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L’EDITORIALE | State buoni se potete o il segno di Zarro

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gennaio 31, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Buoni, state buoni se potete. Le parole di San Filippo Neri vanno bene per tutti, grandi e piccoli, amministratori e amministrati, politici e giornalisti, indagati, imputati e magistrati. State buoni. Lo so che non si attende altro che scoppi il bubbone a Palazzo Mosti ma si attenda con stile, calma, decenza. In giro c’è agitazione, ci si augura la rovina altrui per avere benefici propri. Non è un bel sentire e un bel vedere. E’ come quando nel calcio il tifoso spera che qualcuno degli avversari si azzoppi così risulta più facile vincere. Proprio come ripete quel tormentone pubblicitario: “Ti piace vincere facile, eh”. Ma che gusto c’è a vincere facile? La disgrazia altrui non genera il valore proprio. Il sentimento quasi di odio nei confronti dell’avversario diretto o della controparte non fa bene né all’uno né agli altri. Avvelena il clima. Fa male alla città. State buoni se potete.

Giovanni Zarro, persona garbata, intervistato da Teresa Ferragamo, ha stilato quasi un Decalogo del Buon Indagato o del Buon Imputato o del Buon Galeotto. Ancora non è giunto nulla, non si sa se arriverà, ancora non è scoppiato alcun bubbone, non si sa se scoppierà ma Zarro si è preoccupato già di lasciare il segno: il famoso segno di Zarro. Bisogna far così, bisogna far colì, non bisogna far così, non bisogna far colì. Una volta c’era l’avviso di garanzia recapitato a mezzo stampa, adesso c’è l’avviso di buona condotta del politico sottoposto a indagini o rinviato a giudizio a mezzo stampa. Giovanni Zarro è un ex democristiano ma non un ex cristiano ma da quello che dice sembra di capire che tra le regole del decalogo del buon indagato ci sia soprattutto quella del primato del partito. Ma Parigi non val bene una messa, meglio attenersi alla coscienza. State buoni, dice San Filippo. E se l’indagato o gli indagati o i coinvolti vorranno parlare parleranno. In fondo, se vogliamo dirla tutta, il segno di Zarro andava lasciato prima e non dopo. Il Pd a Benevento ha qualche serio problema al suo interno e non sarà con il silenziatore che si risolveranno. Dunque, state buoni se potete e non mettete il carro davanti ai buoi o al bove.

Alla Provincia tutto tace e tutto si dice. La Cgil ha visto, sentito, ascoltato e ha detto: nominare un alto dirigente a tempo scaduto è uno scandalo. Lo abbiamo detto anche noi: se la Provincia è a tempo determinato non si può nominare o assumere un dirigente a tempo indeterminato. State buoni, state buoni. Aspettate la naturale fine del mandato. Lasciate i conti in ordine. Non è tempo di assumere. Questa Provincia ha già tante carrozze e carrozzine che non si sa dove parcheggiare, come smontare, in quale cimitero amministrativo avviare per dare loro degna sepoltura. Il Pd  – che come sapete è il partito di potere del Sannio –  tace, non dice, sente ma non ascolta, attende che l’attenzione cali per poi calare l’asso pigliatutto. Sbaglia sapendo di sbagliare. La spada di Zarro potrebbe intervenire anche qui. Anzi, è bene che intervenga qui e stili un buon decalogo per il buon amministratore. Una buona regola è quella che dice: i decaloghi è bene farli e farli rispettare prima e non dopo. La prima regola è questa: state buoni se potete.


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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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