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L’EDITORIALE | La movida e il parcheggio abusivo della prefettura

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gennaio 25, 2012 by admin

foto tratta dal gruppo Facebook del comitato di quartiere del centro storico

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Sentite, facciamo così: mettiamo tra parentesi la sotto e la piccola borghesia, il tacco 12 e le tette, er pomata, i tamarri e perfino le sottile analisi economiche che amo come si ama il dentista e guardiamo solo una cosa: questa fotografia. L’avete vista? Bene. La conoscevo già: sia come fotografia sia come realtà. Adesso, diciamoci la verità: vi sembra normale che la prefettura sia praticamente circondata dalle automobiline e dalle automobilone, dalle Smart e dai Suv? Guardate sia la foto sia quello che vi dico: non ho alcuna intenzione di fare polemiche. Non voglio prendermela con nessuno, non è il mio stile prendermela con qualcuno. Noi qui ci limitiamo a fare una sola cosa: a raccontare la città. Lo faremo bene, lo faremo male, non lo so. Raccontiamo nell’intenzione dichiarata di discutere per cercare di vivere meglio. Ora  – e vengo al punto –  delle due l’una: o il prefetto non sa niente o Michele Mazza è diventato un parcheggiatore abusivo. Voi che dite?

Lo so perché mi sono informato. Il dottor Mazza è un buon funzionario dello Stato. Sa il fatto suo. Può darsi che, come usano fare i prefetti soprattutto quando lavorano vicino casa, il sabato e la domenica ritorni nella sua città d’origine. Quindi non sa bene cosa accade, perché non lo sa per esperienza personale ma solo per sentito dire dai suoi collaboratori, non sa bene che cosa accade a Benevento nei fine settimana quando la movida dà il meglio di sé. Sa però che cosa accade nei giorni precedenti e se ne può fare facilmente un’idea, perché la movida a Benevento inizia a metà settimana. Insomma, il prefetto sa. Bene, questo “sa” è importante. Il gran casino della movida infatti cresce tutto in questo “sa”. Chi è che sa? Il prefetto sa. Il sindaco sa. L’assessore sa. Il questore sa. Il comandante dei carabinieri sa. Insomma, sanno. Sapevano. Questo è il punto: loro sapevano. Ma pur sapendo non hanno fatto. La movida oggi va salvata dalla movida  – e su questo punto poi tornerò se ne avrò ancora voglia nel prossimo pezzo –  perché è nata ed è stata fatta crescere male. Il problema è l’arché. Ahm scusate, mi è scappata la parola arcaica. Riscrivo: il problema è il governo delle cose e delle azioni. Il sindaco ha chiuso un locale, ne ha chiuso un secondo, ne ha chiuso un terzo. Ma se ieri non avessero chiuso gli occhi oggi non avrebbero bisogno di chiudere i locali. Se ieri non avessero chiuso le orecchie oggi non dovrebbero ascoltare le mille, le duemila lamentale dei residenti e di chi vuole  – in questo caso legittimamente –  chiudere occhio.

Allora, è il caso che ognuno ritorni a fare il suo mestiere: il parcheggiatore il parcheggiatore, il prefetto il prefetto, il sindaco il sindaco, i vigili i vigili, il gestore il gestore (sui gestori apro una parentesi: vi stiamo dando una mano, date una mano alla città, alle famiglie, ai giovani, cafoni e vip). La prefettura è un soggetto sensibile ma la fotografia qui testimonia in modo oculare che è assente. E’ talmente sensibile che si può toccare con una mano, con due mani e non solo con le mani, si può innaffiare, colorare, profumare. Se le istituzioni fossero presenti e facessero semplicemente ciò che devono  – far rispettare le regole delle leggi –  il problema della movida cattiva a Benevento non ci sarebbe e avremmo solo la movida buona e decente. E, per piacere, non si ripeta la storia dei tagli, che non ci sono i soldi, che non ci sono gli uomini. Non ci vuole uno schieramento di forze. Si tratta di non far parcheggiare le automobili a Corso Garibaldi, di dare il senso del rispetto delle regole a iniziare dalle automobili. E’ difficile? Credo di no. Ma a volte anche le cose facili diventano difficili. In fondo, il parcheggio selvaggio è tipico dell’area della prefettura. Nella notte della movida si parcheggia ovunque, avanti, dietro, di lato, sopra, sotto. Di giorno, dal lunedì al venerdì, si parcheggia soprattutto dietro e di lato e nella piazzetta davanti Arcos. Ma nessuno vede una mazza. Dottor Mazza, ci pensa lei?


2 comments »

  1. Anonimo ha detto:

    La movida beneventana è la causa di ogni male

  2. Giovanni Quaranta ha detto:

    Al Sindaco basta dire che adesso abbiamo la Città dell’Unesco…
    Poi grazie agli idioti voleranno lavatrici,frigoriferi e quant’altro…alle prossime elezioni.
    Si…perchè a benevento gli elettrodomestici hanno le ali non lo sapevate?
    E poi basta dire che questa è l’unica giunta che è riuscita ad avere 65 mln di euro per il più europa…si…più europa perchè è quella che conta.Tra l’altro sono stati 40 quelli presi e 25 quelli persi…quindi casomai c’è stata anche una incapacità nel saperli raccogliere tutti.
    Con il presepe di Dalisi Del Vecchio ci ha fatto andare ancora più in alto…altro che Europa…adesso siamo MONDIALI.
    Cosa vuoi che se ne freghi il sindaco di sollecitare le forze dell’ordine…nemmeno saprebbe a chi rivolgersi…e poi adesso hanno anche le divise nuove…stanno bene così.
    Lasciamoli dormire…tutti.

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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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