RSS Feed

L’EDITORIALE | I partiti e la tigre da non cavalcare

1

gennaio 21, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Da qualunque parte prendiate la crisi italiana vi appaiono i partiti. Se, per fare un esempio immediato, dite che questo governo non ne imbrocca una  – e sappiamo che non è vero –  subito dite a voi stessi: ma perché i governi precedenti, quelli tutti politici e tutti partitici, che cosa hanno fatto? Se, per fare un altro esempio immediato, prendete in esame i provvedimenti delle liberalizzazioni e ne considerate la parzialità  – e anche qui sappiamo che non è vero –  subito dite a voi stessi: ma perché i governi precedenti, quelli tutti politici e partitici non si sono mai occupati di abbassare almeno la media della bolletta energetica? E si potrebbe continuare per molto, praticamente per ogni cosa che il governo Monti fa si può nominare la stessa cosa non fatta dai governi precedenti, tanto a destra quanto a sinistra. Allora? Allora, signori, responsabilità, non è dato soffiare sul fuoco, soprattutto se avete scelto liberamente e  – va dato atto –   con responsabilità di sostenere il governo che si chiama tecnico ma che con il necessario sostegno parlamentare è politico.

La Sicilia è ferma. Il movimento dei Forconi la paralizza. L’autotrasporto non trasporta più nulla (anche se ormai nel movimento ci sono divisioni e i camionisti vogliono andare ormai per la loro strada). Se in Italia, e non solo al di là dello Stretto, si fermano le quattro, sei, otto e dieci ruote si ferma l’Italia che, essendo già ferma di suo, diventerebbe una mummia in pieno Mediterraneo. Ma questo non è che l’inizio. I taxi hanno fatto la loro parte e anche il movimento dei tassisti si è spaccato. Quindi seguirà la protesta dei farmacisti, degli avvocati. Insomma, ogni “corpo sociale” si sente toccato e ferito mortalmente dalle liberalizzazioni che  – è bene ripeterlo –  si chiamano così perché liberano cioè impediscono monopoli e mercati protetti. Un tema che se si dà uno sguardo ai passati programmi elettorali sia a destra che a sinistra era ben presente ma poi  – ecco il punto  – è diventato assente (eccezion fatta per le celebri “lenzuolate” di Bersani). Stando così le cose, appare chiaro quale sia il dovere dei partiti: non soffiare sul fuoco, non lisciare per il verso del pelo i privilegi delle corporazioni e, insomma, non fare il doppio gioco. Sì, doppio gioco. Perché di questo si tratta: dal Pdl al Pd si sostiene il governo e dal Pdl al Pd non si può indicare nel governo un avversario o un nemico sociale da cui liberarsi o del quale non si condividono scelte e medicine amare. Il governo dei tecnici altro non sta facendo che ciò che il governo dei partiti politici ha sempre detto di voler fare e non ha mai fatto. Interessa molto poco qui il motivo dell’impotenza riformista dei governi di destra e di sinistra: ciò che conta è che i governi dei partiti politici non hanno avuto la capacità di riformare la società italiana per consentirle di essere più aperta, più giusta e più ricca di opportunità per chi ieri era giovane e oggi comincia ad avere una certa età.

Oggi ci sono i postmoderni vespri siciliani. Ieri ci sono state le vacanze romane dei tassisti arrabbiati e organizzati. Domani ci saranno altre proteste perché l’agenda del governo, a dispetto di chi pensa che si tocca Tizio e si salva Caio, riguarda tutti e attraversa per intero la società italiana. Proprio qui c’è per i partiti un ruolo ancora da svolgere. Che posto occupano in questa società italiana? Sono ancora rappresentativi di qualcosa in senso ampio o sono soltanto organizzazioni condizionabili fortemente da lobby e fette di elettorato radunato intorno alle professioni? La tentazione di cavalcare la tigre di ieri, di oggi e di domani è molto pericolosa. Non solo perché è pericoloso in sé soffiare sul fuoco sociale ma anche perché il problema non risolto è solo rinviato e, fatti due calcoli, indovinate a chi sarà rinviato? Dunque, dimostrino oggi di saper essere all’altezza del governo dell’Italia di domani. L’Italia di ieri è finita con un commissariamento. Quella di domani può iniziare sotto il segno della democrazia e della partecipazione, ma dipende da che cosa sapranno fare oggi i partiti. Perché Monti, da parte sua, ha dimostrato di saperci fare.

(tratto dall’edizione odierna di Liberal)


1 comment »

  1. Michele Sabella ha detto:

    Il cosiddetto “movimento dei forconi” è destinato a scomparire, perchè non c’è un leader, uno, che rappresenti LA richiesta; troppi capi e capetti di piccoli gruppi con richieste contraddittorie. Basterà che il governo dica: “Ok, chi è che comanda qui?” …che poi, non si capisce perchè autotrasportatori e agricoltori devono avere sgravi fiscali mentre alle forze dell’ordine vengono tagliate divise e carburanti, e per il normale cittadino fuori dalle caste che fa 120 km al giorno in auto per lavoro non ci sono sconti che tengano. Sorvolo sulle rendite in nero dei tassisti. E no, non riesco proprio a condividere la protesta di questi tizi in Sicilia che provocano disagi al resto della popolazione.

Rispondi

BLOGGER:

Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

Gennaro Malgieri

Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

Billy Nuzzolillo

Giornalista. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno e La Voce di Indro Montanelli. Ha fondato il blog Sanniopress.

     

Antonio Medici

Fondatore del blog Gourman.it, racconta “esperienze” enogastronomiche senza tecnicismi anche sui quotidiani Roma e Sannio.

     

Amerigo Ciervo

Docente. Da quarant'anni cercatore di musiche e storie

   

Guido Bianchini

Laureato in filosofia, studioso di pensiero ebraico moderno e di onto-teologia contemporanea.

   


Cerca nel sito

Categorie

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi post.

I libri di Sanniopress