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#Gourman | Una enoteca da serie A

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giugno 19, 2017 by Antonio Medici

Son passati tre anni dall’inizio di questa Odissea Gastronomica. Un grande piacere ed una grande impegno soprattutto considerato che la maggior parte dei lettori è concentrata su Napoli e io scrivo da Benevento. I pezzi in salsa sannita si contano sulle dita di una mano. Ora che la squadra di calcio ha ottenuto la promozione nella massima divisione calcistica nazionale posso concedermi una debolezza senza pudore, un articolo celebrativo ma senza parlare di calcio. L’enoteca, la vera enoteca, penso di averlo già scritto altre volte, non è una mera rivendita di vini, è un luogo straordinario di studio, di ricerca, di approfondimento. Una sorta di caffé letterario in cui si riuniscono circoli di intellettuali, si costituiscono e alimentano correnti di pensiero.
In enoteca si stappa di continuo, si degusta, di prova, si condivide, si promuove il gusto.
A Benevento c’è uno di questi luoghi ed è l’enoteca Bar Elisa ora anche ribattezzato GastroBar Elisa. Riemerso dalla distruzione dell’alluvione dell’ottobre 2015 ha anticipato i tempi del calcio, riproponendosi come enoteca di serie A.
Qualche sera fa, per dar conto di cosa accade materialmente in un siffatto luogo, Luigi, il titolare il cui carattere ruvido pareggia la sua competenza enologica, ha tirato fuori da un anfratto dei suoi frigoriferi un caprino fattosi recapitare dal sud della Francia appena il giorno prima. Il prezioso e meravigliosamente puzzolente pezzo di formaggio, piuttosto che sottoporlo ad immediato assaggio dei fortunati astanti, il buon enotecario, gli sia grato Iddio, lo fornisce alla pizzeria difronte perché ne tragga una pizza al caprino. E nel mentre la pizza cuoce, tornato ad immergersi nei frigoriferi, Luigi tira fuori un Gaston Chiquet, premier cru, cuveé de Riserve. Riserve di vini base da uve pinot munier (45%), pinot noir (20%) e chardonnay (35%), 55 mesi sui lieviti per un perlage raffinato, persistente, di fragranza impareggiabile. Frutta e fiori bianchi avvolgenti al naso lasciano prefigurare una soavità che si ritrova al palato conquistato da una grande scorrevolezza e da una lunghissima persistenza di frutta secca, spezie e mineralità.
L’odore spirigionato dal caprino fuso sulla pizza sovrasta il naso e quella complessità olfattiva del prezioso vino francese scompare. Un boccone e un sorso, le porte del paradiso del gusto si spalancano. Il palato e il naso, per via retrolfattiva, distinguono con precisione l’equilibrio disegnato dal connubio perfetto cibo-vino.
Pizza, seppur con caprino, e champagne un abbinamento inconsueto, folle per via della disparità di pregio tra il cibo e il vino, divino per la sensuale armonia regalata ai sensi.

Gastro Bar Elisa
Via Ponticelli, 32
Benevento


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Giornalista e saggista. È stato cronista parlamentare di Libero, vicedirettore de L’Indipendente, notista politico di Liberal. Collabora con Il Giornale e Corriere del Mezzogiorno

     

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Giornalista e saggista. Ha diretto il Secolo d'Italia e L’Indipendente. Ha fondato la rivista Percorsi.
 

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Fondatore del blog Gourman.it, racconta “esperienze” enogastronomiche senza tecnicismi anche sui quotidiani Roma e Sannio.

     

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