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DE MAGISTRIS | I sindaci-sindaci sono una rottura di cazzo

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giugno 6, 2013 by admin

capezzutodi Arnaldo Capezzuto

Sotto i riflettori degli 007 è finito Claudio de Magistris, fratello del primo cittadino partenopeo, ma anche il leader degli industriali Paolo Graziano, il suo consulente, l’avvocato amministrativista Pippo Nardone, il capo di Gabinetto e uomo forte della giunta comunale Attilio Auricchio. Perquisizioni disposte anche negli uffici del leader della Camera di commercio Maurizio Maddaloni, e Mario Hubler, ex manager dell’acn, della Acn – azienda destinata a diventare interamente pubblica che gestisce i grandi eventi. L’ipotesi investigativa è di turbativa d’asta. Il sospetto degli inquirenti è che gli appalti siano stati condotti in modo ritenuto poco chiaro.

Il sindaco De Magistris non fa una piega e a caldo dichiara: “Sono assolutamente sereno, come sempre. Sono, altresì, convinto che i miei collaboratori abbiano agito con correttezza, a partire da mio fratello Claudio, come dimostreranno le indagini della magistratura in cui ho fiducia. Non posso però nascondere il profondo senso di amarezza personale che sento in questo momento, soprattutto perché sto svolgendo questo impegno di amministratore con determinazione, rischi, abnegazione, coraggio e passione, senza risparmiarmi un attimo, nel solo ed esclusivo interesse della città che amo”. L’azione della magistratura è legittima, il controllo di legalità è sacrosanto, le indagini obbligatorie laddove si ipotizzano reati. Ciò che impressione è il clima di vendetta e di rancore che si respira in determinati strati sociali. La domanda adesso è obbligatoria: ma de Magistris a chi mette paura? Da Pm è stato messo spalle al muro, boicottato, circondato da “ambienti” che in molti per complessità, eterogeneità, lontananza e trasversalità li hanno definiti paramassonici. Adesso il de Magistris politico dopo due anni esatti di mandato (tralasciando una breve parentesi europea) si ritrova nuovamente punto a capo.

La domanda resta inevasa : ma de Magistris a chi mette paura? In città non ho mai visto una tale convergenza e saldatura di interessi divergenti ma convergenti come ora contro l’attuale primo cittadino. Addirittura i commercianti di Napoli – ho detto tutto – che disciplinati negli anni a pagare il pizzo ai signorotti dei clan hanno trovato coraggio e forza per rivoltarsi contro l’amministrazione con una inedita marcia sfociata in un bombardamento di petardi contro il Municipio. Segnali, sensazioni, percezioni. Basta osservare il web in queste ore e vedere come di condivisione in condivisione si alzano cori da stadio con sfottò, epiteti e calunnie. E’ un sentimento di vendetta. Una voglia di fare i conti. Un’aggressione per ora solo rimandata. Scorre latente e ora palese il desiderio di spodestare quel sindaco De Magistris dalla poltrona più alta di Palazzo San Giacomo.

Amerà anche la città ma rappresenta un’anomalia, un cancro, un nemico da eliminare. Gli amici degli amici buttati fuori dal Municipio. Le consulenze tagliate con un tratto di penna. L’industria dell’eterna emergenza rifiuti chiusa a doppia mandata. I comitati d’affari stanati. Un potere esercitato solo attraverso suoi uomini di una cerchia fidata e ristrettissima. In quegli occhi l’eterno sguardo sospettoso da eterno sbirro. Il troppo è troppo. Quell’uomo fa paura alla città dell’illegalità, alla borghesia pezzente, ai colletti bianchi collusi e conniventi, alla classe politica marcia e compromessa, ai giornalisti che invece di essere cani da guardia sanno solo fare feste e scodinzolare al padrone di turno, agli imprenditori-prenditori.

Gli proponi un compromesso e non ti stringe più la mano. Gli parli di prospettiva e valorizzazione politica della sua esperienza e ti accompagna alla porta. Gli suggerisci persone da inserire e ti risponde male. Addirittura il cardinale Crescenzio Sepe dopo una battuta su case e interessi nel Vaticano neppure partecipa più ai momenti istituzionali. Ecco un uomo come de Magistris,  figlio anormale e snaturato della città camorristica e del suo inesplorato sottobanco non deve più amministrare. La verità è che  i sindaci-sindaci sono una rottura di cazzo. A Napoli serve un sindaco –impiegato che distribuisce le prebende, costruisce inciuci e tutti sono felici. Amen

(tratto dal blog di Arnaldo Capezzuto su il Fatto Quotidiano)


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