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BENEVENTO SOTTACQUA | Paupisi, l’alluvione e gli interventi pubblici dannosi

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novembre 11, 2015 by admin

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di don Raffaele Pettenuzzo *

Il 15 ottobre scorso il grave problema della fragilità del nostro territorio – all’interno del Comune di Paupisi e lungo la Contrada Santo Stefano (Comune di Vitulano) – ci ha coinvolti pesantemente e drammaticamente, travolgendoci con le frane e con l’alluvione. È ora assai evidente a tutti la necessità di maggiori investimenti in termini di prevenzione, attraverso cui affermare una cultura dell’impiego del suolo che metta al primo posto la sicurezza della nostra collettività e ponga fine a usi speculativi e abusivi del nostro territorio.

In un contesto come il nostro in cui sono sempre più evidenti gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, che comportano fenomeni meteorologici estremi caratterizzati da piogge intense concentrate in periodi di tempo sempre più brevi, la gestione irrazionale del nostro territorio ha portato e porterà ancora una volta a conseguenze disastrose. Infatti, il dissesto idrogeologico nel Comune di Paupisi è stato causato dall’insieme di quei processi morfologici e dall’azione altamente distruttiva sul nostro territorio avvenuti in tempi rapidissimi. Si è trattato di frane, di erosioni e dell’alluvione, il più delle volte causati dall’azione stessa dell’uomo, che ne è anche purtroppo la vittima: abusivismo edilizio, disboscamento indiscriminato, cementificazione selvaggia, agricoltura intensiva e molte altre attività nocive al nostro ambiente naturale. Gli effetti, dunque, non potevano non essere devastanti sul nostro suolo, sulle nostre opere e sui paupisani stessi.

Pertanto, basta opere inutili da parte del Comune di Paupisi, ed è giunta l’ora di ragionare seriamente sulla prevenzione e la messa in sicurezza del territorio. Abbiamo, infatti, una politica delle infrastrutture a Paupisi che continua a sostenere opere che non servono a nulla, progetti di tornaconto o speculativi a scapito della sicurezza delle persone e che contrastano con il dissesto idrogeologico. Come, ad esempio, quello che si sta facendo in questo momento in Via Valloni da parte del Comune, con l’immissione di tubature inefficaci, deviazioni ulteriori del canalone che una volta era diversamente esistente e quant’altro ancora che non sto qui ad elencare.

Inoltre, il Comune di Paupisi con questo suo malaffare (nel senso che non tiene conto del territorio) andrà incontro a una crisi finanziaria senza precedenti anche perché nello stesso tempo la Regione Campania ha e avrà a disposizione pochissimi fondi. In questo modo, nel territorio di Paupisi, l’acqua e le frane ancora una volta riprendono e riprenderanno gli spazi che le sono stati sottratti dal cemento e dalla speculazione. Se l’intento è quello di far uscire dalla grave crisi il settore edile e la stessa Amministrazione locale, è evidente che la ricetta non può più essere quella vecchia e fallimentare delle lottizzazioni edilizie e del territorio facilitate ora dall’alluvione del 15 ottobre per appianare i bilanci, ma solo quella dell’innovazione e della rigenerazione urbana e del territorio.

Di conseguenza, non posso come Parroco non denunciare questo aberrante modo di procedere dando voce ai tanti che nella mia Parrocchia si appellano al Parroco, sgomenti e stanchi, per non disperare della giustizia. Anche perché occorrerebbe inserire degli interventi di delocalizzazione all’interno della pianificazione di bacino (a partire da un Piano di Gestione del rischio alluvioni), e in un programma più ampio di politica di adattamento ai cambiamenti climatici e riqualificazione urbana e del territorio, con l’obiettivo di aumentare la capacità di risposta da parte del Comune di Paupisi ai sempre più frequenti eventi meteorici intensi, ristabilendo il delicato equilibrio tra il territorio e i valloni e riducendo il carico delle attività antropiche nelle aree a maggior rischio.

 

* parroco di Paupisi


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