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Robin Hood eviti lo scandalo dell’assunzione alla Provincia-yogurt

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gennaio 27, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Dov’è Robin Hood? Chiamatelo perché abbiamo bisogno di lui. La Provincia è ormai a tempo determinato ma vuole assumere un alto dirigente a tempo indeterminato così mentre lei morirà lui vivrà. E’ un caso perfetto per le frecce di Robin Hood che, secondo leggenda, ruba ai ricchi per dare ai poveri. Ricorderete tutti che nel passaggio tra il 2011 e il 2012, leggendo il bilancio finanziario della Regione Campania, il nostro eroe seppe fustigare il malcostume degli sprechi e dei privilegi del mondo politico a cui appartiene e lottò con passione pari a intelligenza. Aveva ragione da vendere. Dunque, se tanto mi dà tanto, ora Robin Hood sarà pronto ad evitare anche questo spreco e questo privilegio che riguarda non la Regione, dove è all’opposizione, ma la Provincia, dove è in maggioranza. Un gioco da ragazzi, non trovate?

Chissà perché, invece, quando gli sprechi e i privilegi riguardano il proprio partito sono difficili non solo da combattere ma persino da vedere, mentre si osteggiano alla grande e si rendono visibili quando riguardano gli altri partiti. Il noto detto “l’erba del vicino è sempre più verde” in questo caso si capovolge e dice “l’erba del partito vicino è sempre più sporca”. Quanta è sporca l’erba del Pd? L’erba di casa del Pd avrebbe bisogno di un buon diserbante perché è cresciuta tanta erba cattiva e la gramigna ha preso da tempo il sopravvento. Diciamo un po’ le cose come stanno. Vi va?

Dunque, il Pd è un partito di potere. Inutile, come sappiamo, ma pur sempre potere. Anzi, più è socialmente inutile e più è partito di potere. Carmine Nardone ha amministrato la Provincia per ben due mandati. Tuttavia, con la politica di Carminuccio  – so che non si offende se lo chiamo così, Nardone è un gran signore –  si può essere in accordo o in disaccordo ma la sua non è stata una politica per il potere. A partire dal bilancio che ha amministrato in modo oculato. Nemmeno si può dire che Nardone abbia occupato, marcato il territorio, fatto assunzioni folli. Eppure, aveva come compagno di viaggio Mastella il quale, però, se anche ogni tanto chiamava alla Provincia, ora per questo ora per quello, non aveva poi chissà quali pretese e, anzi, aveva quasi un che di timoroso nell’alzare il telefono. Quando Nardone esce di scena le cose cambiano. Sapete perché? Perché cambiano soprattutto le cose nel partito. Qui è Robin Hood a prendere il sopravvento. La musica cambia, gli uomini di Nardone  – che avevano dei ruoli in base alle cose create, discutibili o meno ma pur sempre con un loro valore –  sono messi in disparte, via via sostituiti e prende subito il largo il dominio del ciclo dei socialisti della Benevento da bere. Con la bufera che si abbatte sui Mastella si verifica anche un altro fenomeno: il Pd è fatto apposta per accogliere tra le sue braccia gli ex democristiani, così i mastelliani in mezzo alla bufera si aggrappano al legno democratico che è una perfetta zattera per naufraghi. A Palazzo Mosti, ad esempio, il primo dei mastelliani, Fausto Pepe, lascia la nave che affonda, l’Udeur, e sale sulla nave che galleggia, il Pd. Con gli ex democristiani il Pd diventa sempre più partito di potere. E più aumenta il potere più diminuisce l’amministrazione oculata.

Ora, proprio perché di partito di potere si tratta, Robin Hood è l’uomo giusto al posto giusto: deve muovere solo un dito per prendere la freccia giusta ed evitare che la Provincia-yogurt in scadenza si doti di un dirigente parzialmente scremato e a lunga conservazione.


BLOGGER:

Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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Docente. Da quarant'anni cercatore di musiche e storie

   

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