio: non commettete un altro errore imperdonabile, liberate subito la piazza, fate in modo che la ditta Lombardi faccia tutto in massimo due giorni: lunedì e martedì. Voi non siete fessi, voi siete intelligenti, allora fate finta di ascoltare un fesso come me che vi dice ciò che ormai sanno tutti (provate, per esempio, a chiedere un po’ ai baristi del Corso): più il presepe nero e buio, freddo e metallico, inorganico e insensibile sta lì e più voi siete in caduta libera. Errare è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico. E sbagliare diabolicamente con Gesù Bambino sarebbe da stolti. Il vostro dovere di amministratori ora  – ora e qui –  è semplice, semplice, semplice: togliere subito il presepe. Punto.

E’ stato Antonio Medici a fare un’osservazione giusta. Ha detto: Dalisi parla come un politico. Credo che Medici abbia ragione ma credo anche che l’osservazione vada completata. Dalisi si è trovato coinvolto suo malgrado nell’errore fatto dall’amministrazione. Anche lui, probabilmente, vi ha messo del suo: avrebbe potuto dire che i tempi non c’erano più, avrebbe potuto far notare le dimensioni dell’installazione e i problemi del montaggio, avrebbe potuto pensare che nella parola Benevento c’è “vento” e quindi ciò che vola può volare via come la classica foglia al vento. Insomma, anche Dalisi ha fatto qualche errore di valutazione. Tuttavia, sono errori  – diciamo così –  di secondo grado. L’errore grave, invece, è del vicesindaco e del sindaco che sono riusciti a coinvolgere nei loro errori lo stesso artista. A pensarci bene, la vera opera d’arte contemporanea è questo mirabile pasticcio in cui velleità politiche, improvvisazioni amministrative, sperimentazione estetica e affanno metallurgico si sono fusi e confusi fino a dar vita a un evento grottesco che fa invidia al genio cinematografico di Paolo Villaggio nelle migliori interpretazioni seriali del ragionier Fantozzi e del ragionier Filini.

Ora, signori, da queste goffaggini si deve uscire al più presto perché in gioco c’è anche il nome, purtroppo malinteso, di Benevento. Quindi liberate la piazza subito ed evitate di continuare a farvi del male e a fare del male alla città. Conservate come si deve i ferri perché all’inizio di novembre bisognerà riprendere in mano il lavoro usato e collocare il presepe volante a regola d’arte in’altra area della città. Non credete mica che si possano buttare 120mila o 130mila o chissà quanti altri euro così, al vento?


3 comments »

  1. Penna Insolente ha detto:

    Mandarlo in fonderia (insieme a quei cosi volanti rimossi) e farne in parte cavatappi, forchette, cucchiai eoltelli, in modo che con l’opera possa ancora tornare utile (ad alcuni) oper mangiare e bere.
    In parte portachiavi, tagliacarte, piccoli monumenti cittadini (souvenir), in modo da poterne utilizzare per i turisti e nel caso recuperarne qualche euro (visto che non si comprende ancora cosa decide la Camera di Commercio)
    E così tutti sarebbero contenti, sia le bocche fameliche che i cultori del turismo culturale.
    Sarebbe contento anche Lucio Lonardo che tanto lo ha difeso e che promuove la educativa politica del riciclaggio.
    Sarebbe contento Del Vecchio che finalmente potrebbe presentarsi con una idea di nuovo nel caso anche orghanizzando un’asta di beneficenza
    Sarebbe contento Dalisi 8Contentocome colui che si sottopone alla pulizia del viso)
    sarebbe contento Lombardi, sarebbe contento il Sindaco e la città tutta.
    Ed io?
    Forse riuscirei ad esserne contento anche io ma questo potrei affermarlo per certo solo il pèrossimo Natale.

  2. Bramante Poesie ha detto:

    Non ho trovato nessun cittadino che abbia approvato questo grottesco e inutile “musumeo”. La ditta Lombardi ovviamente ha prodotto il suo business, piazzando quell’orribile ammasso di ferraglia, facendo ottimi auguri a Pepe e qualcun altro per un santo natale.
    Come dice “penna” ed io?
    A chi ha reso felice questo sindaco in questo peggior natale degli ultimi 40 anni?

  3. Michele Spina ha detto:

    Giancristiano e Penna, non voglio darvi una cattiva notizia …. vi dico solo che oggi 7 Gennaio 2012 ancora si sta lavorando intorno a quell'”opera” che, ripeto ancora: è un pericolo pubblico. Manca il cartello di segnalazione di Pericolo di morte per scariche elettriche.

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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

Gennaro Malgieri

Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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Giornalista. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno e La Voce di Indro Montanelli. Ha fondato il blog Sanniopress.

     

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Fondatore del blog Gourman.it, racconta “esperienze” enogastronomiche senza tecnicismi anche sui quotidiani Roma e Sannio.

     

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Laureato in filosofia, studioso di pensiero ebraico moderno e di onto-teologia contemporanea.

   


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