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	<description>cultura, informazione, legalità</description>
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		<title>CALCIO &#124; Io, presidente “anomalo”</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 22:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[BILLY NUZZOLILLO]]></category>

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		<description><![CDATA[di Billy Nuzzolillo Qualche anno fa acquistai un tagliando del gioco della Sisal Win for Life. Mio figlio Alberto mi strappò una promessa: se avessi vinto avrei dovuto acquistare la squadra di calcio del mio paese, Cerreto Sannita, e diventarne presidente. Purtroppo, la fortuna non mi arrise e mio figlio dovette mestamente riporre nel cassetto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/NUZZOLILLO.jpg"><img class=" wp-image-28140 alignleft" alt="NUZZOLILLO" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/NUZZOLILLO.jpg" width="139" height="149" /></a>di <b>Billy Nuzzolillo</b></p>
<p>Qualche anno fa acquistai un tagliando del gioco della Sisal <i>Win for Life</i>. Mio figlio Alberto mi strappò una promessa: se avessi vinto avrei dovuto acquistare la squadra di calcio del mio paese, Cerreto Sannita, e diventarne presidente. Purtroppo, la fortuna non mi arrise e mio figlio dovette mestamente riporre nel cassetto il suo <i>sogno</i> calcistico.</p>
<p>Sono trascorsi molti anni ed avevo persino dimenticato l’episodio. A ricordarmelo, qualche giorno fa, è stato proprio mio figlio che, di fronte alle mie iniziali resistenze ad accettare l’invito a diventare presidente del Real Cerreto, mi ha sostanzialmente detto: “Ricordi che alcuni anni fa mi promettesti che se avessi vinto a <i>Win for Life </i>saresti diventato presidente del Cerreto? Bene, ora puoi farlo senza ricorrere alla <i>dea bendata</i>: non mi deludere… Tra l’altro,  sei anche stato uno dei fondatori del primo Real Cerreto”.</p>
<p>Cosa avreste fatto voi di fronte a queste parole pronunciate da un dodicenne? Sì, lo so, avreste accettato anche voi. E così, alla fine, ho detto sì.</p>
<p>Prima ancora dell’ufficializzazione, ho provveduto ad informare l’amico Giancristiano Desiderio che, come tutti sanno, condivide con me l’esperienza di <i>Sanniopress</i> ed è di S. Agata dei Goti, la cui squadra (la Virtus) milita nello stesso campionato del Cerreto.</p>
<p>Vi risparmio le considerazioni <i>sornionamente</i> espressemi da Giancristiano che, giusto per tener fede all’invito a tenere riservata la notizia fino all’ufficializzazione, ha subito detto al figlio, che era accanto a lui: “Zio Billy diventerà il presidente della squadra di calcio di Cerreto”.</p>
<p>In quel momento ho compreso che questa mia nuova esperienza diventerà una fonte di ispirazione per i suoi scritti su <i>Sanniopress</i>. E la cosa, credetemi, non mi rassicura affatto…..</p>
<p>In ogni caso, a lui come agli amici cerretesi che mi hanno fortemente sollecitato ad assumere la guida del Real, ho subito chiarito che non sarò un <i>presidente presidente</i>, giusto per parafrasare una celebre frase tratta da un famoso film sulla vita di Giancarlo Siani, ma più semplicemente sarò un presidente<i> traghettarore</i>.</p>
<p>Insomma, metterò a disposizione la mia esperienza in termini di comunicazione ed organizzazione, le mie conoscenze e la mia “visibilità mediatica” (chiamiamola pure così….) per contribuire a consolidare il progetto calcistico del Real Cerreto.</p>
<p>Sarò un presidente<i> traghettarore</i> perché considero a termine questa mia nuova esperienza in quanto spero vivamente che venga fuori qualcuno che poi raccolga il testimone. Non avrò molto tempo a disposizione per seguire la squadra. Sarò, quindi, anche un presidente &#8220;anomalo&#8221;, a cui gli azionisti di maggioranza (in questo caso calciatori, allenatori, dirigenti e tifosi) hanno momentaneamente affidano la presidenza. Conterà soprattutto lo spirito di gruppo. Quello che finora ha permesso di raggiungere risultati più che lusinghieri ai ragazzi ottimamente allenati da Antonio Ludovico (che, ricordo, avviai al calcio nella squadra dei <i>pulcini</i> ai tempi del primo Real Cerreto)..</p>
<p>Sin da ora, comunque, garantisco che ce la metterò tutta affinchè il Real Cerreto possa diventare un esempio virtuoso nel variegato panorama del mondo calcistico dilettantistico sannita, oltre che un importante momento di aggregazione e divertimento.</p>
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		<title>EPOCHE&#124; Aforismi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giancristiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[GIANCRISTIANO DESIDERIO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; di Giancristiano Desiderio &#160; &#160; C’è un cadavere sul bagnasciuga. E’ stato coperto con un telo. In acqua si gioca con il frisbee. Amerigo Ciervo ha ricordato, citando un gran libro, che presso tutte le genti la civiltà ebbe inizio con il timor di Dio, il matrimonio e il culto dei morti. Se non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DESIDERIO.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-28130" alt="DESIDERIO" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DESIDERIO-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>di Giancristiano Desiderio</p>
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<p>C’è un cadavere sul bagnasciuga. E’ stato coperto con un telo. In acqua si gioca con il frisbee. Amerigo Ciervo ha ricordato, citando un gran libro, che presso tutte le genti la civiltà ebbe inizio con il timor di Dio, il matrimonio e il culto dei morti. Se non vogliamo che il mondo si “infierisca” e “rinselvi” di nuovo, queste tre cose vanno custodite. Ma, ormai, la barbarie è di ritorno. Ed è una barbarie della peggior specie: si manifesta con l’apparenza dei modi civili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">***  ***</p>
<p>Il vero cambiamento. Una formula insulsa. Tutti dicono di voler cambiare le cose. Ma siamo una nazione in declino e sono le cose che cambiano noi.</p>
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<p align="center">*** ***</p>
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<p>L’economia non è una scienza esatta (per fortuna) e gli economisti devono semplicemente fornire ipotesi, consigli, analisi affinché poi il politico  &#8211; che una volta si chiamava uomo di Stato -  possa decidere. L’economia è scienza ossia è tecnica e fa parte delle risorse umane in vista dell’azione. L’economia è l’azione utile per un individuo, una famiglia, un’azienda, uno Stato. Un individuo si aiuta da sé, una famiglia tira la cinghia, un’azienda fa di conto e agisce di conseguenza, lo Stato ci affossa tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il governo Letta è politico. Il governo Monti era tecnico. Il governo Letta sta (ancora) in piedi per le scelte fatte dal governo Monti.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>Tagli e tasse. Sulle tasse non si può più agire. Va tagliata la spesa. Il governo di unità nazionale è nato per questo. Invece, ha sfornato il “decreto del fare” per non fare l’unica cosa da fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prove Invalsi per i ragazzini della terza media. Somministratele anche al governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>Ma chi ha detto ai ministri che il loro compito è dirci cosa dobbiamo fare? Abbiamo  &#8211; con i governi di ogni colore politico -  ministri moralisti invece di avere uomini e donne di governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>L’espressione “beni comuni” è un <i>flatus vocis</i>: indica realtà inesistenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>L’unico bene comune esistente è lo Stato nazionale ma non abbiamo più una formula politica e morale che lo esprima. Così una cosa esistente è diventata inesistente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*** ***</p>
<p>Ricomincia questo insostenibile e volgarissimo psicodramma nazionale dell’esame di maturità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ECOMAFIE &#124; Quel veleno nascosto nella terra sannita</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 07:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luciano Trapanese Che la Campania fosse la regione più esposta alle ecomafie non sorprende nessuno, purtroppo. Ma che la provincia di Benevento si attestasse ai primi posti in Italia per numero di infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti, non era prevedibile. E c’è di peggio. Dal Rapporto di Legambiente si leggono passi inquietanti di due relazioni nelle quali si sostiene che alcune zone del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2013/06/ecomafie.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-30980" alt="ecomafie" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2013/06/ecomafie-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>di <strong>Luciano Trapanese</strong></p>
<p>Che la Campania fosse la regione più esposta alle ecomafie non sorprende nessuno, purtroppo. Ma che la provincia di Benevento si attestasse ai primi posti in Italia per numero di infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti, non era prevedibile.</p>
<p>E c’è di peggio. Dal Rapporto di Legambiente si leggono passi inquietanti di due relazioni nelle quali si sostiene che alcune zone del Sannio sono state utilizzate per occultare rifiuti tossici e nocivi. Proprio come accade nel Casertano. Documenti scritti dall’ex prefetto Michele Mazza e dall’ex comandante della Forestale, Angelo<br />
Vita. Fonti attendibili, dunque. E non certo inclini all’allarmismo.</p>
<p>In particolare ci impressiona una circostanza richiamata in quelle note: il sospetto che «nella zona sud della provincia di Benevento» la camorra abbia occultato in cave o cantieri sostanze tossiche.</p>
<p>Si parla di «sospetti alimentati da molte segnalazioni», ma ci chiediamo: qualcuno ha mai verificato quelle voci? Nel rapporto si accenna a una campagna di monitoraggio della quale però non si conoscono i risultati e neppure se è mai stata fatta. Quei sospetti, dunque, aleggiano ancora. E meritano una risposta<br />
chiara. Al più presto.</p>
<p>(editoriale tratto dal quotidiano <strong>Ottopagine</strong>)</p>
<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2013/06/ecomafie.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30980" alt="ecomafie" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2013/06/ecomafie-300x226.jpg" width="300" height="226" /></a></p>
<ul>
<li>Leggi l&#8217;articolo<strong> <em>Spettro Gomorra per il Sannio: allarme ecomafie</em>  </strong>
<div style="position: absolute; top: -1999px; left: -1988px;"><strong>Spettro Gomorra per il Sannio: allarme ecomafie </strong></div>
<p>su<em><strong> <a href="http://benevento.ottopagine.net/2013/06/18/spettro-gomorra-per-il-sannio-allarme-ecomafie/" target="_blank">Ottopagine</a></strong></em></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;ALLARME &#124; Ecomafie, Sannio nel mirino</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 07:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[notiziario]]></category>

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		<description><![CDATA[(Il Quaderno) &#8211; Infrazioni accertate 4.777, per una percentuale sul totale del 14%, 3.394 persone denunciate, 34 arresti, 1.153 sequestri effettuati. Un vero e proprio bollettino di guerra quello che la Campania &#8220;consegna&#8221; alla classifica dell&#8217;illegalità ambientale 2012. I dati, redatti nel dossier annuale di Legambiente, in collaborazione con i dati delle forze dell&#8217;ordine, delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/Spot.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-28118" alt="Spot" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/Spot-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>(<a href="http://www.ilquaderno.it/illegalita-ambientale-ecomafia-campania-prima-italia-sannio-terzo-regione-86162.html" target="_blank"><strong>Il Quaderno</strong></a>) &#8211; Infrazioni accertate 4.777, per una percentuale sul totale del 14%, 3.394 persone denunciate, 34 arresti, 1.153 sequestri effettuati. Un vero e proprio bollettino di guerra quello che la Campania &#8220;consegna&#8221; alla classifica dell&#8217;illegalità ambientale 2012. I dati, redatti nel dossier annuale di Legambiente, in collaborazione con i dati delle forze dell&#8217;ordine, delle Capitanerie di Porto e delle polizie provinciali, dicono che la Campania è la regione italiana con il maggior numero di infrazioni accertate nel 2012.</p>
<p>Un primato poco edificante, una vera e propria mattanza ambientale che dura da oltre un ventennio tra abusi, veleni, clan che continuano ad accumulare soldi sporchi ed affari e territorio che continua a mostrare lividi e buchi incurabili. I numeri parlano chiaro: nel 2012 sono 5mila le case abusive realizzate e ben 875 infrazioni accertate (il 13,9% del totale nazionale) con 967 persone denunciate e 311 sequestri effettuati.</p>
<p>“La Campania &#8211; commenta Michele Buonomo, presidente regionale Legambiente &#8211; si conferma core business nazionale dell&#8217;Ecomafia. Un mostro a tre teste che continua ad uccidere senza colpi di pistola nel silenzio e lentamente. La Campania da circa 20 anni è un campo di battaglia dov’è in gioco la bellezza dei nostri territori, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ma se la magistratura continua a fare il suo dovere e le forze dell’ordine quotidianamente sono impegnati nella lotta ai criminali, la politica continua ad essere assente o quando è presente lo fa a colpi di annunci di sanatorie edilizie. E&#8217; il momento del Basta. Necessaria &#8211; ha concluso Buonomo &#8211; una rivolta delle coscienze per richiamare la Politica e le Istituzioni ad un bonifica materiale e morale del territorio. Da parte nostra contro i ladri di futuro continueremo in sinergia con la magistratura, i cittadini, la parte pulita dell&#8217;imprenditoria campana e le forze dell’ordine a denunciare la collusione e gli affari degli ecomafiosi.</p>
<p>La Campania in testa, purtroppo e come sempre, per quanto riguarda il ciclo illegale dei rifiuti: 758 infrazioni accertate, il 15,1% del totale nazionale, 17 persone arrestate, 746 quelle denunciate e 340 i sequestri effettuati. La provincia di Napoli, si colloca al primo posto tra tutte le province italiane per l’illegalità nel ciclo dei rifiuti, con 303 infrazioni e 180 sequestri, segue Salerno con 143 infrazioni e 58 sequestri effettuati.</p>
<p>Sale al terzo posto la provincia di Benevento con 114 infrazioni e 107 persone denunciate. Chiudono Caserta e Avellino con 99 infrazioni accertate. Dal 2002, anno dell’introduzione dell’organizzazione del traffico illecito di rifiuti, in Campania sono state arrestate 383 persone, altre 465 sono state denunciate, ben 152 aziende coinvolte su 41 inchieste di otto procure a livello regionale.</p>
<p>Ma ecomafia in Campania non riguarda solo i rifiuti. Il cemento, il movimento terra, appalti continua a rivelarsi una straordinaria “lavanderia” per riciclare soldi. C’è la Campania al primo posto in Italia per gli illeciti accertati nel 2012 nel ciclo del cemento. Un altro primato in negativo che si aggiunge a quelli “conquistati” da questa regione nelle statistiche del rapporto Ecomafia 2013. Nel 2012 sono 5000 le case abusive realizzate e ben 875 infrazioni accertate (il 13,9% del totale nazionale) con 967 persone denunciate e 311 sequestri effettuati. La Provincia di Napoli maglia nera con 305 infrazioni accertate, 381 persone denunciate e 180 sequestri effettuati, seguita dalla Provincia di Salerno con 267 infrazioni accertate e ben 334 persone denunciate. Terza la provincia di Avellino con 208 infrazioni , 147 persone denunciate e 25 sequestri effettuati. Chiudono la provincia di Caserta con 57 infrazioni e 55 persone denunciate. Benevento e il Sannio chiudono il cerchio con &#8220;solo&#8221; 38 infrazioni accertate e 50 persone denunciate.</p>
<p>Nessun Municipio sannita è stato sciolto o commissariato perchè condizionate dai clan. Resta il fatto che l’81% dei comuni sciolti in Campania dal 1991 a oggi, vede, tra le motivazioni del decreto, un diffuso abusivismo edilizio, casi ripetuti di speculazione immobiliare, pratiche di demolizione inevase. Il record va alla provincia di Napoli, con l’83% di comuni commissariati anche per il mattone illegale, percentuale che scende al 77% per quelli in provincia di Caserta. L’incidenza dell’edilizia illegale nel mercato delle costruzioni è passata dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il 2013. Mentre le nuove costruzioni legali sono crollate da 305mila a 122mila, quelle abusive hanno subito una leggerissima flessione: dalle 30mila del 2006 alle 26mila nel 2013. Determinanti sono i costi di mercato dove a fronte di un valore medio del costo di costruzione di un alloggio con le carte in regola pari a 155mila euro, quello illegale si realizza con un terzo dell’investimento (66mila euro). Certo, la demolizione potrebbe essere una cura ma in Campania, tra il 2000 ed il 2011 ad esempio, a Napoli, Avellino, Benevento, Salerno e Caserta, sono state emesse 18.111 ordinanze di demolizione ed eseguite soltanto 828, per una percentuale del 4,5%.</p>
<p><strong>Gaetano Vessichelli</strong></p>
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		<title>COSENTINO &#124; Non è una vittima come Enzo Tortora</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 21:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[ARNALDO CAPEZZUTO]]></category>

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		<description><![CDATA[di Arnaldo Capezzuto L’emergenza carcere esiste. L’espiazione della pena non è la vendetta dello Stato. La detenzione è occasione per operare il recupero del condannato. Parole sacrosante. Verità scolpite. Esercizio dei diritti costituzionali. E’ legittimo avviare iniziative politiche su questi temi come fanno da sempre i Radicali di Marco Pannella nel promuovere quesiti referendari sulla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/capezzuto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-28289" alt="capezzuto" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/capezzuto-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>di <strong>Arnaldo Capezzuto</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/13/carceri-emendamento-governo-domiciliari-fino-a-sei-anni/625121/" target="_self">L’<strong>emergenza carcere</strong> esiste</a>. L’espiazione della pena non è la vendetta dello Stato. La <strong>detenzione</strong> è occasione per operare il recupero del condannato. Parole sacrosante. Verità scolpite. <strong>Esercizio dei diritti costituzionali</strong>. E’ legittimo avviare iniziative politiche su questi temi come fanno da sempre i <strong>Radicali</strong> di Marco Pannella nel promuovere quesiti referendari sulla giustizia e appellandosi al Presidente della Repubblica nell’invocare un provvedimento di amnistia.</p>
<p align="JUSTIFY">Sui diritti non ci sono colori e appartenenze politiche che tengano. Sono battaglie di civiltà. Detto questo però non posso che rilevare una strana quanta sospetta agitazione in alcuni settori del <strong>Pdl</strong> e di un ampio pezzo del centro sinistra. Voglio anche comprendere il clima di <strong>pacificazione</strong> ma trovo davvero fastidioso, inquietante e meschino nel trentennale della morte di <strong>Enzo Tortora</strong>, vittima di una giustizia ingiusta, usare quella storia che è altra storia <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/12/nicola-cosentino-la-caduta-del-primo-intoccabile/527978/" target="_self">accostandogli accanto un personaggio come <strong>Nicola Cosentino</strong></a>.</p>
<p align="JUSTIFY">L’ex sottosegretario all’Economia nell’ultimo governo Berlusconi è <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/12/cosentino-difensore-dovrebbe-costituirsi-venerdi/527775/" target="_self">rinchiuso nel carcere di Secondigliano dallo scorso 15 marzo in regime di detenzione cautelare</a> perché accusato di <strong>associazione di stampo mafioso</strong> e sotto processo in due diversi procedimenti penali dove compaiono frequentazioni con i <strong>Casalesi</strong>. L’ex potente coordinatore campano del Pdl ha combattuto strenuamente per essere ricandidato e conquistare lo scudo dell’<strong>immunità parlamentare</strong> ma purtroppo per lui, il suo nome è stato inserito nel gruppo degli impresentabili. I suoi amici che poi sono amici di altri amici davvero non se ne fanno scappare una.</p>
<p align="JUSTIFY">Il partito trasversale pro Cosentino che ha robusti terminali e rappresentanze in Parlamento frigge. I segnali sono di profonda insofferenza. Le dichiarazioni di autorevoli esponenti politici come <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/09/campania-carica-degli-impresentabili-e-degli-inquisiti-nelle-liste-pdl/465586/" target="_self">Nitto Palma</a></strong>, presidente della commissione giustizia del Senato seguono un solco preciso: occorre una rivisitazione profonda del regime di custodia cautelare. Il lavorio degli ambasciatori non si ferma un attimo. L’ufficio del ministro della Giustizia <strong>Annamaria Cancellieri</strong> è preso garbatamente d’assalto. Si studia, si progetta, si immagina una norma che intervenga e regolamenti la carcerazione preventiva quando un imputato è accusato di associazione esterna.</p>
<p align="JUSTIFY">Qualcuno già parla di sartoria legislativa per cucire un vestito addosso all’ex deputato Cosentino e farlo uscire di prigione. Staremo a vedere. Certo se davvero si adottasse un provvedimento del genere tanti mafiosi, camorristi e ndranghetisti in attesa di giudizio definitivo tornerebbero liberi. Altro che <strong>trattativa Stato-Mafia</strong> e la revoca della detenzione al <strong>41 bis</strong> con un tratto di penna. Se maturasse una riperimetrazione della norma della<strong> custodia per reati di associazione</strong> con l’aggravante dell’articolo 7, a valle avverrebbe un tsunami devastante. Ecco non sarebbe proprio un segnale di forza di questo esecutivo nella lotta alle mafie.</p>
<p align="JUSTIFY">Sono trascorsi 30 anni dalla morte di Tortora, quella vicenda deve insegnarci profondo rispetto quando si<strong> limita la libertà</strong> di un uomo o una donna e quando altre donne e uomini devono emettere una<strong> sentenza di giudizio</strong>. Quella storia dev’essere monito delle coscienze e vissuto da difendere dagli assalti di chi proprio attraverso quella storia drammatica vuole costruirsi un alibi.</p>
<p align="JUSTIFY">Allora come non concordare con le parole di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/berlusconi-si-paragona-a-tortora-figlia-del-conduttore-altra-storia-altra-persona/591347/" target="_self">Gaia Tortora in risposta a Silvio Berlusconi</a> che per giustificare la sua “innocenza” e l’indiscriminata azione dei giudici ha tirato per la giacchetta proprio Enzo Tortora: “Ero preparata. Caro Silvio, mio padre era un’altra storia. Un’ altra persona. Ognuno risponde alla sua coscienza”.</p>
<p align="JUSTIFY">(dal blog di Arnaldo Capezzuto su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/17/nicola-cosentino-non-e-una-vittima-come-enzo-tortora/628317/" target="_blank"><em>il Fatto Quotidiano</em></a>)</p>
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		<title>DEI GOTI&#124; La macchina della gioia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 08:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giancristiano</dc:creator>
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<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DESIDERIO.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-28130" alt="DESIDERIO" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DESIDERIO-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>di Giancristiano Desiderio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi dico in due parole che cos’è per me e per il mio belpaese  &#8211; Sant’Agata dei Goti -  il festival del bacio in questo lungo tempo di crisi: una piccola macchina della gioia. Lascio ad altri, che sono molto più bravi e preparati del soprascritto, l’analisi dei costi e dei benefici, il conteggio delle presenze, le ragioni e i torti del turismo e della cultura. Prendo per me solo una piccola considerazione sulla gioia per il semplice motivo che il mio paese, anche se bello ed elegante e perfino maestoso, non è gioioso ma triste. Perché? Perché al suo interno non ha mai avuto una macchina della gioia ma una infaticabile macchina del fango. Un ingranaggio che non s’inceppa mai ed agisce a più livelli: dall’ambito familiare alla lotta politica, dai rapporti sociali al lavoro. Una macchina infernale, che agì perfino contro un santo come Alfonso, che ha il suo motore nell’invidia e impedisce al mio paese di essere una comunità. Tutti i santagatesi lo sanno ma nessuno lo dice in pubblico, come se fossero panni sporchi da lavare in famiglia. Ma un paese non è una famiglia, dovrebbe essere qualcosa di più grande.</p>
<p>I ragazzi del festival del bacio  &#8211; mi fa piacere notare che tra loro ci sono anche alcuni miei alunni di qualche anno fa -  hanno fatto la cosa più semplice che si possa fare se si vuol lavorare vivendo il centro storico santagatese. Si sono riuniti e hanno tirato fuori un’idea, almeno una, sulla quale poi hanno puntato. L’idea di quest’anno è elementare: mostrare i santagatesi ai santagatesi. Hanno fatto delle fotografie a giovani e vecchi, madri e figlie, commercianti e vitelloni di ieri e di oggi, le hanno trasformate in grandi immagini e manifesti e le hanno disseminate per il centro storico. Così i santagatesi hanno potuto rivedere se stessi mentre, inserita tra le due parentesi che sono un po’ l’immagine del festival 2013, leggevano la scritta “meglio insieme” che traduce il classico “l’unione fa la forza”. Retorica? Certo, retorica. Che potrebbe anche essere capovolta da un altro classico detto popolare: “Meglio solo che mal accompagnato”. Ma non è questo il punto.</p>
<p>Piuttosto. Anche la retorica ha la sua importanza. E qui l’importanza non è da vedersi nelle persone che verranno da fuori ma nelle persone che verranno da dentro. Il festival del bacio non conta tanto per i forestieri ma per gli indigeni. A Sant’Agata dei Goti i forestieri sono sempre venuti e continueranno a venire, almeno fino a quando ci sarà la bellezza e la storia del centro storico. Ciò che a Sant’Agata dei Goti è assente è uno spirito comunitario in cui i santagatesi si sentano uniti in un lavoro che accomuni i loro sforzi. Ma il centro storico santagatese può essere messo a tema solo se si realizza questa unione di fondo dei cuori e delle menti, delle volontà e delle intelligenze e si tralascia la sterile invidia che non tarda a diventare maldicenza e calunnia. So di non esagerare perché la storia della calunnia santagatese l’ho ricostruita storicamente e proprio sulla base della conoscenza storiografica del mio amato paese posso dire che abbiamo bisogno almeno di provare ad attuare una riforma dei nostri costumi e della nostra convivenza civile. La macchina dell’invidia va sostituita con la macchina della gioia o del buon lavoro. Si può fare perché la bellezza di Sant’Agata dei Goti è il vero bene democratico che può giovare a tutte le intelligenze e volontà <i>bendisposte</i>.</p>
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		<title>NASIRIYYA&#124; La bambina e il carabiniere</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 20:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giancristiano</dc:creator>
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<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DESIDERIO.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-28130" alt="DESIDERIO" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DESIDERIO-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a> di Giancristiano Desiderio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mattina del 12 novembre 2003 ero in redazione a Roma. Al quinto piano del palazzo in via Barberini, poco prima del Largo Santa Susanna, c’era  &#8211; è lì tuttora -  la redazione di <i>Libero</i>. Eravamo quasi pronti per la riunione del mattino. Quando arrivò  &#8211; non ricordo come, se attraverso agenzie o con la televisione -  la notizia del dramma di Nasiriyya. Tutto cambiò. Le notizie furono crude e cruente da subito. Si capì che vi erano molti morti e che l’attentato in Iraq aveva come obiettivo noi italiani. Non era un errore. Quello stesso giorno, nel pomeriggio, andai insieme con il deputato di Alleanza nazionale, Filippo Ascierto, a far visita ad alcune famiglie che avevano ricevuto dal governo la notizia della morte del proprio caro impegnato nella operazione militare Antica Babilonia. Allora, come in seguito, mi colpì la compostezza del dolore di quelle famiglie e di quegli italiani. Di quelle mamme e di quei padri. Di quelle mogli e di quei figli e figlie. Era dalla seconda guerra mondiale che l’Italia non aveva lutti militari. Ecco perché nella villa comunale di Luzzano, nel comune di Moiano, hanno fatto bene a collocare oggi un monumento per i caduti di Nasiriyya accanto al monumento ai caduti delle due grandi guerre europee o mondiali. Un giusto e sentito tributo a dieci anni dalle morti.</p>
<p>“Lo Stato non dimentica i suoi migliori uomini” ha detto il colonnello Antonio Carideo, comandante provinciale dei carabinieri di Benevento, nel suo discorso per la cerimonia di inaugurazione del monumento ideato dall’artista Angelo Viola. In quella piazza, quasi uno slargo o una radura naturale tra le verdi colline caudine, c’era tanta gente che non era gente ma popolo. Queste cose nei paesi possono ancora accadere. I carabinieri, con la loro Fanfara, erano circondati dall’affetto e dal sincero sentimento di gratitudine di tante persone semplici come le mamme con i figli al seguito, i padri di famiglia, le ragazze in fiore, il maresciallo, il farmacista, qualche giornalista, i vecchi, i reduci, le maestre con i bambini più piccoli e i più grandicelli. Un’Italia che somiglia più a quella del secolo scorso che a quella del secolo nuovo. Un’Italia che, forse, ha ancora qualcosa di buono da dire.</p>
<p>Come le parole, non prive di emozione, del sindaco di Moiano, Pietro Palma che ha sottolineato la “ferma volontà” con cui si è voluto il monumento per i diciannove caduti di Nasiriyya. A voler intendere e dire con partecipazione che nulla avrebbe potuto impedire non tanto la cerimonia di inaugurazione del monumento quanto la cura della memoria dei carabinieri e civili caduti in terra lontana perché “Moiano e Luzzano hanno i carabinieri nel cuore”. Sono parole semplici ma nella semplicità si può esprimere la verità: la riconoscenza nei confronti dei carabinieri è figlia di un sentimento di patria che è la forma moderna della morale con cui abitiamo la terra dei padri. Il senso della nostra storia moderna è questo. Invano lo si cercherebbe altrove. E anche i caduti di Nasiriyya appartengono a questa storia.</p>
<p>Mentre il colonnello e il sindaco pronunciavano i loro discorsi, ascoltavo il sottofondo: il vocio dei bambini e delle bambine che con le loro giovanissime vite erano un inno alla gioia. Certamente non ascoltavano i discorsi del colonnello e del sindaco ma il lavoro dei carabinieri e perfino quello del sindaco è, in fondo, finalizzato alla crescita dei fanciulli e anche alle loro monellerie. E tuttavia, come erano composti quei fanciulli. Ogni bambino e ogni bambina, seguiti della maestre, aveva una maglietta bianca con scritto in petto il proprio nome e sotto l’immagine dedicata al ricordo dei caduti in Iraq. Forse non c’è cosa più bella al mondo che vedere insieme i bambini e i militari che rappresentano al meglio il senso della vita civile, la sua custodia e la sua lotta, la sua pace e la sua guerra. Mentre andavo via, una mamma ferma un carabiniere  &#8211; si chiama Nicola, ha in mano il flauto con cui ha suonato -  e lo fa salutare dalla sua bambina. La piccola lo guarda come incantata. Il giovane carabiniere l’accarezza e le dà un bacio. Forse è vero, qui, a Moiano e a Luzzano, in questa piazza tra le colline, hanno i carabinieri nel cuore.</p>
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		<title>RAGAZZA RINVENUTA NEL SACCO&#124; Fermato nel Sannio il presunto colpevole</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 13:41:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Corriere del Mezzogiorno) &#8211; Restano gravissime, fra la vita e la morte, le condizioni della ragazza di 27 anni, di nazionalità albanese, trovata in fin di vita dalla polizia, ieri sera, chiusa in un sacco dell&#8217;immondizia dopo essere stata massacrata di botte, in un «basso» nel centro storico di Napoli . L&#8217;ultimo bollettino medico parla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DSCF0643.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-28112" alt="DSCF0643" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/DSCF0643-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>(<a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2013/14-giugno-2013/ragazza-chiusa-un-sacco-ancora-grave-2221643301691.shtml" target="_blank"><strong>Corriere del Mezzogiorn</strong></a>o) &#8211; Restano gravissime, fra la vita e la morte, le condizioni della ragazza di 27 anni, di nazionalità albanese, <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2013/13-giugno-2013/napoli-ragazza-ferita-trovata-un-sacco-immondizia-2221639848454.shtml" target=""><span style="text-decoration: underline;">trovata in fin di vita dalla polizia, ieri sera, chiusa in un sacco dell&#8217;immondizia</span></a> dopo essere stata massacrata di botte, in un «basso» nel centro storico di Napoli . L&#8217;ultimo bollettino medico parla di coma farmacologico. La ragazza è ricoverata nel reparto Rianimazione dell&#8217;ospedale Loreto Mare, dove, nel corso della notte, è stata sottoposta a un intervento chirurgico. La giovane, che riportato un trauma cranio-facciale, uno toracico e un altro addominale, attualmente sarebbe in «coma farmacologico». La prognosi è riservata.</p>
<p>Nella tarda mattinata, nel Beneventano (a San Salavatore Telesino &#8211; n.d.r.), è stato rintracciato e fermato un giovane che secondo gli inquirenti potrebbe aver rivestito un ruolo nella drammatica vicenda. Forse potrebbe essere l&#8217;aggressore della donna.</p>
<p>La ragazza albanese viveva nel «basso» con un connazionale. Fra le ipotesi al vaglio della Squadra Mobile della Questura di Napoli, che per tutta la notte ha fatto accertamenti e indagini, vi è quella che l&#8217;aggressione sia maturata in un ambito sentimentale.</p>
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		<title>CEPPALONI &#124; Mastella condannato da Corte dei conti</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 12:26:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Vincenzo Iurillo (Il Fatto Quotidiano) &#8211; Il conto arriva dopo più di venti anni. Per fortuna di Clemente Mastella, non è un conto particolarmente salato: 3500 euro di risarcimento danni al Comune di Ceppaloni (Benevento). E’ l’importo della condanna inflitta all’ex ministro di Giustizia dalla Corte dei conti della Campania – presidente Fiorenzo Santoro, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/Spot.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-28118" alt="Spot" src="http://www.sanniopress.it/wp-content/uploads/2012/11/Spot-100x100.jpg" width="100" height="100" /></a>di <strong>Vincenzo Iurillo</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">(<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/13/mastella-condannato-da-corte-dei-conti-dimentico-di-espropriare-terreno/625544/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>) &#8211; Il conto arriva dopo più di venti anni. Per fortuna di <strong>Clemente Mastella</strong>, non è un conto particolarmente salato: <strong>3500 euro</strong> di risarcimento danni al <strong>Comune di Ceppaloni</strong> (Benevento). E’ l’importo della condanna inflitta all’ex ministro di Giustizia dalla Corte dei conti della Campania – presidente Fiorenzo Santoro, giudice relatore Gennaro Di Cecilia – per fatti risalenti al periodo in cui Mastella era sindaco del paesino del Sannio. La mitica <strong>Ceppaloni</strong>, diventata celebre proprio perché la famiglia Mastella vi risiede. In una bella ed elegante villa con la piscina a forma di cozza.</p>
<p>Clemente Mastella ne fu primo cittadino dal <strong>1986</strong> al 30 settembre <strong>1992</strong>. Sono gli anni in cui l’amministrazione comunale perfeziona la progettazione e la realizzazione di una stradina di accesso e di un parcheggio per il cimitero <strong>San Giovanni</strong>, attraverso l’occupazione temporanea in via d’urgenza e per cinque anni di un terreno di proprietà di quattro sorelle. Occupazione preordinata all’espropriazione per pubblica utilità. La procedura di espropriazione però non viene portata a termine. Una scrittura privata tra le parti per la cessione a titolo volontario del fondo rimane lettera morta. Una delle quattro sorelle nel 1992 fa causa al Comune e dopo <strong>10 anni</strong> vince, ottenendo un risarcimento di circa <strong>28.000 euro</strong>. Il Comune negli anni successivi iscrive l’importo tra i debiti fuori bilancio e scatta d’ufficio la segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti. Che nel 2009 ‘invita a dedurre’ (l’equivalente nel giudizio contabile dell’avviso di garanzia nel procedimento penale) <strong>Clemente Mastella</strong>, un secondo ex sindaco, un ex assessore ai Lavori Pubblici e un ex responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, accusati di non aver portato a termine le procedure di esproprio del fondo utilizzato per le opere pertinenti al cimitero.</p>
<p>La <strong>sentenza</strong> è stata depositata due settimane fa. Fa un po’ di sconto ai quattro imputati, condannati a risarcire 10.000 euro in totale rispetto ai 28.000 euro contestati. Questo perché una parte dei danno, consistente negli interessi legali maturati in dieci anni di giudizio civile tra una delle proprietarie del terreno e il Comune di Ceppaloni, è stato provocato da una durata “eccessiva del relativo giudizio di primo grado, in violazione quindi, dei canoni di rango costituzionale e comunitario”. Traduzione: non si possono addossare agli amministratori locali i costi della lentezza della giustizia. Un’altra ragione di sconto, secondo le motivazioni della sentenza, dipende dal fatto che il danno è stato causato anche dal comportamento omissivo di altri amministratori comunali. Che però, non essendo stati ‘indagati’, sono definitivamente al riparo dagli strali della magistratura contabile. Il giudice attribuisce a Mastella una fetta di colpa pari a 3.500 euro. La stessa dell’ex assessore ai Lavori Pubblici, mentre l’altro ex sindaco dovrà risarcire 2.000 euro e l’ex responsabile dell’Utc soltanto 1000 euro.</p>
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