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L’EDITORIALE | E nel Pd sannita non vola una mosca

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marzo 21, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Per capire la stranezza di quanto accade, proviamo a fare un esempio capovolgendo le parti. Immaginiamo che il sindaco di Benevento non sia del Pd ma del Pdl, che non vi sia una giunta di sinistra ma di destra, che la città e la provincia non siano governate, come accade ormai da molto tempo, dal centrosinistra ma dal centrodestra. Anzi, per completare meglio il quadretto, facciamo l’ipotesi più succulenta per i tanti giacobini, intellettuali di sinistra e innamorati pazzi dei pubblici ministeri che ci sono nel Pd ossia facciamo finta che il sindaco di Benevento non sia Fausto Pepe ma o Clemente Mastella o Pasquale Viespoli e immaginiamo che la loro amministrazione sia indagata, che i loro uomini e collaboratori siano al centro di indagini e che loro stessi, proprio in qualità di “primo cittadino”, siano andati prima in Procura e poi alla Dda e, insomma, risultino anche indagati. Secondo voi, nel Pd ci sarebbe il silenzio assordante che c’è ora? Starebbero tutti zitti e mosca con le braccia conserte come fanno ora? Starebbero tutti buoni buoni a far finta di nulla come ora? Ci sarebbe questo universale fischiettio dedito all’indifferenza e pensoso solo della bella e soleggiante primavera?

Altro che primavera. Secondo me  – ma credo, se me ne date il permesso, anche secondo voi –  si parlerebbe già da molto tempo del bisogno di fare chiarezza, della necessità di un dibattito, della inevitabilità delle dimissioni e si annuncerebbe  – adesso sì –  una nuova primavera della politica e dello spirito per la Benevento migliore che merita di essere amministrata dai migliori. Invece, nel Pd non vola una mosca e se si sente un ronzio non è per dire “parliamo e capiamo” ma “zitti e mosca” come in pratica fece qualche tempo fa Giovanni Zarro annunciando un inedito decalogo del buon indagato e imputato del Pd che avrebbe dovuto avere a suo modello la “virtù” silente di un Primo Greganti.

Il partito dei migliori e dei giusti è per sua natura incriticabile. Il partito dei giusti e dei migliori sarebbe il migliore dei partiti se fosse anche criticabile. Invece, la stranezza del partito dei migliori è proprio questa sua natura antidemocratica che ha nel suo fondo: una volta che i migliori sono andati al potere non c’è più bisogno di esercitare la funzione e il potere della critica. Perché criticare chi è legale, giusto, onesto, ottimo, massimo, migliore? Chi oserà mai sottoporre a critica il partito che ha portato al potere la stessa intelligenza critica? Non a caso le uniche parole uscite in ordine sparso sono state quelle dell’assessore Abbate che un po’ disse senza voler dire e un po’ disse perché voleva dire. Un pò pochino per avviare e fare un dibattito serio nel partito che governa Benevento e provincia ormai da quindici e passa anni.

Allora, se nessuno dice niente, sarò io a lanciare il primo articolo e dire che un partito che per sé ha scelto il nome di “partito democratico” deve esercitare al suo interno questa democrazia che è tale non solo quando si esercita, con critiche e sentenze politiche prima che giudiziarie, nei confronti degli avversari ma anche e soprattutto quando si esercita nei suoi riguardi e sull’operato dei suoi uomini e sindaci e amministratori. Fin da ora il Pd, lasciando da parte il lavoro della magistratura, può portare il suo importante contributo per fare chiarezza sulle cose di ieri e le cose di oggi, sulle campagne elettorali, sugli appalti, sulle spese e su un’amministrazione comunale che sta passando nel silenzio assordante del Pd dall’anonimato alla sterilità.


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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. Ha diretto Il Sannio, è stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente e notista politico di Liberal. Scrive per il Corriere della Sera e Il Giornale.
     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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