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L’INTERVENTO | Sotto monte Coppe che ci sta? Virni e asparagi

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maggio 5, 2012 by admin

di Antonello Santagata *

(Sanniopress) – Qualche giorno fa a Cerreto si è tenuto un convegno dal titolo “Sotto monte Coppe che ci sta?”, organizzato dalla associazione “Da sempre per Cerreto” con la partecipazione del consigliere regionale Del Basso De Caro. Il convegno verteva sulla questione dei presunti rifiuti tossici e radioattivi scaricati sulle montagne di Cerreto negli anni ’80 (così come rivelato nel libro di Pierluigi Vergineo – La malasorte) . Da quell’incontro è scaturita, poi, l’iniziativa di una raccolta di firme per una petizione popolare, sempre a cura della stessa associazione, per chiedere all’ARPA Campania ed alla Polizia ambientale e forestale di intervenire per chiarire la situazione.

Sinora uno dei risultati raggiunti sicuramente è che, partendo da sospetti ed ipotesi, si è arrivati ad una pubblicità della cosa che sta creando apprensione e preoccupazione.

La gente semplice è così indotta a pensare che da queste parti si muore di più per tumori, non  solo per  l’aumento dell’età media e per gli altri innumerevoli motivi connessi al vivere moderno, ma perché a Cerreto si vive in un ambiente inquinato peggio delle terre di Gomorra.

Orbene. Capisco il giornalista che fa un’inchiesta, capisco lo scrittore che dà sfogo alla sua fantasia o che raccoglie presunte confessioni di un presunto delinquente ecologico, ma non capisco i politici onnipresenti e mai responsabili e, soprattutto, non capisco quelli che dicono di amare Cerreto ma di un amore così perverso che la stessa Cerreto ne farebbe volentieri a meno.

Perché  fare tutto questo clamore (convegni, raccolta firme ecc.) che serve solo a danneggiare l’immagine di Cerreto e a speculare sulle naturali paure della gente?

Vista la serietà dell’argomento, personalmente ho voluto  approfondire.

Attingendo informazioni presso il Dipartimento di Prevenzione dell’ ASL BN1 si possono ottenere i dati circa il numero di morti per tumore nel quinquennio 2004-2008 nella provincia di Benevento. Estrapolando i dati relativi al Distretto Sanitario di Telese (ex Distretto 21) e di Morcone (ex Distretto 22), le due zone che dovrebbero essere interessate dal misfatto, si evince che l’andamento del numero di morti per tumore nel quinquennio è pressocchè costante. Non vi è nessun aumento esponenziale dei tumori nelle zone interessate e non si registra nessuna strage causata da inquinanti tossici o radioattivi. Non vi è stato nessun aumento statisticamente significativo del numero dei tumori!

Inoltre, se prendiamo in considerazione i dati forniti dalla stessa Azienda Sanitaria riportati sul Bollettino Epidemiologico n. 67-68 – Cause di morte nell’ASL BN1 negli anni 1995-2000, si può osservare che, in tutto il periodo, il rapporto  tra morti osservate  per cancro e morti attese (rapporto standardizzato di mortalità) è stato pari allo 0,8 nella zona di Telese . Quindi  si è avuto un numero di morti per tumore osservato inferiore  a quello delle morti  attese.  Cioè nel Distretto di Telese i decessi per tumore sono stati del 20% in meno rispetto al totale dell’Italia.

Si tenga presente che l’esposizione ad un cancerogeno provoca il cancro dopo vari anni e che, pertanto, i periodi cui si riferiscono i dati sono significativi perché distanti dagli anni ’80, tempo  in cui sarebbe avvenuto il presunto  inquinamento.

Ma ancor più interessanti e chiari ci sono parsi i dati raccolti presso la Direzione Scientifica e la Direzione SSD Epidemiologia e Prevenzione dell’Istituto Nazionale Tumori – Pascale di Napoli.

Nella tabella che segue si può fare un confronto sull’andamento dei tumori, nella zone indicate, fra il triennio  1988- 1990 ed il periodo 2003-2008. E’ evidente che nella zona di Benevento e provincia, a differenza delle  zone di Napoli e provincia e Caserta e provincia, i tassi di mortalità per tumori sono diminuiti.

Tassi standardizzati relativi alle morti per tumore

a Napoli città – Napoli provincia – Caserta e provincia – Benevento e provincia

TUTTI I TUMORI/MASCHI

Anni   Napoli città Napoli provincia Caserta e provincia Benevento e Provincia
1988-1990

326,8

235,1

225,7

204,3

2003-2008

339,9

345,9

289,9

186,6

TUTTI I TUMORI/ FEMMINE

Anni   Napoli città Napoli provincia Caserta e provincia Benevento e Provincia
1988-1990

193,7

136,2

116,7

92,4

2003-2008

204,1

191,1

154,9

77,5

Infine, i rilievi effettuati sul luogo dal fisico Franco Gismondi, relativamente alla presenza di radiazioni ionizzanti non hanno dato nessun risultato significativo, come egli stesso scrive in un dettagliato e professionale articolo.

In conclusione, quando si trattano temi come questi, che incidono seriamente sulla serenità delle persone e sull’immagine  di un paese, si dovrebbe andare con i piedi di piombo.

Si dovrebbe studiare, approfondire, riflettere; bisognerebbe applicarsi e, soprattutto, documentarsi.

Non è possibile che, solo per ottenere una ottusa visibilità politica, si getti fango sul paese in cui si vive.

Non è possibile giocare con cose così serie ed importanti solo perché qualcuno, casualmente, ha letto ora un romanzo, per altro, dato alle stampe quasi un anno e mezzo fa, e vuol provare a fare l’eroe.

Una nota di cronaca.

Non soddisfatto ho chiamato telefonicamente l’amico Pierluigi Vergineo il quale, tra le altre cose, mi ha  informato che il processo che ha visto imputato per crimini ecologici il pentito “Maurizio”, pseudonimo usato nel libro “La Malasorte” per indicare il personaggio che rivela di aver sversato rifiuti tossici in località Parata di Cerreto Sannita, si è chiuso senza alcuna condanna. Anzi, pare, che ora sia lo Stato a dover rispondere a Maurizio per ingiusta detenzione.

In ultimo  risulta anche che la Magistratura, a suo tempo, abbia condotto un’indagine sul caso “Parata di Cerreto Sannita” conclusasi con l’archiviazione.

Questi sono i fatti. Questi sono i numeri. Ed i numeri non parteggiano per nessuna teoria ma raccontano semplicemente la realtà. Per cui questo intervento non vuole avere nessun intento  rassicuratorio anche perché, seguendo un approccio scientifico, i numeri da soli non basterebbero a spiegare un fenomeno epidemiologicamente così complesso come l’incidenza dei tumori e dei vari tipi di tumori, però, sicuramente, aiutano ad affrontare la materia in maniera più razionale.

Perciò si facciano tutte le inchieste e gli approfondimenti del caso per tranquillizzare definitivamente la popolazione ma si evitino, per favore, clamori ed allarmismi che possono solo danneggiare il buon nome di una comunità.

 

* dirigente medico

———————————————————

Ringrazio l’amico Antonello per l’interessante intervento e ribadisco quanto detto in occasione del convegno: l’argomento va trattato con grande senso di responsabilità e senza generare inutili allarmismi. Del resto, sono stato io stesso, in occasione del citato convegno di Cerreto, a dare notizia per la prima volta del fatto che sulla vicenda degli scavi petroliferi effettuati a Monte Coppe la magistratura sannita a suo tempo avesse condotto un’indagine conclusasi, però, con un’archiviazione.  Un elemento, quest’ultimo, che se da un lato ci offre degli elementi di rassicurazione, dall’altro dimostra anche che la vicenda già allora presentava dei lati oscuri tanto da indurre gli inquirenti ad aprire un’inchiesta (b.n.)


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