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IL CASO | Processo Zamparini, anche Assoconsum contesta l’esclusione

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giugno 5, 2012 by admin

di Sonia Izzo *

(Sanniopress) – E’ stata una ordinanza, latu sensu, politically correct”, quella adottata dal Tribunale penale di Benevento, lo scorso 24 maggio. Il collegio, chiamato a giudicare persone del calibro di Zamparini, Mastella, Sandra Lonardo ed altri undici tra amministratori e funzionari pubblici, imprenditori e tecnici privati, per la costruzione e l’apertura del Centro Commerciale “I Sanniti” a Benevento, imputati di numerosi, gravi, reati (corruzione, istigazione alla corruzione, falso, abuso d’ufficio, truffa), ha escluso le costituzioni di parte civile di Altrabenevento, del fallimento Reti Italia S.r.l. e dell’Assoconsum Onlus.

In particolare, le motivazioni che hanno condotto all’esclusione dell’Assoconsum, sono centrate sull’assunta carenza di legittimazione della stessa, per la pretesa genericità del suo Statuto, improntato, secondo l’ordinanza, principalmente ed essenzialmente alla tutela del consumatore. Peccato che tale assunto sia stato smentito dalle stesse decisioni assunte, in altrettanti procedimenti penali, in corso.

In data 28.05.2012, il Tribunale penale di Benevento, Sezione distaccata di Guardia Sanframondi, ha ammesso la costituzione di parte civile dell’Assoconsum Onlus nel procedimento penale n. 6047/2012, per i reati previsti e puniti dall’art. 256 co. 2  D.lgl. 152/2006 (reati ambientali), riconoscendo, dunque, la legittimazione ad agire per la tutela dei cittadini contro reati consumati, secondo l’accusa formulata dalla Procura, in danno dell’ambiente.

Tale legittimazione, invero, era già stata consacrata dallo stesso Tribunale penale di Benevento, che, all’udienza del 29 marzo scorso, ha ammesso la costituzione di parte civile dell’Assoconsum Onlus nel procedimento penale n. 6145/08 R.G.N.R., per i reati previsti e puniti dall’art. 81 cpv. c.p. e 644 c.p. commi 1, 3, e 5, (usura bancaria).

Escludendo una lettura dello Statuto dell’Assoconsum Onlus superficiale, disattenta ed appiattita sulle argomentazioni dei difensori degli imputati, non c’è, dunque, modo di comprendere l’iter logico argomentativo che ha condotto a tale esclusione.

Non c’è valida motivazione, a ben vedere, se non quella dettata da un irrigidimento dei criteri di valutazione della costituzione di parte civile, quando sul banco degli imputati siedono personaggi “potenti”.

Dopo aver ascoltato in aula le dissertazioni dei difensori degli imputati e fermo restando, da un punto di vista meramente tecnico, il riconoscimento della professionalità di chi prospetta e formula argomentazioni difensive nello svolgimento del proprio mandato, non può, tuttavia, non lasciare l’amaro in bocca, al comune, onesto, cittadino, l’uso, spregiudicato ed, a nostro parere, censurabile, di definizioni e valutazioni che sembrano disconoscere l’importanza ed il valore civile del lavoro “sporco” di chi, come Altrabenevento, si impegna, senza alcuno scopo di lucro, a denunciare il malaffare o di chi come l’Assoconsum, è da sempre accanto al cittadino, all’utente ed anche al consumatore, per provare a ricordare a chi lo ha dimenticato o, forse, non ne ha mai avuto conoscenza, che l’onestà, la dignità, non sono valori caduti in desuetudine.

La costituzione di parte civile, lungi dall’essere “un business” per le associazioni, come qualcuno ha provato a sostenere, è strumento prezioso per tutti noi, perché è preordinato al fine del riconoscimento.

Non si può parlare di democrazia, di stato di diritto, di civiltà, se chi subisce un torto non viene, innanzitutto, tutelato nel suo diritto sacrosanto: il riconoscimento di tale, avvenuta, lesione.

L’impegno delle associazioni che si occupano dei cittadini, senza nessuno scopo di lucro, è ammirevole e meritevole di rispetto e di considerazione perché la loro missione non è solo quella di tutelare il cittadino leso, ma è anche quella di ricordare a tutti noi che non dobbiamo mai abbassare la testa dinanzi ai potenti, dinanzi a coloro che credono di poter piegare alle loro misere logiche la volontà di chiunque, la volontà dello Stato e di creare un parallelo mondo costruito sulle loro sterili logiche di potere, a danno di chi vive ogni giorno una vita sobria, fatta di lavoro, lacrime e sudore. A tutti quei cittadini, consumatori e non, l’Assoconsum, con la propria attività, vuole ricordare che la lotta deve avvenire all’interno dello Stato, delle sue strutture e, dunque, anche e soprattutto nei Tribunali.

E’, forse, l’unico potere che abbiamo per far sentire tutta la nostra riprovazione, umana e sociale, e tutti insieme, con la forza contagiosa dell’onestà, lottare per un mondo migliore.

* Assoconsum Onlus


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