CRONACA | 14 arresti per usura, estorsione e riciclaggio. Ecco i nomi
(Sanniopress) – E’ in corso da stamani una vasta operazione della Squadra Mobile di Benevento che riguarda 14 persone nei confronti delle quali la Procura della Repubblica di Benevento ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare.
I reati ipotizzati sono: usura, estorsione e riciclaggio di denaro di illecita provenienza. Gli indagati, per la quasi totalità pluripregiudicati, secondo i magistrati hanno posto in essere le attività delittuose nel Sannio e sull’intero territorio nazionale.
I provvedimenti sono stati adottati all’esito di indagini preliminari espletate nei confronti di appartenenti a criminalità organizzate non caratterizzate dal requisito della mafiosità, ma attive in svariati settori economici, operanti prevalentemente sul territorio di Benevento, con ramificazioni in altre parti del territorio nazionale.
“L’attività d’indagine ha permesso di individuare – ha spiegato in una nota il procuratore della Repubblica di Benevento Giuseppe Maddalena – un’intensa attività usuraria ed estorsiva nei confronti di una pluralità di vittime costituite da liberi professionisti e piccoli commercianti, “taglieggiati” dagli indagati, per la maggior parte noti pregiudicati locali già dediti a tale tipologia di reati. Tale attività criminale si è mostrata particolarmente virulenta al punto che, in uno degli episodi oggetto di contestazione, è risultato “sottratto” a una delle vittime un appartamento di oltre 150.000 euro, a saldo dei debiti usurari. Inoltre le vittime venivano minacciate e, in alcuni casi, percosse per i ritardi nella restituzione del debito illecitamente contratto.
I gruppi di soggetti dediti a reati contro il patrimonio caratterizzati da notevole gravità sono riconducibili a tre distinte formazioni plurisoggettive: due chiaramente organizzate e dedite alla commissione di svariati delitti di usura in danno di un indeterminato numero di persone ed una dedita al falso, alla truffa ed al riciclaggio di denaro di illecita provenienza, attraverso la “clonazione” di assegni bancari e postali oggetto di falsificazione, il tutto in danno, oltre che dei legittimi titolari, anche degli stessi istituti bancari e postali presso i quali venivano effettuate le negoziazioni.
Tale attività, sia per quanto attiene all’usura e alle estorsioni, che al riciclaggio attraverso la donazione di titoli bancari e postali, mina il funzionamento lecito dei circuiti ordinari di credito e finanziamento, con danno ingente, sia per gli stessi istituti, che per le parti offese, che si vedono “bloccare” i rapporti finanziari per gli illeciti commessi dagli indagati.
Le misure cautelari si sono imposte anche per dare un segnale di speranza a tutti coloro che hanno il coraggio di ribellarsi ad anni di usura; infatti quando lo Stato dimostra di essere presente spesso le vittime trovano il coraggio della denuncia. Se ciò è avvenuto nel corso di quest’indagine è certamente merito dell’intelligente e scrupoloso lavoro della polizia giudiziaria impegnata nelle attività investigative.
Nel corso delle indagini sono stati impiegati strumenti tecnici invasivi quali intercettazioni telefoniche e ambientali, che sono risultate particolarmente utili ai fini della raccolta degli elementi indiziari posti a base delle misure cautelari adottate.
Giova evidenziare che colui che decide di praticare il prestito a usura non si limita a porre in essere un solo fatto reato, ma intraprende una vera e propria attività economica, che è indotto a proseguire dai facili guadagni, dall’incapacità di reagire delle vittime ed alla conseguente carenza di attività repressiva dello Stato. È chiaro che non si tratta di attività criminale occasionale ma di un vero sistema di vita delinquenziale destinato a proseguire se lo Stato non interviene con prontezza e decisione.
Le misure cautelari adottate si caratterizzano, quindi, quale forma di manifestazione di presenza dello Stato delle proprie istituzioni sul territorio, mediante applicazione degli istituti di diritto penale sostanziale e processuale destinati alla tutela della collettività, dell’ordine pubblico economico e della libera concorrenza all’attività d’impresa, in linea con recenti azioni di contrasto alla criminalità organizzata di tipo patrimoniale intraprese con successo dalle forze di polizia giudiziaria impegnate nel circondario del Tribunale di Benevento, sotto la direzione della Procura della Repubblica”.
Ecco i nomi delle persone arrestate: Antonio Parrella, 36 anni, di Benevento; Ivan Bertozzi, 29 anni, di Benevento; Nunziante Genetiempro, 48 anni, di Benevento; Nazzareno Taddeo, 49 anni, di Benevento; Pio Musco, 29 anni, di Benevento; Cosimo Raucci, 40 anni, di Benevento; Umberto Raucci, 46 anni, di Benevento; Giovanni Raucci, 65 anni, di Benevento; Gianni Balestrieri, 31 anni, di Benevento; Patrizia Matuozzo, 46 anni, di Napoli; Salvatore Polizia, 47 anni, di Benevento; Antonio Chiusolo, 34 anni, di Benevento; Carlo Parrella, 56 anni, di Benevento; Paolo Nizza, 20 anni, di Benevento. Matuozzo e Nizza già erano in carcere, rispettivamente, nelle Case Circondariali di Benevento e Secondigliano.








