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L’EDITORIALE | Perché Nicola Sguera è di destra

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giugno 8, 2012 by admin

di Giancristiano Desiderio

(Sanniopress) – Nicola Sguera sta a sinistra ma è di destra. La rivelazione può creare qualche disturbo gastrico non a Nicola ma alla intellighenzia che c’è tra il Sabato e il Calore e tuttavia le cose stanno così: destra pura, quasi reazionaria, senz’altro antimoderna. Le prove? Eccole.

Il maggior filosofo che alimenta i pensieri di Nicola Sguera è Martin Heidegger che, come è risaputo, non solo non ha niente a che vedere con la sinistra, il progresso e roba del genere ma fu nazionalsocialista e apertamente reazionario. Ma a parte i trascorsi politici di Martin pensatore  – che, in verità, quelli che stanno a sinistra ma sono di destra (si possono fare molti nomi) tendono sempre a minimizzare o a mettere tra parentesi, proprio come ho fatto or ora –  Nicola Sguera sposa tutto il suo “pensiero poetante” che dice che la Tecnica è quella cosa per la quale l’essere non è più niente. Sguera, anzi, è disposto ad estremizzare il suo filosofo di riferimento e quindi a pensare che la tecnica non solo è l’oblio dell’essere ma ha persino dimenticato di esserne l’oblio.

Seguendo la “provincia heideggeriana” Sguera pensa che tutto sommato non ci sia molto da fare. Insomma, Nicola crede nel destino che, com’è noto, è un’altra idea di destra e non di sinistra (a sinistra, semmai, si troverà la necessità storica e la teleologia secolare).

La risposta di Sguera al mondo tecnico che ha dimenticato di aver dimenticato l’essere è la poesia. Il mondo va re-incantato e dal momento che la filosofia lo ha disincantato, occorre abbandonare la filosofia che è la premessa del mondo tecnico e tristemente organizzato in cui viviamo male. Anche la poesia, come è noto, appartiene più alla destra che alla sinistra: la poesia è la tradizione, è l’unione con la natura, è il mito. Tutte cose molto poco democratiche. Il nuovo incontro con la natura  – o il “nuovo inizio”, secondo la retorica degli inizi –  è fondamentale per Nicola Sguera che sente in sé un’anima contadina. Sembra che ora si sia già trasferito in campagna. Da questo punto di vista ha sposato la filosofia di vita di Toto Cutugno e la sua “Voglio andare a vivere in campagna”: e come si sa, anche Toto Cutugno sta a destra e non a sinistra.

Il secondo autore di riferimento di Sguera è Nietzsche. Secondo voi il filosofo di Zarathustra è di sinistra? Era addirittura un aristocratico e divideva l’umanità in superuomini e in schiavi. Come nel caso di Heidegger, anche per Nietzsche chi sta a sinistra ma è di destra omette di soffermarsi sulle cose che non vanno del suo pensiero e della sua morale e, anzi, si tende a vedere in Nietzsche un antesignano dello spirito della democrazia. Ma ormai tutte queste cose non contano nulla. Ciò che conta, per il nostro articoletto, è che l’universo nichilista e poetante di Sguera nulla ha da dire sulle questioni classiche della sinistra: il lavoro, l’occupazione, l’industria, il welfare. Oddio, qui Nicola adotta il più classico statalismo e si lascia andare volentieri alla retorica del “pubblico” ma è solo un omaggio a una tradizione che ormai non c’è più. E Nicola lo sa bene, tanto che non si sogna neanche di pensare di collocare il lavoro al centro delle lotte del nostro tempo o al centro della vita umana.

Dunque? Come detto: Nicola Sguera è di destra, tutto di destra. E la sua rivendicazione del comunismo e la sua adesione alla Resistenza, alla lotta partigiana? Sono cose che appartengono alla storia politica ma sul piano della visione della vita di Nicola Sguera  – ma persino l’espressione “visione della vita” non troverebbe d’accordo un heideggeriano convinto come Nicola –  sono secondarie, perché ciò che conta realmente è la “storia dell’essere” che lo porta a fare il pastore dell’essere sul sentiero di campagna. Da questo sentiero, chi sta a sinistra a Benevento, non ha niente da ricavare. Nicola Sguera non è urbanizzabile e il suo “uso” a sinistra produce solo confusione a chi è di sinistra che per governare la città ha da pensare e risolvere altri problemi.


2 comments »

  1. Salvatore De Toma ha detto:

    Caro Direttore, non conosco i motivi che l’hanno indotta ad esternare queste Sue elucubrazioni a mio avviso deliranti : fino ad oggi sapevo che tra Lei ed il professore Sguera ci fosse un autentico, reciproco rapporto di stima. Evidentemente, mi sono perso qualche passaggio…
    Conoscendo Nicola, credo che la peggiore accusa che gli si può rivolgere è proprio quella di essere di destra.
    Ovviamente, il più titolato a risponderLe è proprio lui e credo che lo farà in maniera garbata e mirabile, com’è suo costume.
    In tutta modestia, penso che l’ammirazione che si ha per l’arte, l’intelligenza, la cultura di una persona (Heidegger, Nietzsche, ecc.) non equivale alla condivisione delle sue idee.
    Sarebbe come disprezzare D’Annunzio e la sua poetica sol perchè schierato politicamernte con ambienti e posizioni politiche particolari.
    La saluto

  2. Maria Ricca ha detto:

    Ma no, Salvatore…E’ un guanto di sfida lanciato tra duellanti di classe, in punta di fioretto, tanto per animare un po’ il dibattito culturale che in principio d’estate col caldo comincia a languire…Adoro leggere entrambi…

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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. Ha diretto Il Sannio, è stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente e notista politico di Liberal. Scrive per il Corriere della Sera e Il Giornale.
     

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