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L’EDITORIALE | Carminuccio e l’arte (contemporanea) dell’opposizione

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gennaio 16, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Carmine Nardone mi è simpatico, gode anche della mia stima personale, ma non può fare il leader dell’opposizione e di fatto non lo è. Lo sanno tutti, lo hanno capito tutti. Lo sa Mastella, lo sa Viespoli e lo so pure io che non sono all’altezza, non dico di Mastella e di Viespoli che giganteggiano sopra me e voi, ma neanche di Nazzareno Orlando che pur volando un po’ più in basso dei due più sopra è in verità il vero leader dell’opposizione. Carminuccio Nardone non può essere il leader dell’opposizione perché non si può chiedere a chi ha governato per oltre dieci anni la Provincia di Benevento di opporsi alla sua stessa storia amministrativa. Il Pit forse si chiama così perché, come scrisse una volta Montanelli, quando sedeva ancora a via Negri a Milano, in un pezzo su un governo democristiano, sta a significare “’o pittammo” cioè lo pittiamo o pitturiamo facendo finta che sia nuovo anche se è sempre lo stesso governo democristiano. Ora Nardone democristiano non è  – anche se più passano gli anni e visti in prospettiva ex democristiani ed ex comunisti si somigliano e si pigliano sempre più –  ma è inutile riverniciarlo perché tutti lo sanno che è Nardone e, ciò che più conta, lo sa soprattutto lui, Carminuccio, che è Nardone e quindi opporsi alla sua storia gli fa un po’ senso.

Non è un caso che l’unica idea che il presidente di Futuridea ha avuto sia stata quella di pomiciare con Gianvito Bello e quelli dell’Api che, guarda caso, non sono all’opposizione ma al governo sia al Comune sia alla Provincia. E, guarda ancora di più il caso, sono loro che hanno in mano quel che resta della rete museale che doveva essere il fiore all’occhiello del bassolinismo in salsa sannita e proprio come il bassolinismo vero è fallito a Napoli così il bassolinismo falso è fallito a Benevento. A Napoli sta chiudendo il Madre che è la madre di tutte le sbagliate battaglie fatte per l’arte contemporanea. La Regione Campania non ha intenzione di mettere più soldi nella creatura di Cicelyn e il museo sta per chiudere e i suoi circa trenta dipendenti stanno per essere licenziati. A Benevento la situazione è più o meno la stessa: dalla Regione non arrivano soldi per ArtSannio e i dipendenti sono a secco. La strada da percorrere, se davvero si crede nell’iniziativa e nel servizio, è quella di privatizzare: lo abbiamo già scritto e lo riscriviamo, soprattutto perché la “futuridea” della Provincia è molto incerta e mentre le famiglie fanno sacrifici tra tasse, muti e pensioni l’agenzia dei musei sanniti non è di certo una priorità.

Insomma, io mi metto nei panni di Nardone: anche se mi trovo a Palazzo Mosti e non alla Rocca, come posso fare vera opposizione se sono stato per dieci anni tondi tondi e più a menare il torrone su per la Rocca e ora tutto quanto ho costruito, dal Marsec al malinconico trenino che ogni tanto si vede girare vuoto per la città lenta, è in via di dismissione? C’era  – ma lo dico solo in un passaggio –  qualcosa di balordo in questa storia della rete museale: Benevento non ha bisogno di musei ma di vita, aria fresca non mummie. Anche perché un museo spettacolare  – il Museo del Sannio –  già c’è, ma siccome sono tutti dei volponi lo hanno lasciato per anni senza una guida. Se avessimo avuto una guida, ad esempio, non avremmo messo nel logo di ArtSannio il nostro Ciro perché purtroppo Ciro non l’abbiamo e se uno lo vuole vedere l’unica cosa che deve fare è non venire a Benevento. Poi uno si meraviglia che ArtSannio è fallita.

Ora vi pare che Nardone possa fare opposizione a Benevento? Non può, soprattutto per ragioni di eleganza e decenza. La sua candidatura a sindaco di Benevento era stata fatta  – viste le condizioni del centrodestra –  per andare al secondo turno e così vincere ai punti. Ma visto che l’operazione è fallita, e una parte del centrodestra ha votato sottobanco il centrosinistra per fare le scarpe più a Viespoli che a Mastella, ora non resta che voltare pagina: Nardone poteva amministrare ma non può opporsi. Mastella lo sa, Viespoli lo sa, voi lo sapete, io lo so e se a nessuno gliene fotte un cavolo se l’opposizione c’è o non c’è, ha un leader o no, è perché tutti si svegliano la mattina e cercano di capire cosa fare per guadagnarsi la giornata piuttosto che pensare al Pit. Provate a fare la stessa cosa, che è meglio.


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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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Giornalista. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno e La Voce di Indro Montanelli. Ha fondato il blog Sanniopress.

     

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