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S. Giorgio, il Movimento a 5 Stelle interviene sull’Imu

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giugno 8, 2012 by admin

(Sanniopress) – Il Movimento 5 Stelle di S. Giorgio del Sannio chiede ufficialmente al Comune di schierarsi a favore di una rielaborazione e modifica dell’Imu. Tassa che, così come è stata pensata, è a forte rischio di incostituzionalità e non porterà alcun vantaggio economico nelle casse comunali. Ecco il testo dell’intervento:

“Tale richiesta è stata dettata dal fatto che  sono stati evidenziate, dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e dallo stesso Ufficio Studi di Montecitorio,  le seguenti possibili violazioni dell’ordinamento:

·         l’IMU rientra nelle disposizioni contenute nel decreto legge “Salva Italia” che è stato poi convertito in legge alla fine del mese scorso. Il problema, però, è che l’articolo 4 dello Statuto dei diritti del contribuente afferma che «Non si può disporre con decreto-legge l’istituzione di nuovi tributi né prevedere l’applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti». In parole povere, per l’imposizione di nuovi tributi è necessaria una votazione parlamentare e non basta la sola volontà del Governo e del Presidente della Repubblica.  Inoltre, l’articolo 4 dello Statuto rimanderebbe addirittura all’articolo 23 della Costituzione che recita: «Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge».  Se questa interpretazione fosse, come sembra, corretta (uno degli illustri pareri a favore è quello di Vincenzo Carbone, presidente della Corte di Cassazione sezione Tributaria), l’IMU sarebbe a tutti gli effetti incostituzionale. Tanto più che la determinazione di elementi essenziali dell’imposta sono stati rinviati a un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri.

·         l’IMU violerebbe anche l’articolo 53 della Costituzione che stabilisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva

·         infine, stando a quanto afferma l’articolo 119 della Carta costituzionale (che sancisce ‘autonomia finanziaria  di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni), lo Stato, riguardo ai tributi locali, non dovrebbe legiferare nel dettaglio, ma solo limitarsi a fissare i principi.

·         Secondo i dati dell’ANCI, infine, IMU sarebbe molto più onerosa per i cittadini e, rispetto alla vecchia ICI, i Comuni andrebbero a perdere, con l’IMU, circa il 30% delle loro entrate. Nel 2011, infatti, l’ICI ha pesato sui contribuenti per 9,2 miliardi; l’IMU quest’anno dovrebbe portare 21,4 miliardi di entrate (una cifra sovrastimata, secondo l’ANCI). In pratica, le imposte sulla casa nel 2012 aumenteranno, per i cittadini, del 133%. Per quanto riguarda invece i comuni, con l’introduzione dell’IMU, questi dovrebbero ricevere 3,2 miliardi, ma a causa dei tagli previsti, pari a 5,7 miliardi, i comuni perderanno 2,5 miliardi dunque il 27% della vecchia Ici. In questa situazione, quindi, diventa necessario, se non indispensabile, che gli Enti Locali chiedano modifiche immediate all’IMU, in modo che diventi per davvero una tassa municipale. Si potrebbe, ad esempio, rinunciare a tutti i trasferimenti statali in modo proporzionale alle entrate dell’IMU, a patto, però, che queste entrate rimangano per intero sui territori: i cittadini, infatti, hanno diritto di poter vedere in modo oggettivo che fine fanno le loro tasse e su come si spendono i soldi ricavati dalle tasse gli amministratori devono essere giudicati.

Questo in via generale. In via particolare e specifica sulla “prima casa”, non si può sottacere che, in base al decreto legge 221 del 6 dicembre 2011 art 13 comma 10, i Comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, VALE A DIRE CHE I COMUNI POSSONO, SE VOGLIONO,  NON FAR PAGARE L’IMU SULLA PRIMA CASA!!! L’operazione è perfettamente legittima in quanto vengono applicate tutte le detrazioni consentite dalla legge portando a zero l’aliquota comunale e rinunciando a tutti i possibili incassi.

E’ già accaduto, ad es., a Solbiate Olona, in provincia di Varese, dove il sindaco ha portato in Consiglio Comunale la proposta di rinunciare all’introito derivante dalla tassazione sull’immobile principale aumentando l’aliquota comunale sulle seconde case, sui terreni e sui capannoni e riducendo al massimo le spese accessorie e a volte inutili del Comune.

Oppure a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, primo comune in Campania ad aver deciso di abbattere l’IMU sulla prima casa abbassando di due punti percentuali rispetto al 4 per mille previsto dal Governo, l’aliquota da applicare.

Ne consegue, quindi, che anche il Comune di San Giorgio del Sannio può, se vuole, conformemente alle richieste dei cittadini, non far pagare l’IMU sulla prima casa, che è un diritto inalienabile della persona così come sancito dall’art. 42  comma 2 e art. 47 comma 2 della Costituzione.

Questo sì che sarebbe un segno tangibile di attenzione per la propria comunità e per le difficoltà che essa sta attraversando in questo periodo di crisi!!!

Il Forum Cittadini in MoVimento verso San Giorgio a 5 Stelle proseguirà nella sua azione di contrasto a questa tassa iniqua e ingiusta e altrettanto faranno anche gli altri gruppi territoriali del Movimento 5 Stelle presenti nel Sannio, con banchetti informativi, volantinaggi ed istanze che ogni gruppo presenterà al proprio Comune”.


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