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#SantAgataDeiGoti | Governo e libertà

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gennaio 4, 2016 by giancristiano

di Giancristiano Desiderio

Il mio paese è il mio paese e, che abbia ragione o torto, non posso tirarmi indietro. Lo dico a me stesso, perché la tentazione di farmi i fatti miei e lasciare che tutto vada in malora è forte. Ma allora perché studiare e lavorare con i civilissimi studi storici e dare alle nuove generazioni (anche) la storiografia più completa sulla Sant’Agata dei Goti dell’Ottocento e del Novecento se poi si deve abdicare al proprio dovere di cittadino? I furbetti del paesino, che mi danno una nausea che Roquentin se la sogna, hanno ridotto il comune a una spelonca in bancarotta e hanno schiacciato con protervia e arroganza anche quel lieve soffio di libertà che pur si respira nei piccoli centri urbani e rurali del Sud campano. E’ arrivato il momento – che si vada o no al voto in primavera – di dare a Sant’Agata dei Goti una concreta speranza di rinascita civile con una rinnovata lotta politica che tolga al tanto inutile quanto dannoso Pd l’unica qualità che ha: la solitudine.

Il problema politico santagatese è il classico caso di rappresentanza politica. Ad un elettorato vasto, che in modo generico si può chiamare di centrodestra, non corrisponde una rappresentanza politica. Non è un problema nuovo, né un caso unico. Tutt’altro, è l’eterna questione italiana che esiste e si ripropone periodicamente al di qua della sinistra: infatti, mentre la cultura di sinistra è tutta politica e mira per sua ragione sociale alla presa del potere e alla sua occupazione permanente degli istituti statali e degli enti amministrativi, la cultura che sta da quest’altra parte è politica solo in parte perché è variegata e con molteplici esperienze umane che vanno dall’impresa alle professioni, dalla società alla religione ed è, insomma, per sua natura libera al limite dell’anarchia. Ma è in questo mondo vasto, perfino armonioso nella sua disarmonia, che c’è l’elettorato italiano maggioritario che attende di volta in volta di essere rappresentato chiedendo due garanzie: governo e libertà.

Lo sanno tutti, è un segreto di Pulcinella: il Pd è una maggioranza parlamentare a cui non corrisponde una maggioranza elettorale. Il Pd è una minoranza organizzata che beneficia della disorganizzazione della maggioranza. Vale in Italia come a Sant’Agata dei Goti. E a Sant’Agata dei Goti il Pd è arrogante, presuntuoso e vanitoso quanto e più del Pd nazionale. La sua forza non sta nella scelta dell’elettorato ma nella necessità. L’imprenditore locale non sceglie la sinistra per piacere ma per obbligo di sopravvivenza: non c’è nient’altro sulla piazza. Si organizzi politicamente la maggioranza silenziosa che lavora e tira avanti il carretto familiare e aziendale e si vedrà come le imprese locali daranno con piacere il benservito alle forche caudine del partito più famelico della storia politica delle contrade sannite. Non si attende altro.

Da dove partire? Da chi ha fatto opposizione e, risultati alla mano, l’ha fatta bene. Giovanna Razzano, con il gruppo consiliare di minoranza che ha subito perso chi si è venduto per i classici trenta danari, ha condotto un’azione di controllo sull’amministrazione e sui conti pubblici che se fosse stata fatta in passato avrebbe evitato che il comune santagatese venisse trascinato, come ha fatto il Pd, al dissesto finanziario. Ecco perché la storia del manifesto che informa i santagatesi sulla crescita esponenziale delle tasse comunali – storia che mi son permesso di segnalare anche sulla mia bacheca di Facebook – è esemplare: prima la segreteria comunale ha cercato di evitare l’affissione, poi, una volta affissi, i manifesti sono stati prontamente strappati. La logica è esattamente quella che si afferma ogni volta che il Pd va al potere: la negazione sistematica del dissenso. La cultura tutta politica della tradizione del Pd, che nel meridione si incontra con i cacicchi che controllano l’elettorato come si controlla la mangiatoia di un maiale, fa il continuo elogio del consenso arrivando a manipolare l’informazione ed a negare le notizie e così nega la vita democratica e civile che non si basa sul consenso ma sul dissenso. Oggi a Sant’Agata dei Goti il dissenso civile e democratico è maggiore rispetto al consenso politico e settario del Pd. L’unica cosa da fare è organizzare il dissenso togliendolo dallo spontaneismo e da sterili velleità per dargli un’anima civile con governo e libertà. Si può fare, basta iniziare. Con il coraggio della verità e l’amore per la patria (sì, patria).


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Giancristiano Desiderio

Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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