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MARANO | ”Non sono uno scendiletto” dice il cronista schiaffeggiato dal sindaco

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marzo 26, 2012 by admin

di Arnaldo Capezzuto

(Sanniopress) – “Sono amareggiato e anche indignato, perché il sindaco Mario Cavallo e l’Amministrazione comunale non hanno detto una parola per esprimermi solidarietà dopo un fatto così grave che si è verificato in pubblico. Mi amareggia, ma certo io non mi scoraggio per questo. Ho avuto un mare di solidarietà (leggi le dichiarazioni in coda all’intervista) dai miei colleghi giornalisti e ho presentato una denuncia circostanziata. Continuerò a scrivere articoli raccontando i fatti, anche quando a qualcuno non fanno comodo, perché io sono un cronista, non sono uno scendiletto”, dice ad Ossigeno Nando Bocchetti.  Parla come un fiume in piena dell’episodio che suo malgrado lo ha contrapposto al primo cittadino del suo paese, che nel frattempo il 23 marzo si è dimesso.

“Marano è una cittadina particolare. Il sindaco Cavallo – racconta Bocchetti – è arrivato dieci mesi fa con una gran voglia di rinnovare tutto, ma poi tutto si è arenato. Il clima è pesantissimo. Qui accadono tante cose. Questo è un territorio devastato dall’abusivismo e dal malaffare. Su questo Comune storicamente hanno pesato il clan Polverino ed i Nuvoletta. Famiglie malavitose importanti che continuano ad esercitare un’influenza e un potere evidente, nonostante gli arresti ed i sequestri che hanno subito. C’è molta tensione perché si prevede che a breve arriverà una pioggia di denaro, dai fondi europei. Presto saranno disponibili circa 20 milioni di euro per completare i lotti di edilizia popolare per l’espansione prevista dal vecchio piano regolatore. Soffia il vento degli affari e i nervi sono a fior di pelle. In questo contesto i giornalisti che riportano notizie e le approfondiscono non sono ben graditi. Anzi prendono schiaffi, vengono intimiditi e spero che non debbano rischiare la pelle.

Tu lavori qui, ma è la prima volta che ti accade qualcosa del genere?

“Sì.  In passato non sono mancate minacce e fastidi vari. Ma è la prima volta in assoluto che vengo aggredito e schiaffeggiato pubblicamente. Non è stato piacevole e ho capito che dovevo reagire. Non ci ho pensato su due volte. Mi sono recato dai carabinieri e ho denunciato l’aggressore indicandone nome e cognome. E’ spiacevole, ma non voglio farne un dramma. L’importante è che l’episodio si chiarisca. So bene che il nostro mestiere prevede una percentuale di rischio. Ciò che mi indigna è il silenzio omertoso dell’Amministrazione comunale ed in particolare del primo cittadino dimissionario”.

Perché l’ex sindaco ce l’ha con te?

“La settimana scorsa ho scritto un pezzo di cronaca politica.  Fra l’altro ho raccolto le lamentele di un consigliere di maggioranza che ha criticato l’operato del sindaco Cavallo. L’ articolo è uscito venerdì scorso 16 marzo su Il Mattino. Inaspettatamente, lo stesso giorno, mi ha telefonato il primo cittadino. Era quasi mezzanotte. E il sindaco Cavallo non è uno che chiama abitualmente.  Notoriamente non è un amministratore molto predisposto verso l’informazione, non gli piace rispondere alle domande dei cronisti e non gli piacciono le critiche. Insomma non gli piace il confronto e il contraddittorio. Da cinque mesi non si presentava più in Consiglio comunale. Quella sera, al telefono, con un voce alterata e  senza tanti giri di parole,  il sindaco mi ha detto di non aver gradito il mio articolo. Lo ha definito fazioso, ha detto che ad arte avevo travisato le dichiarazioni di un consigliere di maggioranza. Sono stato ad ascoltarlo e gli ho fatto presente che avevo riportato le dichiarazioni di quel consigliere in modo letterale. A questo punto il sindaco ha cominciato a parlare in tono intimidatorio. Ha detto minacciosamente che ne avrebbe parlato con il direttore del mio giornale. Vedrai, disse, che non ti farà più scrivere una notizia di politica. Ho cercato di farlo ragionare. Gli ho detto, guardi, io voglio unicamente fare il mio mestiere e cerco sempre di evitare le polemiche. Alla fine sono riuscito a strappargli un appuntamento per chiarire la faccenda. Dovevamo vederci il giorno seguente, davanti al Comune. Su mia richiesta sarebbe venuto anche il consigliere da me intervistato. L’indomani io e questo consigliere abbiamo atteso invano il primo cittadino. Non si è presentato all’appuntamento”.

E tu non hai cercato un altro incontro?

“Certo. Due giorni dopo, lunedì 19 marzo, ho seguito una conferenza stampa. Poi, mentre mi trovavo davanti al Comune, ho visto passare il sindaco e gli ho ricordato il mancato appuntamento. Lui si è fermato a guardarmi, visibilmente infastidito, e ha gridato: “Tu ci hai scassato il c…”. Ci sono rimasto male, ma non ho reagito,  ho solo cercato di allontanarmi, ma uno del suo seguito, un dipendente comunale, mi è saltato addosso come una furia, mi ha scaraventato contro un’auto in sosta e mi ha dato due schiaffi in pieno volto. Alla scena ha assistito una cinquantina di persone. Il primo cittadino non è intervenuto. E’ entrato in macchina ed è andato via. Io non ci ho pensato due volte. Sono andato dai carabinieri ed ho presentato una denuncia circostanziata, raccontando i fatti e facendo nome e cognome dell’aggressore. Ho anche indicato numerosi testimoni, fra cui vigili urbani e qualche consigliere comunale che erano presenti.

Non te l’aspettavi proprio. 

Un’aggressione verbale, una frase intimidatoria, una protesta con il giornale, queste cose io la metto in conto. Ma un’aggressione fisica in pubblico è un’altra cosa. Inoltre mi preoccupa e mi amareggia che l’Amministrazione comunale di Marano non abbia preso posizione, non mi sia stata solidale con me.

Ma continuerai a fare questo lavoro?

Vuoi scherzare? Io sono un modesto corrispondente di zona, ma amo il mio mestiere di cronista. Ho fatto la gavetta in quotidiani come NapolipiùIl RomaNapolissimo e infine ho cominciato a collaborare con Il Mattino. Sono un giornalista corretto, scrupoloso. Rispetto tutti e riferisco i fatti per quello che sono. Non mi va di abbellire i fatti per fare fare bella figura a qualcuno. Insomma, per capirci, sono un gironalista, non sono lo scendiletto di nessuno. Da queste parti molti non capiscono che il ruolo del giornalista è questo. Molti confondono il ruolo del cronista con quello dell’addetto stampa di un politico o di un ente. Sono due mestieri distinti. Un cronista non lavora nell’interesse di qualcuno o di alcuni in particolare, ma nell’interesse di tutti.

L’Ordine dei giornalisti, l’Assostampa, il cdr del Il Mattino, i colleghi tutti si sono stretti al tuo fianco.

Sì, e li ringrazio. Tanta solidarietà mi commuove e mi dà la forza di continuare. Mi avrebbe fatto bene anche un attestato del mio Comune. Avrei gradito anche le scuse del mio aggressore. Se mi avesse chiesto scusa avrei ritirato la denuncia.

(tratto da Ossigeno per l’informazione)


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