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L’EDITORIALE | La sanità dei tagli e dei crescenti disservizi. Anche nel Sannio

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febbraio 22, 2012 by admin

di Billy Nuzzolillo

(Sanniopress) – Quarantacinquemila posti letto tagliati in 10 anni, soprattutto nelle strutture pubbliche. Attese nei pronto soccorso anche di 12 ore. Carenza cronica di personale e difficoltà a essere trasferiti in un vero posto letto se si rende necessario il ricovero. E, più in generale, un incremento del ricorso alle strutture private accreditate in 12 regioni su 20.

E’ quanto emerge dai dati dell’Annuario statistico del ministero della Salute elaborati da Quotidiano sanità. Numeri che evidenziano come la riforma della sanità abbia finora portato principalmente tagli di posti e piani di rientro (con ulteriore ridimensionamento dell’offerta sanitaria in quasi la metà delle regioni, Campania compresa).

Una situazione che ha coinvolto anche la Provincia di Benevento dove nel  2010 è stato aperto l’ospedale Sant’Alfonso Maria de Liguori di S. Agata dei Goti ed è stato contestualmente chiuso l’ospedale Maria SS. delle Grazie di Cerreto Sannita.

I risultati di questa scelta sono drammaticamente evidenti. Gli abitanti della valle Telesina (circa 80.000 utenti) sono stati privati di una struttura ospedaliera che risultava essere tra le più efficienti, nel rapporto costi/benefici, della regione Campania tanto da attestarsi all’11° posto sui 77 ospedali esistenti sul territorio regionale. Oggi i cittadini sono costretti a rivolgersi, per lo più, all’azienda ospedaliera Rummo di Benevento che dista circa 40 chilometri dall’ospedale cerretese oppure, laddove sia possibile in base ai servizi offerti, alla nuova struttura saticulina, che ne dista invece 33.

L’ospedale Rummo è sempre più in affanno in conseguenza del considerevole aumento del numero degli utenti che vi si recano in seguito alla chiusura della struttura cerretese. Il pronto soccorso viene letteralmente preso d’assalto, con conseguente aumento del tempo medio d’attesa. Lo stesso dicasi per le prestazioni specialistiche erogate.

Intanto, presso l’ex ospedale di Cerreto sono rimasti attivi solo il servizio di primo soccorso h24,  il laboratorio di analisi, il servizio farmacia, il servizio Centro unico prenotazioni e il servizio radiologia. Sostanzialmente una struttura fantasma con quattro piani completamente abbandonati e con costosissimi macchinari inutilizzati. Eppure, nella vicina Telese l’Asl spende cifre iperboliche per  affittare i locali in cui sono attualmente offerti i servizi sanitari…

Al contempo, lo scorso mese di dicembre la Cgil ha denunciato che “le risorse disponibili per l’ospedale Sant’Alfonso Maria de Liguori di S. Agata dei Goti  consentono di attivare appieno le Unità Operative complesse di Medicina Generale, di Chirurgia Generale e di Ortopedia e Traumatologia, dovendosi rinviare l’attivazione in regime di ricovero ordinario delle Unità Operative di cardiologia, geriatria, oncologia e terapia intensiva e, conseguentemente, dovendosi prevedere, allo stato, un’attività in regime di DH ed ambulatoriale di cardiologia ed oncologia”. Il documento sottolineava anche che “allo stato è possibile rilevare che la Unità Operativa di Oncologia opera un semplice servizio di Day Hospital essendo carente di numero sei unità mediche; quella di Cardiologia è carente di quattro unità mediche, nel mentre le unità di Geriatria e Terapia Intensiva sono non operative essendo del tutto sfornite di risorse umane e strumentali. A ciò si aggiunga che con decorrenza 1 febbraio sono stati sospesi i ricoveri urgenti da Pronto Soccorso presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia, rendendo di fatto non completamente operativo il servizio di emergenza 118”.

Insomma, come a dire: non c’è carburante a sufficienza per utilizzare la nuova e lussuosa autovettura sportiva appena acquista, che resta dunque per lo più parcheggiata nel garage. Carburante che, invece, sarebbe stato sufficiente per circolare con l’autovettura rottamata che, tutt’al più, richiedeva solo qualche piccolo intervento di manutenzione. Intanto, però, si utilizzano le costose autovetture prese a noleggio (strutture sanitarie private) perché i mezzi pubblici (ospedale Rummo) sono sovraffollati ed hanno tempi di attesa lunghissimi.

Vi sembra normale tutto ciò?


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