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Il buco nero dei milioni pubblici versati ai giornali. Anche in Campania

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aprile 19, 2012 by admin

(Sanniopress) – “Finalmente al Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio si è visto un sequestro”. A scriverlo oggi sul Fatto Quotidiano è Marco Lillo riferendosi al sequestro  di 2,5 milioni di euro effettuati ieri dai militari del nucleo di polizia tributaria, ovvero dei fondi già concessi ma non ancora erogati per il uotidiano L’Avanti! relativamente all’anno 2010. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato firmato dai pm di Napoli che indagano su Valter Lavitola, tornato dalla latitanza a Panama, e sul senatore Sergio De Gregorio in merito ai finanziamenti ottenuti dalla cooperativa International Press, editrice de L’Avanti!.

Il quotidiano socialista ha percepito finanziamenti pari a oltre 23 milioni dal 1997 al 2009 dal fondo per l’editoria: soldi ottenuti, secondo i magistrati, attraverso documenti attestanti spese in realtà mai sostenute. E’ infatti emerso dal lavoro di indagine degli inquirenti che per oltre dieci anni la International Press ha avuto accesso a quei fondi attraverso il “sistematico ricorso” a fatture per operazioni inesistenti e documenti falsi, per prestazioni mai eseguite, per “gonfiare” la tiratura del giornale e per sovradimensionarne la diffusione. Soldi che in gran parte sarebbero poi stati trasferiti su una serie di conti esteri, come ha rivelato ai pm un giornalista dell’Avanti, costretto da Lavitola a compiere alcune di queste operazioni.

Come scrive Lillo, l’appropriazione indebita di 23 milioni di euro dal 2000 al 2011 è avvenuta sotto gli occhi di tutti senza che nessuno muovesse un dito, nonostante le ripetute denunce stampa. E fa un esempio riferito all’ultimo anno per il quale è stato erogato il contributo: il 2009.

L’Avanti!, scrive il gip di Napoli sulla base degli accertamenti della Guardia di Finanza, quell’anno ha tirato 3.304.188 copie, cioè più di 10 mila copie al giorno. “Peccato – commenta il Fatto Quotidiano –  che le copie vendute realmente in edicola siano state 60 mila e 527, cioè poco meno di 200 copie al giorno. Per un editore normale ogni copia resa costa poco più di 30 centesimi e pesa come un macigno sul bilancio. Il divario tra le copie stampate e le vendite dell’Avanti! Cozza con le leggi razionali del mercato, ma è invece coerente con le leggi folli e criminogene del contributo sull’editoria.  La legge 250 del 1990 prevede che l’erogazione del Dipartimento sia commisurata ai costi (un meccanismo che non favorisce le imprese virtuose ma quelle spendaccione) e si compone di una parte fissa, pari al 30 per cento dei costi risultanti dal bilancio, più una parte variabile in funzione della tiratura: per ogni scaglione di 10 mila copie in più scatta un contributo di 250 mila euro all’anno”.

Secondo la normativa vigente, prima dell’erogazione però è necessario che il distributore certifichi una diffusione pari almeno al 25 per cento della tiratura: una copia su quattro quindi deve essere ‘diffusa’ che però non vuol dire necessariamente ‘venduta in edicola’.

“Ecco allora la parola magica del meccanismo geniale ideato da Valter Lavitola: lo strillonaggio – spiega ancora Lillo -. L’Avanti! era una merce rara nelle edicole ma, stando alle dichiarazioni del pirotecnico editore amico di Silvio Berlusconi, andava a ruba grazie agli strilloni. Le società distributrici legate a Lavitola certificavano nei loro documenti frotte di rumeni e napoletani che invadevano ogni giorno le strade delle città italiane gridando come ai tempi di Nenni: “Comprate L’Avanti!”. Peccato che la Guardia di Finanza quando ha digitato i nomi dei fantomatici strilloni nell’implacabile banca dati “Serpico” ha trovato solo omonimi con professioni lontane dalla stampa e dalla strada. Secondo i magistrati di Napoli “ben 2.086.275 copie, pari a una percentuale del 63 per cento non sono state vendute”, mentre “solo grazie alle vendite in blocco e, in particolare, allo strillonaggio (pari a 1.153.580 copie), la testata ha raggiunto la percentuale del 36,86 per cento (rapporto diffusione-tiratura), utile per integrare il requisito normativa necessario per poter ottenere il contributo pubblico”.

Il problema, secondo i magistrati di Napoli,  è che le cifre fornite dalla società editoriale di Valter Lavitola al Dipartimento erano taroccate: le copie stampate non erano 11 mila, come dichiarato, ma 5-6 mila, gli strilloni non esistevano e i costi erano gonfiati grazie a false fatture di società compiacenti, in testa quelle del senatore Sergio De Gregorio.  Il caso dell’Avanti!  – conclude l’articolo del Fatto Quotidianofa correre un brivido lungo la schiena se si pensa ai 140 milioni di euro che il Dipartimento ha erogato nel 2011”. Fondi che, ricordiamolo, che hanno “investito” anche la nostra regione. Per avere un’idea pubblichiamo di seguito i contributi erogati dal Dipartimento a giornali editi in Campania nel 2010:

  • Il Denaro – 2.455.232,22
  • Corriere – Quotidiano dell’Irpinia – 292.182,96
  • La Discussione – 2.530,638,81
  • Ottopagine – 1.158.993,90
  • Buongiorno Campania – 1.041.078,54
  • Cronache di Napoli – 1.631.028,75
  • Metropolis – 1.611.535,37
  • Gazzetta di Caserta – 722.670,85
  • Il Sannio Quotidiano – 1.726.598,29

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Giornalista e saggista. Ha diretto Il Sannio, è stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente e notista politico di Liberal. Scrive per il Corriere della Sera e Il Giornale.
     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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