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Il mistero della Resurrezione nelle parole di un giovane sacerdote

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aprile 9, 2012 by admin

di Enrico Cavallo

(Sanniopress) – Ieri mattina sono stato a Messa come faccio da quando sono ritornato in Chiesa dopo tanti anni di assenza quasi totale. Gli argomenti erano noti. A Pasqua e si celebra la resurrezione di Gesù. Ma non è di questo che vi voglio parlare.

Vi racconto infatti del sacerdote che da qualche mese celebra la messa nella chiesa dove vado io.
E’ un sacerdote giovane, che era alla sua messa n. 314 (le conta !?), ma poco importa che non sia un “veterano”, perchè ha conquistato tutti, subito, grazie ai suoi modi garbati e gentili.
Se n’è accorta persino mia madre, oggi quasi novantenne. Quando si rivolge a me mi dà, prima di tutto, una gomitata, giusto per richiamare la mia attenzione, e poi aggiunge i suoi commenti a voce; a proposito del prete ha sentenziato tempo fa :”hai visto com’è bravo questo prete”.
Come abbia fatto mia madre ad accorgeresene non lo so, a volte sembra quasi che dorma, eppure non le sfugge mai nulla e questo prete ha certamente qualcosa di speciale che ha richiamato anche la sua attenzione.

E ieri ci ha parlato, naturalmente, della resurrezione di Gesù.
Di quella resurrezione che, per sfolgorante che sia stata, non è però stata annunziata con gloria e clamori, ma addirittura è stata rivelata per prima ad una prostituta. Si, proprio cos’, a quella Maria di Magdala che se avessero lasciato fare ai suoi contemporanei sarebbe stata messa a morte senza scrupoli nè riguardi.
E poi a Pietro, quello su cui Gesù contava tanto, quel Pietro che però non aveva esitato a rinnegarlo ripetutamente per aver salva la vita.

Ma non è questo che mi ha colpito, è una storia “nota”, dopi tanti secoli non fa la stessa sensazione (!?) sentire di questo figlio di Dio che perdona ai peccatori, e perchè no alle prostitute, che disdegna i potenti e preferisce farsela con gente umile.

Il fatto è che il sacerdote, di suo, ci ha parlato del SUO incontro con Gesù. L’incontro di quando lo ha chiamato a sè, avviandolo al sacerdozio. Ma anche di quando lo incontra per strada nella gente comune o di quando lo trova nelle persone che, lontane dalla Chiesa da anni, trovano o ritrovano la fede.
Ci ha parlato del Gesù che incontra quando va alla stazione con latte caldo, caffè, brioches… per improvvisati “servizi in camera” ai diseredati che hanno dormito lì, tutta la notte al riparo della sola tettoia della stazione.
O, ancora, del Gesù che incontra quando dà occasionale lavoro ad immigrati che non hanno nulla di chi vivere, solo una disperazione totale ed assoluta, senza nessuna speranza.

Di quello che vede nei ragazzi che trova buttati giù dal treno, perchè senza biglietto, disperati, spaventati, impossibilitati a sopravvivere col nulla che hanno intorno.
E’ un Gesù che emerge, prepotente più che mai; perchè emerge dai sorrisi increduli, quando si accorgono che nel mare della loro disperazione ed emarginazione c’è ancora un filo di speranza legato a quella mano che gli sta porgendo un aiuto insperato.
Perchè c’è poco da illudersi, chi è povero è anche un emarginato, e c’è poco da scegliere perchè nessuno preferisce avere amici poveri.

E nella storia che ci ha raccontato questo giovane sacerdote probabilmente molti di noi si sono riconosciuti nel suo ruolo caritatevole.
Perchè per fortuna accade ancora (molto di più alla gente semplice) che a furia di dare un mancia – non mi piace chiamarla elemosina – sempre alla stessa persona che fa “servizio” al semaforo, che si voglia o no, si finisce per diventare suo amico.
E se lo si incontra per strada, magari lontano dal “posto di lavoro”, lui saluta per primo come farebbe con gli altri suoi amici.
E non si meraviglia più, come faceva le prime volte, se gli si dà una mancia senza che lui dia in cambio nulla della sua “mercanzia”.
E continua a sorridere sempre, ancora, tutte le volte che ti vede.

In più, il “nostro”, ha raccontato le sue storie con tanta forza e determinazione, ma anche con così tanto garbo, che alla fine della “predica” la gente in Chiesa ha accennato ad un convinto e spontaneo applauso.
E, attenzione, si fosse trattato di un pubblico di giovani sarebbe stato anche normale, ma qui si tratta di persone che nella stragrande maggioranza sono decisamente avanti con gli anni. Lui ha immediatamente fatto segno di non gradire, e l’applauso è svanito.
Ma era del tutto evidente che s’era vissuta un’occasione speciale in cui il sacerdote ha saputo toccare il cuore delle persone con parole semplici e con i gesti comuni di ogni giorno.

Ed ha rinnovato così, in un modo veramente splendido, la Resurrezione di Gesù, commovendo tutti con le sue parole ed i suoi modi.

Ci fosse qui mia madre, mi darebbe la sua bella gomitata, e direbbe : “hai sentito che belle parole ha detto questo prete?”. Eh, sì… proprio così !


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