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L’INTERVENTO | Adesso bisogna spalare la neve e tenere a bada gli sciacalli

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febbraio 5, 2012 by admin

di Gabriele Corona

(Sanniopress) – Ci sarà tempo nella prossima settimana per analizzare le ragioni dei ritardi, degli errori e delle responsabilità per gli interventi connessi alla “emergenza neve” di competenza degli enti e delle autorità preposte, ma adesso dinanzi all’annuncio di altre corpose nevicate, non c’è tempo per le polemiche che pure sono, e saranno, legittime. Ora bisogna rimboccarsi le maniche in una condizione difficile anche per il livello di degrado delle relazioni umane e civili in questa città.
E’ noto che quando una comunità si ritrova in emergenza, per qualunque ragione, possono accadere due cose: ritrova il significato della solidarietà oppure esalta le negatività e gli egoismi.

Ero molto giovane quando ci fu il terremoto del 1980 ma ricordo bene la gara di solidarietà che i cittadini di ogni quartiere, di ogni contrada o condominio furono capaci di organizzare per passare quella notte drammatica tra tende improvvisate, assistenza e cura ai bambini e agli anziani, rifocillamento collettivo. Questa volta, invece, si notano comportamenti diversi e preoccupanti che esaltano le differenze da tempo presenti tra noi beneventani, incapaci di ragionare come comunità. Accade, infatti, che gli assidui passeggiatori di Corso Garibaldi si lamentano perché notano comuli di neve anche nel salotto buono, ma non si rendono conto di quanto accade in molte contrade, senza energia elettrica da alcuni giorni, con gli abitanti costretti a sciogliere la neve per bere, isolati per la impraticabilità delle strade. Ci sono certamente le responsabilità delle autorità preposte, ma la mancanza di solidarietà degli altri cittadini è un segnale drammatico. Succede pure che al Supermercato le persone civili lasciano l’auto nel parcheggio in mezzo alla neve, mentre quelli abituati a sentirsi i padroni della città, lasciano il macchinone fuori dagli spazi di sosta, vicino all’entrata, incuranti del disagio che questo provoca ad altri. L’emergenza neve rende ancora più visibile l’atto d’assoluta arroganza di quei personaggi che lasciano l’auto regolarmente in seconda fila anche quando una parte della carreggiata è occupata dalla neve. Si tratta, in genere, di “figli di papà” o delinquenti, che così facendo devono esprimere il loro potere e la necessità di differenziarsi dai fessi che rispettano le regole. E durante questa emergenza accade anche di peggio. Qualche commerciante, ad esempio, vende i doposci ad un prezzo doppio di quello chiesto il giorno prima.  Ma su chiesto sciacallaggio torneremo perché adesso vogliamo mettere in risalto anche gesti e comportamenti responsabili, come quello del poliziotto che è andato a lavorare con il trattore, i  contadini che hanno portato soccorso ai loro vicini, i cittadini che hanno fatto rete con i giornalisti per segnalare le necessità di interventi urgenti.

Accogliamo inoltre con grande piacere altre quattro buone notizie: il sindaco Fausto Pepe e il consigliere Carmine Nardone, capo dell’opposizione, si sono sentiti ed hanno deciso di mettere insieme le loro competenze ed esperienze per gestire l’emergenza; il presidente dell’ASIA, Lucio Lonardo e l’assessore provinciale all’ambiente, Gianluca Aceto, hanno trovato il modo di assumere per l’emergenza i dipendenti dei Consorzi Rifiuti da tempo senza lavoro; due noti intellettuali, il vice sindaco Raffaele Del Vecchio e l’ex assessore alla cultura, Nazzareno Orlando, oggi e domani insieme spaleranno la neve ghiacciata, soprattutto nei luoghi frequentati dagli anziani, con tutti i volontari che vorranno seguire l’esempio; i sindacati hanno chiesto a tutti i dipendenti del Comune e degli altri Enti interessati di effettuare volontariamente due ore di straordinario non retribuito.

Purtroppo si tratta di notizie che, per ora, non sono veritiere, ma potrebbero diventarlo.

* presidente Altrabenevento


1 comment »

  1. Anonimo ha detto:

    Trovo agghiacciante ed assolutamente irrispettoso citare la tragedia del terremoto del 1980 per corroborare la propria vis polemica e il proprio protagonismo.
    Caro Corona, molti beneventani, magari in buona fede (e a volte ipotizzarlo non fa male), hanno vissuto quest’inattesa nevicata con gioia, ignari che potessero esserci persone nelle contrade con disagi tanto marcati; tra di essi c’è il sottoscritto. Lo confesso: sono uscito a passeggiare e ho giocato a palle di neve. Lo confesso, non sapevo che ci fossero persone senz’acqua, l’ho appreso da lei solo ora ma mi scuso comunque per tale indicibile mancanza. Chiedo perdono per non aver intuito da subito la portata dell’immane tragedia in atto e per essermi invece dedicato alla progettazione e realizzazione di un pupazzo di neve.
    Terminato il momento sarcastico, chiudo con una considerazione personale. Mi piace pensare che la comunità cui appartengo sia migliore di quella descritta dalle cornacchie intellettualoidi di cui Benevento si sta lentamente gonfiando. Mi piacerebbe sapere, visto che lei si permette di giudicare ed offendere un’intera comunità, quali siano stati invece i “suoi” atti di solidarietà nei confronti delle persone disagiate. Immagino si sia incamminato scalzo (noi insensibili beneventani siamo rimasti senz’auto, approfitto per scusarmi anche di questo) verso contrade come Torre Alfieri portando in dono luce, gas e mirra. In attesa di ricevere un Suo immeritato perdono, La saluto.

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